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Catania - Rifiuti, questione scottante. Raccolta ancora sotto il 10%
di Desirée Miranda

L’Amministrazione sta per proporre al vaglio del Consiglio comunale un nuovo Piano. Serrato botta e risposta tra il consigliere Arcidiacono e l’assessore D’Agata

Tags: Catania, Rifiuti, Raccolta Differenziata



CATANIA - Scotta il tema dei rifiuti in città, le cui percentuali di raccolta differenziata non solo sono molto al di sotto della percentuale minima del 66 per cento richiesto dal governo nazionale per tutti i Comuni italiani, ma dal 2012 ad oggi sono addirittura in diminuzione. Chiesto e ottenuto l’accesso agli atti relativi alla raccolta differenziata in città dal 2012 ad oggi nonché il nuovo piano dei rifiuti che l’amministrazione sta per proporre al vaglio del Consiglio Comunale, documenti che sono poi stati presentati alla stampa e alle associazioni cittadine. A farlo è Sebastiano Arcidiacono, consigliere in quota nel gruppo di Articolo 4 e vice presidente vicario del Consiglio Comunale di Catania che è propedeutico alla pubblicazione del bando e la sua azione non ha mancato di ulteriori tensioni tra i componenti della maggioranza stessa.

“Io non voglio essere polemico con nessuno ma trovo assurdo che si parli del colore della pista ciclabile e non del bando dei rifiuti che per i prossimi 7 anni costerà ai cittadini circa 350 milioni”, afferma. “Credo che sia un tema importante che vada discusso soprattutto alla luce del fatto che per legge sono i cittadini che pagano interamente la tariffa per cui, peraltro, si prevede un aumento e lo faccio a partire dai dati che gli uffici comunali mi hanno dato, non mi permetto di modificarli”.

Dai dati forniti emerge che la raccolta dei rifiuti in città nei primi tre mesi del 2016 si attesta sotto il 10%, per la precisione all’8,33%, una cifra che nel 2012 era del 12,83% (pari a 210,285,827 chilogrammi di rifiuti), nel 2013 al 9,94% (pari a 204,196,982 chilogrammi di rifiuti), nel 2014 all’11,11% (pari a 209,031,806 chilogrammi di rifiuti) e nel 2015, come già detto, al 8,56%, pari a 208,159,480 chilogrammi di rifiuti. Dati che vanno aggiunti a quelli della raccolta differenziata nelle zone della raccolta porta a porta che si attesta al 50% e i rifiuti speciali come i copertoni delle auto. Una dichiarazione alla città che non è piaciuta all’amministrazione che risponde con l’assessore all’Ecologia e ambiente, Saro D’Agata. “I dati sulla differenziata che il consigliere Arcidiacono ha voluto presentare vanno letti con più attenzione e tenendo conto dei parametri della pesatura che dal 2015 sono cambiati”, dichiara.

“Il motivo per cui il dato complessivo della raccolta differenziata sembra ridursi nel 2015-2016 è dovuto semplicemente al fatto che fino al 2014 la raccolta di inerti, pneumatici e affini veniva inserita nel quadro della racolta differenziata mentre dal 2015 vengono indicati a parte. Il confronto con il mondo associativo è costante - continua la difesa l’assessore - e il dato conforntante è che nelle zone dove è stta lanciata la raccolta porta a porta siamo già oltre il 50%”, conclude.

Una risposta che non fa altro che aumentare le tensioni in Comune e a cui Arcidiano risponde ribadendo che “ho solo reso pubblico e trasparente ciò che l’assessore alla trasparenza Saro D’Agata ha tenuto inspiegabilmente nascosto. I dati della raccolta dei rifiuti da me resi pubblici e consegnati alle associazioni, sono fedelmente quelli che ho avuto dalla direzione comunale Ecologie e ambiente mediante un trasparente accesso agli atti, peraltro remorato da qualche noto stretto collaboratore dell’Assessore. Questi dati, inoltre, sono assenti nel Piano d’intervento proposto dalla giunta al consiglio comunale con grave pregiudizio al valore complessivo dell’atto propedeutico al capitolato e la bando di gara, su cui il Comune è in ritardo di almeno due anni. Farebbe bene, pertanto, l’assessore D’Agata sempre prodigo nel diffondere i dati parziali delle marginali sperimentazioni, ad assumersi per intero la responsabilità della sua gestione e dei pesantissimi ritardi nel tanto sbandierato nuovo bando davanti alla città, anziché tentare di sminuire col rischio di smentire se stesso la portata di fatti incontrovertibili che si commentano da soli”.

Articolo pubblicato il 07 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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