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Palermo - Rifiuti: i debiti vengono al pettine, l’emergenza è diventata cronica
di Luca Insalaco

La Regione ha versato per il consorzio 4 milioni di euro, ma basteranno solo per qualche settimana. Emblematico il caso del Coinres, già in rosso per circa 40 milioni di euro

Tags: Palermo, Rifiuti, Amia, Giovanni Avanti, Giuseppe Lupo, Salvino Caputo



PALERMO - Che siano i sacchetti per strada o l’aumento della Tarsu, tutto ruota intorno alla munnizza. Quella dei rifiuti è un’emergenza che si è ormai cronicizzata, con i Comuni e le Ato perennemente con l’acqua alla gola, le discariche chiuse a giorni alterni e le cataste di sacchetti innalzate a monumento di una crisi il cui emblema è il Coinres, il consorzio finito al centro delle cronache per lo scandalo parentopoli e attentati intimidatori.

“Il Consorzio ha complessivamente accumulato debiti per circa 40 milioni di euro (tra Amia, Inps, Inpdap, Temporary…), una somma enorme che è impensabile riuscire ripianare in breve tempo” dice Giorgio D’Angelo, il commissario del Coinres nominato qualche giorno fa dall’Arra con un budget di 4 milioni di euro. Risorse che basteranno a mala pena per qualche settimana. C’è da pagare l’Amia, con la quale il commissario ad acta ha rinnovato il contratto per utilizzare la discarica, non si sa fino a quando.

“Negli anni - spiega D’Angelo - il consorzio ha accumulato debiti con Amia per circa 25 milioni di euro, ma ci sono tutta una serie di costi da sostenere, a cominciare dagli stipendi dei 500 dipendenti, per garantire il servizio nei 22 comuni dell’Ato”.
Se dopo una raccolta straordinaria l’emergenza nell’Ato 4 è in parte rientrata, il rischio è che si riapra un altro fronte. Neppure il tempo di riattivarsi e la discarica di Partinico è stata vietata ai Comuni morosi, oltre che del Coinres, anche dell’Ato Belice Ambiente. I Comuni dell’Ato Pa2 non possono neppure contare sulla discarica di Bellolampo, i cui cancelli sono stati chiusi da tempo dall’Amia.

“Al di là delle difficoltà legate alla mancanza di una riforma del settore – ha detto il deputato regionale del Pdl e vice sindaco di Monreale, Salvino Caputo - la penuria di risorse, che affligge le società d’ambito da un lato e i Comuni dall’altra, costringerà i gestori delle due discariche a chiuderle a chi non è in grado di provvedere ai relativi pagamenti. Siamo di fronte a una guerra fra poveri, le cui conseguenza resteranno a carico dei cittadini e dei sindaci che rimarranno in prima persona a fronteggiare una gravissima emergenza”.
Per l’utilizzo di Bellolampo, Amia vanta crediti per circa 80 milioni di euro da Ato e comuni, una somma che intende di incassare per coprire i debiti nei confronti di banche e fornitori e attuare quindi il piano di risanamento.
 

 
I commenti. Accelerare i tempi della riforma
 
PALERMO - Per Giovanni Avanti i 4 milioni di euro stanziati dalla Regione non sono sufficienti a risolvere l’emergenza: “Occorrono - ha detto il presidente della Provincia - stanziamenti più cospicui e a carattere straordinario anche e soprattutto per consentire il passaggio dalle attuali Ato alle nuove strutture che ne prenderanno il posto nella gestione del servizio. Non si può continuare ad affidarsi a soluzioni di breve durata che tengono i sindaci e i cittadini sempre sul filo del rasoio e in perenne pericolo di una nuova emergenza”. “La Regione per tamponare l’emergenza sta utilizzando i fondi dei Comuni già sull’orlo del dissesto finanziario - ha detto il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo - e il presidente Lombardo si vanta di portare avanti una politica di risanamento dei conti pubblici, mentre il rinvio della riforma determina soltanto l’aggravarsi dell’indebitamento delle Ato”.

Articolo pubblicato il 21 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvino Caputo
Salvino Caputo