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Schifani: "Sostituirsi a chi si ostina a disgovernare"
di Raffaella Pessina

Il senatore Renato Schifani sferra un attacco al Presidente Crocetta. Oggi, intanto, all’Ars il voto finale sulla minifinanziaria

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Renato Schifani



PALERMO - Riprendono questo pomeriggio i lavori assembleari a Palazzo dei Normanni ed è atteso il voto finale al disegno di legge sulla minifinanziaria. Purtroppo, l’Aula sta procedendo a rilento sull’esame di questo disegno di legge, che poteva essere votato anche la scorsa settimana, se fosse stato presente il Governo a Sala D’Ercole, ma così non è stato e così non si è potuto votare sugli emendamenti aggiuntivi su scuole paritarie, appalti pubblici, procedimento amministrativo ed ex province. Critico il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone che dopo un primo rinvio di un’ora per attendere l’arrivo dei rappresentanti della giunta regionale si è trovato costretto a a rinviare definitivamente l’Aula ad oggi pomeriggio. Ed ha bacchettato il Governo: “A questo punto dico con fermezza che occorre rispetto per le istituzioni e per il Parlamento. La politica non si fa nei corridoi, si fa in Aula”.

Insorte anche le opposizioni con Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia, e Toto Cordaro, capogruppo del Pid Cantiere Popolare all’Ars. “Stigmatizziamo l’assenza del governo in Aula, che ha impedito di fatto l’approvazione della norma sulle province. Ci troviamo purtroppo di fronte a un comportamento ben poco istituzionale, contraddistinto da una litigiosità tutta interna alla maggioranza e al Pd, che ha creato una paralisi, lasciando ancora nel limbo gli enti, i lavoratori e le aspettative dei territori”.

Questa mattina nel corso della conferenza dei capigruppo, fissata per le 11, Falcone e Cordaro hanno avvertito che esporranno lo loro posizioni “per dare una soluzione definitiva ad una vicenda che se non fosse tragica sarebbe veramente ridicola”.

Sulla questione politica siciliana è intervenuto il capo dei senatori del gruppo Area popolare Ncd-Udc a Palazzo Madama, Renato Schifani: “A poco più di un anno dalla fine della legislatura ormai sarebbe vano chiedere risposte vere a chi ha già dimostrato di non possederne. Ecco perché è dovere della politica sostituirsi a chi si ostina a disgovernare interrompendone il percorso e tornando al voto”. Il chiaro riferimento è al Presidente Crocetta. “Mi appello – ha aggiunto Schifani - dunque, a tutte le forze moderate perché archivino questo governo, sia per senso di responsabilità nei confronti dei siciliani, che per evitare di restare elettoralmente schiacciate dalle gravi incapacità del governo regionale e dover consegnare la Sicilia al Movimento Cinquestelle”.

Le dichiarazioni di Schifani sono state fatte anche per commentare la manifestazione promossa in questo fine settimana a Palermo dai sindacarti di Cgil, Cisl e Uil.

“La manifestazione ha interpretato il grande malessere della stragrande maggioranza dei siciliani – ha detto Schifani - E la metafora della ‘nave che affonda’ ha drammaticamente fotografato la crisi profondissima in cui sono annegati l’occupazione e lo sviluppo nell'Isola”.

L’allarme sulla situazione siciliana è stato lanciato anche dalla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan:  “La Sicilia è una grande regione con gravi problemi, ritardi strutturali, disoccupazione, povertà ma è una terra anche con straordinarie potenzialità e con una domanda sociale di cambiamento. Per questo merita molta più attenzione dal governo nazionale e regionale e dalla politica”.
 
“Su cinque milioni di siciliani – ha aggiunto Furlan - solo il 25 per cento ha un lavoro. La disoccupazione giovanile in Sicilia è oggi al 65%, nel 2008 era al 48,7. Quella femminile è passata dal 19,5 nel 2008 al 25,4 % nel 2015. Sono dati drammatici, inequivocabili che fotografano uno stato di degrado economico e di sottosviluppo davvero preoccupanti. La Sicilia sta sprofondando in una crisi irreversibile, come dimostrano le tante vertenze aperte, a cominciare dal caso emblematico di Almaviva, ma la paralisi riguarda tutti i settori produttivi: i servizi socio sanitari, l’agricoltura, l’industria, il turismo, la pubblica amministrazione, la tutela del territorio e dell'ambiente. Occorre subito il ripristino degli ammortizzatori in deroga, stabilizzare i precari, utilizzare in maniera rapida i fondi europei per le infrastrutture, il rilancio dell'agricoltura, la forestazione, i consorzi di bonifica”.

“La Sicilia – ha concluso Furlan - non può attendere i tempi della politica o le solite promesse di intervento del Governo nazionale e regionale”.

Articolo pubblicato il 10 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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