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Quotidiano di Sicilia

Un siciliano su 4 abbandona la scuola
di Roberto Pelos

Continua la campagna “Illuminiamo il futuro” per contrastare la povertà educativa. Save the children: nell’Isola mense assenti nell’80% degli istituti

Tags: Scuola, Save The Children



ROMA - Sicilia e Campania scarseggiano, più delle altre regioni italiane, per offerta di servizi e opportunità formative che permettano ai minori di apprendere e sviluppare le loro capacità e aspirazioni.

E' il triste risultato che emerge dal rapporto di Save the Children dal titolo: “Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?” presentato nella Capitale in occasione della conferenza di rilancio della campagna “Illuminiamo il futuro” durante la quale è stato dato il “via” alle attività dell’iniziativa “7 giorni per il futuro”.

Secondo l’indagine dell’ente no profit, la carenza è avvertita in modo particolare nelle regioni meridionali: infatti, i problemi sopra citati interessano anche la Calabria e la Puglia; diversa la situazione al settentrione come in Lombardia, in Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia, dove l’offerta formativa per i più giovani assume uno spessore più elevato. Una delle problematiche che investono la Sicilia, in special modo, riguarda la dispersione scolastica, con il 24% dei ragazzi che lascia prematuramente i banchi; un problema, questo, che accomuna la nostra regione alla Sardegna contrariamente al Veneto dove la piaga sociale raggiunge la percentuale più bassa (8%). Quanto ai servizi, la nostra terra è quella con minore disponibilità di mense scolastiche; una carenza che raggiunge in Sicilia l’80%, mentre il Piemonte è la regione dove il servizio è assente soltanto nel 28% degli istituti.

Il dossier  riporta altri dati dai quali si evince come la nostra regione sia purtroppo al primo posto come Indice di povertà educativa: in Sicilia si registra la quota più alta (37%) di alunni low achievers in matematica. In lettura la quota arriva al 30%; in questo caso, comunque, la percentuale più alta si registra in Calabria (37%). In Campania l’84% dei ragazzi non partecipa ad attività culturali e ricreative; problema quest’ultimo che anche in Sicilia raggiunge una percentuale elevata (79%). Nella nostra regione c’è una bassa copertura di servizi pubblici per l’infanzia (6%), il 92% delle classi della scuola primaria non ha il tempo pieno, così come il 79% delle classi secondarie di primo grado, mentre il 66% degli alunni fa lezione all’interno di infrastrutture inadeguate e il 26% delle aule didattiche non è dotato di internet veloce.

A livello nazionale oltre 1.045 mila bambini vivono in povertà assoluta e si concentrano soprattutto in Calabria (quasi uno su quattro) e in Sicilia (poco meno di uno su cinque); quasi due milioni (il 19%) vivono in povertà relativa e ad avere la peggio sono ancora una volta le regioni meridionali. Il problema della povertà assoluta influisce anche nell’apprendimento, come sottolinea il direttore generale di Save the Children, Valerio Neri: “I bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione economica sono i più esposti alla povertà educativa”; l’esponente dell’associazione a tutela dei minori traccia quindi un breve quadro dei risultati da raggiungere: “Per far sì che tutti i bambini possano apprendere, sviluppare talenti e aspirazioni, che possano aver accesso ad un’offerta educativa di qualità e che si possa eliminare la povertà minorile – i tre obiettivi che la campagna Illuminiamo il Futuro si è proposta di perseguire entro il 2030 - è necessario creare delle vere e proprie comunità educanti. Per questo – ha aggiunto - abbiamo coinvolto attorno a questo obiettivo un movimento ampio di associazioni, enti, persone, impegnate nel contrasto alla povertà educativa”.

Articolo pubblicato il 12 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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