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Owen Bonnici: "Giustizia di qualità per favorire il Paese"
di Nicole Demoustier

Forum con Owen Bonnici, Ministro della Giustizia e Cultura di Malta

Tags: Owen Bonnici, Malta



Malta è un paese sicuro?
“Prima di tutto, Malta è molto aperta perché circondata dal mare, ma malgrado ciò è molto sicura; facciamo molti controlli e la popolazione e i turisti vi si sentono sicuri”.

Quali sono i problemi e le criticità della giustizia maltese?
“Molte sono le cose da mettere a punto, ma soprattutto come in Italia, Malta ha un grande problema comune nell’ambito della giustizia: la durata dei procedimenti giuridici. È la sfida maggiore per il sistema giuridico maltese, ma i primi miglioramenti iniziano a vedersi. È infatti stato pubblicato il Justice scoreboard della Commissione europea, il quadro di valutazione della giustizia dell’Ue, uno strumento di informazione, il cui obiettivo è di assistere gli Stati membri nel raggiungimento di una giustizia più efficace, fornendo dati oggettivi, affidabili e comparabili sulla qualità, l’indipendenza e l’efficienza dei sistemi giuridici in tutti gli Stati membri. Il buon funzionamento dei sistemi giudiziari è un’importante condizione strutturale, su cui gli Stati membri basano le loro politiche per la crescita e la stabilità sociale sostenibili. Qualunque sia il modello del sistema giudiziario nazionale o della tradizione giuridica, la qualità, l’indipendenza e l’efficienza sono alcuni dei parametri essenziali di un efficace sistema di giustizia, che conguentemente contribuisce a promuovere la crescita economica nell’Unione. Ora secondo il EU Justice Scoreboard 2016, risulta che i nostri sforzi stanno dando i primi frutti, dall’ultimo posto in termini di durata delle cause civili e commerciali, siamo passati al terzultimo in un anno, e per quanto riguarda le cause amministrative dall’ultimo posto al penultimo. Dobbiamo assolutamente continuare il nostro processo di miglioramento: una giustizia efficiente, indipendente e di alta qualità è essenziale per un ambiente che favorisce il business”.

Quali sono le strategie adottate per avere questi primi risultati?
“Molto lavoro nel settore della giustizia avviando riforme. In primo luogo, aprendo un dialogo con i giudici e la camera degli avvocati, promuovendo una critica costruttiva, collaborazione e buona volontà per portare avanti il cambiamento. Come secondo passo, abbiamo modernizzato il metodo di lavoro con l’uso di sistemi innovativi ed informatici, istituendo un monitoraggio effettuato da organi e strutture di controllo con personale addetto, che valutano l’efficienza e la qualità di questi nuovi meccanismi, in base ai parametri stabiliti dal Consiglio d’Europa. Come terza iniziativa, La Commissione per la riforma della giustizia ha effettuato uno studio di 9 mesi sul sistema legale e ha consegnato il suo rapporto finale sulla riforma del settore, rendendo 450 raccomandazioni o misure, di cui alcune sono, di fatto, difficili da attuare, mentre altre sono abbastanza facili da portare avanti. Tra le sue raccomandazioni, la Commissione propone di dare potere disciplinare supplementare alla Commissione per l’amministrazione della giustizia, il metodo di nomina e revoca dei giudici, l’istituzione di un ufficio di azioni penali e le modalità per migliorare l’efficienza dei tribunali. Un’altra proposta è stata quella di assumere degli avvocati a tempo pieno, addetti alla Corte per aiutare e sostenere i giudici nelle ricerche e nell’emissione delle sentenze, in modo da accorciare i tempi di durata o distribuire il numero delle procedure giuridiche. Occorrono inoltre riforme costituzionali per promuovere l’indipendenza dalla politica, l’imparzialità e la separazione delle carriere dei giudici, che vengono, ad oggi, scelti dal governo sulla base di 12 anni di esperienza legale e che restano in carica fino a 65 anni, età di pensionamento. A questo proposito, presto si indirà un concorso pubblico trasparente ed aperto a tutti, con un consiglio formato dal Presidente della Corte, l’Avvocato Generale dello Stato e il Presidente della Camera degli Avvocati, il cui compito sarà dare consulenza e un parere basato su criteri oggettivi da rendere all’Esecutivo, al quale spetterà la decisione finale. Questo concorso è necessario perché occorre aumentare almeno del doppio il numero attuale dei giudici (non più di 50) per distribuire il numero di procedure giuridiche, che aumentano, e per favorire la specializzazione degli ambiti”.

 Avete usufruito dei fondi europei per attivare queste riforme?
“Per la riforma della giustizia abbiamo investito quasi un milione di euro, e abbiamo fruito di alcuni fondi europei soprattutto per la trasparenza, la comunicazione e l’informazione al pubblico”.

Malta possiede una grande concentrazione di siti protetti dall’Unesco e un grande patrimonio da valorizzare. Quanto la sua ricchezza patrimoniale e culturale ha inciso sulla crescita del turismo?
“Malta raccoglie l’eredità di un primo abbozzo di Europa e un concentrato di storia europea. Naturalmente il successo turistico non dipende solo dalla cultura, ma contribuisce. Per esempio ogni mese, Malta organizza un grande festival culturale: l’International Baroque Festival a gennaio, il Festival di fuochi d’artificio, evento spettacolare che si svolge alla fine di aprile per commemorare l’adesione di Malta nell’Unione Europea il 1 maggio 2004, il Festival del Jazz e il Festival delle Arti a luglio, il Festival Mediterranea che offre produzione culturale e artistica locale e che si tiene a metà autunno e coinvolge l’intera isola con un gran numero di attività, spettacoli e concerti di musica dal vivo,  a novembre Ferramoda, dedicato alla moda sotto il segno del made Maltitaly, il Gala di Moda e Cultura dove sono protagonisti la moda e i designer  di Italia e Malta, e manifestazioni sportive come la Maratona di Malta e la Middle Sea Race. Questo vasto programma culturale permette di favorire un’offerta costante per il turismo; infatti l’attrazione turistica non è più solo concentrata nel periodo estivo, ma anche distribuita durante tutto l’anno, e anche in inverno; interessa inoltre una clientela turistica molto diversificata per età e fascia sociale”.
 

 
Creare un fondo monetario per le generazioni future

In questi due anni del Suo mandato nel campo della Giustizia, cosa è riuscito a realizzare e Le ha dato maggior soddisfazione?
“Innanzitutto per quanto riguarda le pari opportunità, il settore della giustizia mostrava un grande divario fra il numero di uomini e donne, addirittura l’avvocatura era composta da soli uomini. In questi due anni sono riuscito ad incrementare le quote cosiddette rosa del 10%, il ché consiste nella più grande crescita in Europa. La mia seconda soddisfazione consiste nel programma di ‘Citizenship-by-investiment’, ovvero cittadinanza da investimento. Malta offre la cittadinanza in un paese dell’UE stabile, neutrale e molto sicuro; offre l’esenzione dal visto in oltre 160 paesi e la cittadinanza maltese accorda anche il diritto di lavoro e domicilio in tutti i 28 paesi dell’UE. Il Programma investitori della Repubblica di Malta (IIP), in virtù di Legal Notice 47 del 2014, consente la concessione della cittadinanza con un certificato di naturalizzazione per gli individui e le loro famiglie che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale di Malta. Per richiedere la cittadinanza maltese con il programma IIP, il richiedente deve avere 18 anni di età, essere residente a Malta per un periodo di 12 mesi precedenti il rilascio del certificato di naturalizzazione e soddisfare i seguenti requisiti di investimento: l’acquisizione di beni immobili con un valore minimo di euro 350.000 per un periodo di almeno 5 anni; dare un contributo economico per lo sviluppo nazionale, cioè una somma di euro 650.000 a titolo di “contributo” a fondo perduto per il governo maltese; un investimento in azioni, obbligazioni per un valore minimo di euro150.000 per un periodo minimo di 5 anni. Questo programma attivo da poco più di un anno attira molto gli investitori, che possono usufruire, di conseguenza, di una serie di vantaggi di tipo burocratico e fiscale che rendono Malta un paese ideale. Sta avendo ottimi risultati e costituisce la base per un fondo monetario per le nostre generazioni future”.
 

 
Fondi europei per la cultura e laboratori per le start-up

In quali settori sono stati investiti i fondi europei?
“Abbiamo fatto tutto il possibile per usufruire al massimo dei fondi europei; nella cultura, per esempio, abbiamo restaurato con 4 milioni di euro il Forte Sant’Elmo che sorge a difesa della capitale La Valletta e che oggi ospita l’Accademia di Polizia, il Museo della Guerra e l’Ufficio immigrati, e il Forte Sant’Angelo con altri 4 milioni in un anno solo.
Il nuovo programma di Fondi comunitari 2014-2020 è partito quest’anno, occorre ancore svolgere la progettazione per ottenere autorizzazioni e partecipazioni ai bandi, in vista del 2018, in cui La Valletta sarà la Capitale Europea della Cultura. Nel caso specifico di Malta, la CEC non sarà ristretto alla capitale, ma comprenderà tutte le isole maltesi, con l’obiettivo di diffondere il suo impatto su tutto il territorio maltese. La Valletta 2018 Foundation è responsabile per l’attuazione del programma culturale. Come da normativa CEC fissata dall’UE, il programma culturale promuoverà una dimensione europea e incoraggerà la partecipazione dei cittadini. Valletta 2018 consentirà la partecipazione dei cittadini maltesi ed europei e costituirà parte integrante e sostenibile a lungo termine dello sviluppo sociale, economico e culturale di Malta. Il programma culturale è costruito intorno a quattro temi: Generazioni, Itinerari, Città e Isole. In concomitanza con il programma culturale, la Fondazione sta sviluppando un programma di ricerca e valutazione direttamente legato alla cultura. Tra i progetti in cantiere per il grande evento il più importante è senza dubbio il Muza, l’acronimo di Muzew tal-Arti, ovvero Museo Nazionale di Arte. Muza, in maltese, significa anche muse, ispirazione, concetto che dà origine anche alla parola museo. L’esposizione si baserà su quattro filoni tematici: Malta, la Sicilia e il Mediterraneo; Malta e la cultura europea; Malta e i grandi imperi; Malta e i suoi artisti.
Il Muza è un grande progetto che conferma la vocazione culturale di Malta. È anche in previsione il progetto di una casa di alta moda per una certa nicchia di mercato, di un’imprenditoria creativa e di design, che creerebbero dei laboratori per le start-up. Tutti questi sono progetti da attuare con i fondi europei”.

Articolo pubblicato il 12 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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