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Ponte sullo Stretto: meglio dell'Expo
di Lina Bruno

Convegno organizzato da Rete Civica a Messina. “Un’opera fondamentale, manca soltanto il coraggio di costruirla”. Una proposta di legge presentata a marzo riapre il dibattito nazionale, mentre l’Ars rimane ostile

Tags: Matteo Renzi, Ponte Sullo Stretto, Infrastrutture, Sicilia



MESSINA - Ponte sullo Stretto come opportunità di sviluppo per l’Italia intera. Un’affermazione che è tornata spesso durante il convegno “Il Ponte, un’Expo lunga cento anni”, organizzato a Messina da Rete Civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno, in una Sala Visconti affollata. Con l’intervento di tecnici, docenti universitari e studiosi di temi ambientali, si sono volute confutare teorie e pregiudizi che hanno da sempre accompagnato l’idea di questa grande infrastruttura.

Il presidente di questo Movimento, che non vuole assumere connotazioni partitiche, Ferdinando Rizzo, ha sottolineato, tra l’altro, le grandi prospettive occupazionali che quest’opera porta con sé, mentre il rettore Pietro Navarra nel suo intervento ha indicato il ponte come l’unica chance di sviluppo rimasta.

Il progetto definitivo è stato approvato dalla Società Stretto di Messina il 29 luglio 2011, ma il parere del ministero dell’Ambiente non è mai arrivato e con la legge 221 del 2012, del Governo Monti, si sono interrotti i rapporti di concessione col contraente generale, Eurolink.

Nel marzo scorso, dopo la mozione approvata in Parlamento, è arrivata la proposta di legge voluta da alcuni deputati di Area popolare, che vogliono che la realizzazione dell’infrastruttura diventi una priorità. Enzo Garofalo, vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, tra i firmatari, è convinto che non vi sia alcuna alternativa al ponte sullo Stretto, opera che, anzi, può dare senso a tutta la rete di infrastrutture che si vogliono realizzare, complementare alla stessa Salerno-Reggio Calabria. Ma se in sede nazionale sembra che ci sia un orientamento almeno a discuterne, all’Ars, come ha ricordato Nello Musumeci, presidente della commissione regionale Antimafia, è stato approvato un ordine del giorno ostile alla realizzazione del grande manufatto.

Quest’opera non è riuscita ad andare oltre l’idea progettuale, non per problemi di carattere tecnico, avendo superato 24 livelli di validazione, ambientale o economico, ma prettamente politico, è stato ribadito. Adesso ci sono condizioni più favorevoli?
“Non c’è ancora un pronunciamento chiaro delle forze politiche - dice Giovanni Mollica, di Rete Civica per le infrastrutture,- si teme di allontanare il proprio elettorato o di non riuscire a conquistarne altro. Non è venuto nessun esponente del Pd invitato, ma sono convinto che il premier Matteo Renzi voglia fare il ponte, solo che anche lui ha paura di perdere consenso, è possibile che attenda l’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria, per prendere una posizione”.

Secondo Mollica  un’opera come il ponte può determinare benefici per almeno 50 anni, mentre si è fatto una grande campagna promozionale dell’Expo, costato tantissimo e smantellato dopo sei mesi.

Articolo pubblicato il 10 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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