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Sicilia, start up tra finanziamenti e criticità
di Rosario Battiato

Nel gennaio scorso quelle iscritte all’apposito registro nazionale erano 245, poco meno del 5% del dato complessivo. Al 30 aprile 2016 937 beneficiari delle risorse del Fondo di Garanzia. In Sicilia soltanto 49 interventi (3,4% del totale in Italia)

Tags: Startup, Impresa, Sicilia



PALERMO – La scorsa settimana dieci startup innovative siciliane di successo si sono raccontate nell’aula magna della scuola Politecnica dell’Università di Palermo. Un patrimonio di creatività che estende i suoi confini dal caso Fud Bottega Sicula all’esperienza culturale della Farm Cultural Park di Favara, passando dalla produzione di ghiaccio alimentare con Ice Cube e dal social network per il lavoro con Face4Job fino a chiudere con altre storie che riguardano l’imprenditoria agricola (Valle dell’Oreto), la decorazione artistica di torte (Tatian Melfa), l’informatica (Informamuse), l’edilizia (Sbskin), la sartoria (Crimi sartoria) e il cinema abbinato alla ristorazione (Cinematocasa). Una rassegna ampia dai molti spunti per una fase di avviamento delle nuove imprese che, pur continuando a ricevere l’attenzione dello Stato e della Regione, presente ancora molte criticità da superare. 

Le startup innovative siciliane iscritte all’apposito registro nazionale sono 245 in totale, poco meno del 5% del dato nazionale (dati registro Imprese, aggiornato gennaio 2016). Un terzo del totale è collocato nell’area etnea che supera di poco la provincia del capoluogo.

Nell’ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo economico, che giovedì scorso ha pubblicato il consueto report bimestrale con dati aggiornati al 30 aprile, sono stati segnali inoltre i risultati relativi all’accesso semplificato, gratuito e diretto del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese a beneficio di startup innovative e incubatori certificati. Si tratta di un “fondo governativo – si legge nel rapporto – che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari”. La garanzia fornita copre l’80% del credito erogato dalla banca alla startup, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. Si concede tramite criteri di accesso estremamente semplificati.

Al 30 aprile scorso sono state ben 937 le “startup innovative destinatarie di finanziamenti bancari facilitati dall’intervento del Fondo di Garanzia per le Pmi”. Si tratta di un totale di 362 milioni di euro (282 milioni di importo garantito) con una media di circa 250mila euro a prestito per un totale di 1.427 operazioni, considerando che alcune startup hanno ricevuto più di un prestito.

La Sicilia non è tra le prime per numero di finanziamenti complessivi che sono soltanto 49, pari al 3,4% del totale dei 1.427 interventi. Un risultato che posiziona gli startupper isolani tra gli ultimi dieci della graduatoria nazionale. Il risultato è appena migliore sul fronte dell’importo finanziamenti che supera di poco i 14 milioni di euro e arriva a sfiorare il 4% dei 362 milioni concessi a livello nazionale. In questa graduatoria l’Isola si piazza tra le prime dieci, comunque ben lontana dai risultati ottenuti dalla Lombardia (137 milioni di euro di finanziamenti) e dal Veneto (34,2 milioni). 

Anche la Regione è pronta a dare una mano. All’inizio di maggio è stato approvato dall’Ars l’articolo 9 della mini finanziaria che riguarda le startup e gli incubatori di impresa locale. La norma in questione assegna 10 milioni di euro con un articolo che imporrà l’affidamento dell’istruttoria per le pratiche di finanziamento a Sviluppo Italia-Sicilia. Un provvedimento che, secondo quanto riportato dal capogruppo del Pse Giovanni Di Giacinto a Italpress, consentirà “realmente di creare occupazione in Sicilia”. I bandi, anche privati, sono numerosi ed è sufficiente fare una breve ricerca online per essere realmente invasi da numero proposte che vanno dal piccolo contributo al grande finanziamento.

 Il problema resta un altro, cioè la sopravvivenza. Le startup si devono confrontare con diverse difficoltà che non riguardano soltanto la permanenza sul mercato. Secondo un’indagine di Unioncamere riportata da tgcom.24, gli imprenditori considerano come ostacolo principale l’eccessiva lentezza delle procedure amministrative (42%), in seguito l’assenza del capitale necessario (35%) e quindi l’ottenimento di finanziamenti dagli istituti di credito (31%).

Articolo pubblicato il 17 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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