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"Smart Island", Lampedusa verso l'autosufficienza energetica
di Bartolomeo Buscema

È un progetto che ha come obiettivo la transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Prevista installazione di una rete di distribuzione elettrica “intelligente”

Tags: Lampedusa, Energia, Rinnovabili



Lo scorso anno, Legambiente aveva pubblicato un dossier sulle isole minori della nostra Terra energeticamente autosufficienti, grazie alle fonti rinnovabili. Prima in classifica era l’isola di El Hierro dell’arcipelago delle Canarie, dove il 100% dell’elettricità consumata proviene da un parco eolico collegato a un sistema di pompaggio con un bacino posto in cima a una montagna. Un esempio virtuoso, lontanissimo dalla realtà delle isole minori italiane (tredici in totale) che sono alimentate quasi al 100% con fonti fossili, e dove il maggior costo di produzione di energia elettrica legato ai generatori diesel presenti, non gestite dall’Enel, ammonta a circa 70 milioni di euro l’anno. Una somma prelevata dalla nostra bolletta dell’energia elettrica.
 
Ma qualcosa, per fortuna, sta cambiando grazie a un decremento sensibile dei prezzi dei pannelli fotovoltaici, dei generatori eolici, degli accumuli di energia elettrica sempre meno costosi, più duraturi e più efficienti. Uno scenario positivo che s’inserisce in un quadro più ampio costellato dai recenti impegni, presi lo scorso dicembre a Parigi al summit sul clima globale, a favore delle fonti rinnovabili. Un cambiamento, favorito delle novità normative che a breve emanerà il MiSE, che è stato il focus di un convegno, tenuto lo scorso 4 maggio, a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente.

Punto di partenza le nostre isole minori che, come ha rilevato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, rappresentano una prima occasione di verifica di tali novità, aggiungendo che “Le isole minori italiane, sono perle di biodiversità e quindi devono poter essere anche veri laboratori di sostenibilità. Per questo motivo il ministero vuole essere catalizzatore di un confronto tra livelli istituzionali, per individuare quelle sperimentazioni che possono creare nuove opportunità nelle piccole isole e insieme rappresentare un modello esportabile a livello nazionale. Il negoziato della COP21 ha messo in evidenza il ruolo fondamentale delle piccole isole: nella prospettiva nazionale, anche quelle italiane possono e devono svolgere un ruolo centrale”.

Dalle relazioni di tutti i partecipanti, tra cui i rappresentanti di Irena (International Renewable Energy Agency), del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori, dell’Unione Nazionale Imprese Elettriche che operano nelle isole Minori, di Legambiente, Greenpeace e WWF, è emerso subito che le nuove norme in arrivo, aprono buone prospettive a patto, però, di una costruttiva intesa con le società elettriche isolane che producono e gestiscono la distribuzione di elettricità, con le quali si dovrà discutere principalmente l’inserimento nel territorio degli impianti che sfruttano le energie rinnovabili.

Come noto, nelle isole minori, la produzione di energia elettrica, legata solamente alla combustione del gasolio, è in regime di monopolio: le stesse società producono e distribuiscono l’elettricità, diversamente da quel che accade nel resto della Penisola. Un monopolio che garantisce lauti guadagni provenienti sia dal sistema di tariffe locali sia dai rimborsi per spese extra che sono prelevati dalle nostre bollette dell’energia elettrica.

C’è molta attesa per tali nuove norme che, più in generale, dovrebbero dare la stura alla transizione energetica dello Stivale: dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, da un’economia centralizzata di produzione di energia all’economia green diffusa sul territorio. è un percorso lungo e difficile che però già registra alcuni progetti di transizione energetica verso le fonti rinnovabili. Citiamo il progetto “Smart Island”, finanziato dal MIUR e realizzato da CNR-IIA, Exalto - energy&Innovation e ResNova Die, che per Lampedusa prevede l’installazione di una Smart Grid capace di gestire l’energia elettrica non programmabile generata da impianti di produzione da fonti rinnovabili, di interagire con l’impianto di produzione convenzionale che insieme alimentano una pluralità di utenze energetiche programmate al fine di adattare la curva di carico dell’isola con la disponibilità di produzione elettrica istantanea e quella accumulata.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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