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Palermo - Le opere pubbliche incompiute frenano lo sviluppo del territorio
di Gaspare Ingargiola

Per Termini Imerese si attendono ancora il dragaggio dei fondali e la costruzione dell’interporto. Necessario un potenziamento delle linee su rotaie con la tratta Palermo-Trapani via Milo

Tags: Trasporti, Infrastrutture, Sicilia



PALERMO - Strade fatiscenti, autostrade da mantenere, collegamenti ferroviari lenti o inadeguati, progetti persi nel limbo della burocrazia, opere cantierabili in attesa di un permesso. È il solito quadro desolante sulle opere pubbliche siciliane, e in particolare del distretto nordoccidentale, quello che emerge dal convegno organizzato dalla Cisl Palermo-Trapani sulle infrastrutture e lo sviluppo dell’isola nella sede dell’ex Noviziato dei Crociferi a Palermo.

Erano presenti i sindaci Leoluca Orlando e Vito Damiano, i presidenti di Confindustria Alessandro Albanese e Gregory Bongiorno, i presidenti di Gesap e Airgest Fabio Giambrone e Franco Giudice, il presidente dell’Autorità Portuale di Palermo Vincenzo Cannatella, Filippo Palazzo di Rfi, la segretaria generale della Cisl Palermo-Trapani Daniela De Luca, il segretario regionale Mimmo Milazzo e il segretario confederale Maurizio Bernava.

Ma il convitato di pietra è stato la Regione Siciliana, assente e criticata da tutti, tanto che il segretario Bernava ha lanciato un appello al Governo nazionale chiedendo, di fatto, di scavalcare l’Amministrazione regionale “prendendo in mano la situazione e fornendo un sostegno tecnico, amministrativo e di trasparenza. Basta ipocrisie e alibi sull’autonomia, la Sicilia da sola non ce la fa. Spenti i riflettori sui Patti di Palermo e Catania, cosa succederà?”.

La richiesta di un coordinamento centrale “per programmare insieme opere e progetti e sfruttare al meglio le risorse europee, nazionali e regionali evitando che si disperdano in mille rivoli” è stata rilanciata anche dalla segretaria De Luca. “Basta con la logica dell’emergenza - ha aggiunto la sindacalista -. Finora è mancata una governance regionale necessaria per programmare lo sviluppo, come dimostra la vicenda dei liberi consorzi”.

Come ha sottolineato il primo ministro Matteo Renzi durante la sua visita lo scorso sabato, prima che di opere mastodontiche l’isola ha bisogno dell’ordinaria manutenzione: le infrastrutture si costruiscono ma poi si abbandono al loro destino, oppure i progetti si impantanano nei gangli della burocrazia e non giungono mai a conclusione.

Ma quali sono le principali incompiute del distretto nordoccidentale e dell’aera metropolitana del capoluogo? Si parte dal piano regolatore portuale di Palermo, ancora fermo alla fase preliminare delle autorizzazioni: “Aspettiamo che la Regione completi le procedure di Via e Vas e approvi il piano nel suo insieme - ha detto Cannatella -. Speriamo faccia in fretta perché il lavoro fatto dal mio predecessore non va sprecato”.

Il Prp, al centro di un’infinita querelle con il Comune di Palermo per la gestione dei porticcioli, del Foro Italico e del Castello a Mare, prevede bar, ristoranti e aree dedicate all’attività sportiva all’interno dello scalo, il restyling della stazione marittima, l’installazione di nuove passerelle per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri, un collegamento pedonale con il varco di via Emerico Amari e l’adiacente parcheggio e lo studio di una bretella stradale in galleria tra il porto e la circonvallazione per avere un collegamento diretto con l’autostrada A29 Palermo-Trapani-Mazara del Vallo. Un’opera faraonica, quest’ultima, con un costo stimato di 347 milioni di euro e anch’essa al centro della “guerra del porto” con l’Amministrazione Orlando perché considerata troppo invasiva dell’assetto urbano e quindi ben oltre le competenze dell’Autorità.

Per Termini Imerese si attendono ancora il dragaggio dei fondali e la costruzione dell’interporto, “che non è un’infrastruttura per fare una favore a qualcuno ma un’opera strategica di collegamento tra i due capoluoghi - ha tuonato il leader degli industriali Albanese -. I progetti sono inutili se la burocrazia blocca tutto, non si possono aspettare anni per un’autorizzazione. La burocrazia siciliana mette le catene ai piedi”.

Altro esempio di malinconica incompiuta è la tratta ferroviaria Palermo-Trapani via Milo, interrotta da oltre tre anni tra Alcamo e la Città del Sale. Il progetto da 104 milioni per la sua riattivazione è ancora fermo. Eppure il viaggio in treno da Notarbartolo a Trapani, che prima dell’interruzione durava 2 ore e 16 minuti, con questo intervento durerebbe 1 ora e 40 minuti, e con altre opere straordinarie addirittura 1 ora e 20. “Stiamo lavorando al progetto definitivo - ha promesso Palazzo -. Sappiamo che l’opera è fondamentale perché, una volta ultimato il passante ferroviario di Palermo, si creerebbe un’unica infrastruttura da Trapani passando per il capoluogo fino a Cefalù e Messina. Contiamo di consegnare l’opera entro il 2018”. Infine, l’aeroporto: “Il 30 maggio inaugureremo cinque nuovi varchi - ha annunciato Giambrone -. Il 30 giugno invece toccherà alla nuova hall arrivi”.

Articolo pubblicato il 10 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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