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Cellula terroristica a Bari, 2 arresti e un ricercato
di Redazione

Nei cellulari dei jihadisti fermati foto di probabili “obiettivi sensibili”

Tags: Bari, Terrorismo



BARI - I provvedimenti di fermo richiesti dalla direzione distrettuale antimafia di Bari sono complessivamente cinque: due - a carico di due cittadini afghani - sono stati eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Bari e dai militari del Reparto operativo speciale, un terzo a Milano (ancora ricercato). Le accuse a loro carico sono di terrorismo internazionale: secondo gli investigatori erano pronti a compiere attentati in Italia, Belgio, Inghilterra e Francia.

“Un’altra persona non è stata raggiunta dal provvedimento di fermo perché in possesso di un dispositivo Apple di cui non siamo riusciti a controllare i contenuti, ma pensiamo faccia comunque parte della cellula terroristica scoperta attraverso l’analisi di quanto contenuto nei telefonini degli indagati”, spiega Roberto Rossi, magistrato che ha coordinato le indagini. E aggiunge: “Nei file conservati nelle memorie dei cellulari abbiamo trovato non solo video di indottrinamento islamico, ma anche foto e filmati di porti e aeroporti di Bari che - presumibilmente - erano obiettivi degli indagati”.

Le indagini, iniziate più di un anno fa, sono incominciate proprio perché gli indagati erano stati notati - nei pressi di un centro commerciale di Bari - mentre scattavano fotografie e registravano video di negozi e parcheggio. Così sono stati avviati controlli e verifiche che hanno condotto gli inquirenti ad analizzare video e foto contenuti nei telefonini. Altre due persone - un afghano e un pakistano - sono indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini che hanno portato la direzione distrettuale antimafia di Bari ha emettere cinque provvedimenti per terrorismo internazionale - due eseguiti e uno in corso di esecuzione - sono infatti cominciate da uno screenshot trovato sul telefonino di uno degli indagati. L’immagine ritraeva una parte dell’aeroporto barese accessibile solo dopo il check-in. La foto assieme a quelle del porto di Bari, di un centro commerciale che si trova alle porte della città e di altri “obiettivi sensibili”- come l’aeroporto di Londra - erano tutte conservate nei cellulari dei due afghani fermati. Uno di loro - un 30enne che è stato anche ospite del Cara di Bari- aveva rapporti stabili con il suo Paese di origine. Spesso - hanno accertato le indagini - si collegava a un sito internet di ispirazione talebana da cui scaricava video che inneggiavano alla guerra santa - molti i brani di incitazione alla jihad memorizzate nel Pc, oppure video in cui si mostrava l’uccisione da parte dell’aviazione americana di un capo talebano. L’altro cittadino afghano di 23 anni è stato trovato in possesso di una m16, arma di assalto bellico.

I due avevano rapporti fittissimi con un pachistano e un altro afghano che facevano da basisti per l’arrivo di immigrati. I due infatti sono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il pachistano, che aveva un regolare permesso di soggiorno, forniva sostegno logistico e documenti falsi a chi arrivava in Italia; il cittadino afghano invece ha ricevuto lo status di rifugiato politico era in partenza per la Francia e gestiva il traffico di immigrati.

“Il nostro lavoro di prevenzione contro la minaccia terroristica si basa anche su una forte attività investigativa ed è a seguito di un lungo lavoro di indagini che oggi abbiamo aggiunto un altro successo a quelli della nostra Squadra Stato, grazie all`eccellente lavoro dei Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros di Bari”, ha commentato il ministro degli Interni Angelino Alfano. “Si tratta di un successo investigativo di alto livello - ha spiegato - che ha consentito il fermo di due cittadini afgani, uno accusato di terrorismo internazionale, che svolgeva sopralluoghi nei pressi di obiettivi sensibili nella città di Bari funzionali alla predisposizione di attentati terroristici da parte della organizzazione di appartenenza, mentre l’altro cittadino afgano e’ stato fermato per favoreggiamento dell`immigrazione clandestina.

Le nostre leggi antiterrorismo funzionano e la sicurezza dei cittadini, in questo particolare momento in cui nessun Paese è a rischio zero, è una priorità di questo Governo” ha concluso Alfano.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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