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Quotidiano di Sicilia

Malta, una Repubblica in costante crescita
di Carlo Alberto Tregua

Pil, occupazione, pernottamenti

Tags: Malta, Pil, Economia



La Valletta, Comino e Gozo sono le tre isole della Repubblica di Malta, avamposto meridionale dell’Unione europea, che fa parte del corridoio uno, Helsinki-La Valletta.
Entrata a far parte dell’Unione nel 2004 e nell’Unione monetaria (euro) dall’1 gennaio 2008, la Repubblica di Malta ha una superficie di 315 Km2 ed una popolazione di circa 450.000 abitanti.
Ma, pur essendo piccola, ha una fortissima voglia di crescere, investendo la nuova ricchezza in attività produttive e opere pubbliche. Lo stile anglosassone consente di avere una legislazione semplice e una burocrazia al servizio dei cittadini che funziona senza orpelli.
Ho frequentato Malta a cominciare dal 2003, quando ho realizzato il forum col Presidente della Repubblica Guido De Marco, pubblicato il 30/08/2003. In quell’anno il Pil è stato di 4,48 mld e i pernottamenti di 11,1 mln, secondo fonti Eurostat e Ufficio statistica di Malta.
Sono ritornato a Malta per realizzare il forum col successivo Presidente della Repubblica, Edward Adami, pubblicato il 9/07/2005. A distanza di due anni il Pil era aumentato a 5,19 mld, mentre i pernottamenti sono rimasti stabili.

Nel 2012, sono ancora tornato, realizzando il forum con il Presidente della Repubblica in carica George Abela, pubblicato il 15/09/2012. In quell’anno il Pil era ulteriormente aumentato a 6,8 mld e i pernottamenti a 12,6 mln. In dieci anni il Pil è aumentato del 50%, cioè una media del 5% all’anno. Per fare un paragone preciso, nel 2012 la Sicilia ha realizzato un Pil di 87,8 mld che frazionato per il numero di abitanti diventa 17.560 euro. Nel caso di Malta 15.100 euro. La forbice si stringe.
Nel 2016 abbiamo realizzato il forum che trovate in pagina, con l’attuale Presidente della Repubblica, Marie Louise Coleiro Preca, effettuato dal vicedirettore Raffaella Tregua. Nel 2014, la Sicilia ha avuto un Pil di 86,7 mld, mentre Malta ha realizzato un Pil di 7,9 mld. Cosicché il Pil procapite è salito a 17.600 euro mentre quello della Sicilia è sceso a 17.300 euro. Nel 2015 il Pil di Malta è salito del 9 per cento.
Nel 2014 i pernottamenti sono stati 13,5 mln, mentre in Sicilia solo 14,8 mln.
 
Scusate la sfilza di numeri, ma fotografano con precisione una Repubblica che ha voglia di crescere (e cresce effettivamente) e una Regione amministrata da cialtroni politici che la fanno continuamente decrescere in termini di ricchezza e occupazione.
Nel corso di altri due forum che pubblicheremo la prossima settimana, il ministro della Giustizia e Cultura, Owen Bonnici, ha sottolineato che per migliorare le performances è stato modernizzato il metodo di lavoro con l’uso di sistemi innovativi ed informatici e istituito un monitoraggio costante attraverso appositi organi di controllo. Si è quindi puntato sui fondi europei per la cultura e per creare laboratori per le start-up, che sono il futuro dell’economia maltese.
Nel successivo forum, il ministro delle Finanze, Edward Scicluna, ha ribadito come l’aumento consistente degli investimenti abbia avuto un effetto moltiplicatore per i settori farmaceutico, marittimo, aeronautico e dell’Ict, oltre che incidere sull’occupazione e sull’aumento del reddito delle famiglie. 

L’elemento più importante che emerge nel raffronto tra la piccola Repubblica maltese e la grande regione siciliana è che nella prima c’è entusiasmo, spirito di sacrificio, capacità amministrativa, voglia di crescere, mentre nella nostra Isola avviene tutto il contrario: depressione, inutilità di un ceto istituzionale che non fa il proprio dovere, classe dirigente muta, amorfa e connivente, generale lamentazione, scarsa iniziativa. Il risultato è quello che abbiamo descritto con l’ineluttabilità dei numeri.
Se la Sicilia possedesse i requisiti descritti di Malta, il tasso di sviluppo potrebbe essere di pari portata e avvicinarsi a quello cinese. Parliamo di un incremento di Pil annuale tra il 3 e il 5 per cento. Noi possediamo tesori di ogni tipo: archeologici, paesaggistici, naturalistici, marini, montani, e il sole, che bacia l’Isola per oltre 11 mesi l’anno.
Turismo, agricoltura innovativa e opere pubbliche dovrebbero essere i tre assi su cui investire volontà, forza e capacità.
Avanti bravi siciliani, per crescere occorre cacciare gli irresponsabili.

Articolo pubblicato il 07 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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