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Edward Scicluna: "Un'economia basata su settori diversificati"
di Nicole Demoustier

Forum con Edward Scicluna, Ministro delle Finanze di Malta

Tags: Edward Scicluna, Malta



Cosa ci può dire per quanto riguarda le strategie di politica economica-finanziaria? I settori trainanti sono come sempre il turismo e la cultura? Ne possiamo citare altri?
“È importante che l’economia di Malta sia basata su settori diversificati per ridurre i rischi. La nostra è un’isola piccola e se l’economia si concentrasse solo alcuni settori, qualora uno di essi entrasse in crisi ci troveremmo di fronte a una tragedia per l’economia. Malta ha un’economia di servizi altamente industrializzata,  che  dipende dal commercio con l’estero: dalla produzione (soprattutto elettronica) ai servizi finanziari, ma il settore trainante resta sempre il turismo, elemento fondamentale dell’economia maltese, andando a occupare una proporzione significante del Pil e della forza lavoro.
Il turismo è cresciuto in maniera vertiginosa negli anni e ha portato alla costruzione di numerose strutture ricettive sull’isola. Importanti sono anche l’edilizia e il mercato immobiliare, dai quali dipendono tanti altri settori di manovalanza. Importanza storica, infine, ha sempre rivestito il settore manifatturiero (in particolare tessile, elettronico e cantieristico).
A questi possiamo poi aggiungere i servizi di Gaming on-line: numerose aziende, quasi 500, operanti nel settore del gioco on-line che hanno sede sull’isola. Poi c’è il settore marittimo, in particolare con, Malta Freeport, un porto internazionale con un volume di scambi importantissimo. Si tratta di uno degli scali marittimi più trafficati in Europa e il terzo centro di trasbordo del traffico di container nella regione del Mediterraneo. Rappresenta una piattaforma strategica per le compagnie di navigazione perché situato al crocevia di alcune delle più grandi rotte marittime del mondo e nel cuore del triangolo dell’Europa, Africa e Medio Oriente.
Per il futuro progettiamo di sviluppare due nuovi settori: la sanità, con la costruzione di due ospedali, uno a Malta e l’altro a Gozo, per pazienti provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente; e il secondo, l’università, per rispondere a una grande richiesta da parte di questa stessa area del Mediterraneo. Il vantaggio di questi due settori consiste nel fatto che, contrariamente al turismo, che attira il maggior numero di persone durante l’estate, essi interessano un pubblico invernale o annuale, il ché rappresenta delle entrate economiche tutto l’anno”.

Qual è la situazione economica del Paese?
“Malta è classificato come un Paese dal reddito elevato dalla Banca mondiale, avendo un’economia basata sull’innovazione, secondo il Forum economico mondiale. In effetti, Malta ha continuato a mostrare una robusta performance economica nel corso del 2015, con il tasso di crescita economica e del mercato del lavoro classificati tra i migliori nella zona euro e nell’Unione Europea.
Nel 2015, Malta ha raggiunto nuove vette nei termini di crescita economica e la registrazione di un prodotto interno lordo (PIL) del 6,3 %, in crescita di 2,6 punti percentuali con un significativo tasso di crescita registrato del 3,7 % rispetto all’anno prima. Il principale motore della crescita economica è stato sostenuto dall’incremento della domanda interna, alimentata dagli aumenti consistenti degli investimenti, nonché dalla crescita del reddito delle famiglie. Tra i settori maggiormente in via di sviluppo troviamo quelli farmaceutico, marittimo, aeronautico, dell’ambiente e del trattamento dei rifiuti e quello dell’Information and communications technology.
L’occupazione è aumentata del 2,3% nel 2015, mentre il tasso di disoccupazione ha continuato a diminuire nel corso dell’anno, raggiungendo il 5,2%. Un dato decisamente più basso del 12,2% che rappresenta la media europea e al secondo posto in Europa dopo la Germania”.
 
Avete agito anche sul fronte della burocrazia, su tutti i problemi in parallelo. Ma in questi tre anni qual è stato l’obiettivo più importante che è riuscito a raggiungere da quando è Ministro delle Finanze?
“L’obiettivo della finanza pubblica è di avere governanza fiscale, e ciò significa che il debito e il deficit devono scendere. Nel 2012 Malta è stata inserita dal Consiglio europeo nella procedura di deficit eccessivo con 3,3%, sceso poi a 2,3%. L’intenzione è di scendere ogni anno di mezzo punto e se l’anno scorso è stato registrato un 1,4% il prossimo anno il dato dovrebbe raggiungere l’1/0,9%. Per quanto riguarda il debito, è passato da 73% a 64% del Pil.
Il bilancio 2015 ha poi anche messo in evidenza l’importanza degli investimenti nel migliorare il lavoro e il capitale di produttività. Il programma di politica del governo resta fermamente ancorato al suo impegno per conseguire i suoi obiettivi fiscali, e consolidare i risultati conseguiti in questo settore. Il governo si sta attivando anche oltre gli obiettivi fiscali a breve termine e sta visualizzando il problema della sostenibilità delle finanze pubbliche da una prospettiva di medio-lungo termine. A questo proposito, ha anche introdotto nuove misure per affrontare la sostenibilità delle finanze pubbliche attraverso le misure di riforma delle pensioni, adottate come parte del bilancio per il 2016. L’importante è attuare le riforme in modo graduale e senza fretta, altrimenti si crea un regime di austerità non proficuo. Bisogna essere attenti ed equilibrati. Il Fondo Monetario Internazionale consiglia di accelerare il processo di recupero, ma abbiamo fatto un’altra scelta e preferito agire in modo graduale”.
 

 
Rendere attrattivo il lavoro soprattutto per le donne

Quali modelli sono stati attuati per raggiungere gli obiettivi economici degli ultimi anni?
“La forte performance economica è il risultato del programma di riforma della politica, attuato dal governo. Infatti, l’esecutivo continua a monitorare e sostenere le sfide che interessano la tassazione, la qualità delle finanze pubbliche e la sostenibilità fiscale a lungo termine, il mercato del lavoro, l’istruzione e le competenze e gli aspetti sociali, il contesto imprenditoriale e la competitività. I bilanci precedenti avevano l’obiettivo di garantire il lavoro, che il sistema di sicurezza sociale incentiva positivamente. Continuiamo a costruire sui risultati conseguiti negli anni precedenti, con particolare attenzione al miglioramento della distribuzione del reddito, soprattutto quelli delle famiglie definite a rischio di povertà. Abbiamo cercato di rendere il lavoro attrattivo dal punto di vista finanziario, tagliando le tasse sul lavoro, specialmente per le donne con figli, dal 35% al 25% in tre anni, e abbiamo trasferito e compensato queste tasse deviandole sul consumo di bevande alcoliche e non, sul tabacco e sui prodotti dell’edilizia. Gli ostacoli sono stati eliminati per poter fare tornare al lavoro le donne dopo il congedo di maternità, promuovendo agevolazioni e centri gratuiti per la custodia dei bambini. I benefici sociali sono stati diminuiti, ma se la donna madre o il disoccupato torna al lavoro, non pagano tasse per il primo anno e mantengono i 2/3 dei benefici, il 45% nel secondo anno e il 25% nel terzo, continuando a scalare negli anni. Sono state  inoltre aumentate le ferie, di quattro settimane, per le donne con figli e per le libere professioniste. Così facendo, il costo del lavoro è risultato più basso, evitando l’aumento del deficit”.
 


Ideale realtà cosmopolita per un commercio efficace

Avete ridotto la spesa pubblica per destinare le risorse finanziarie agli investimenti, avete anche usufruito in parte di Fondi europei?
“La spesa pubblica si è relativamente ridotta, perché il reddito è aumentato; si sono fatte delle ristrutturazioni nell’ufficio del budget con l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale e abbiamo speso i Fondi europei di fine ciclo per progetti d’infrastruttura ambientale, per la gestione dei rifiuti e dell’acqua. Con gli investimenti è aumentato il PIL, giungendo a 20.000 euro pro capite”.

Riuscite a sfruttare tutti i fondi europei che vi vengono assegnati?
“Nessun paese riesce ad utilizzarli al 100%, ma l’importante è sfruttarli al meglio”.

L’attrattiva di Malta è anche il suo sistema di tassazione fiscale?
“Malta è il membro dell’Ue più a Sud e vicino all’Africa, come la Sicilia, ma differentemente dalla Sicilia, Malta è uno Stato, non un’isola appartenente a una nazione Ue. Malta ha una propria legislazione, attrattiva per le compagnie ed imprese che vogliono creare una base ed operare con il Nord Africa. L’isola è carente di risorse naturali, ma ne ha molte altre, come la lingua inglese, perché la legislazione internazionale è in inglese, il ché è fondamentale, e l’altro suo idioma ufficiale è il maltese, una lingua semitica, simile all’arabo, molto importante per i rapporti con il Nord Africa e il Medio Oriente. Le imprese registrate a Malta ricevono anche una notevole consulenza di avvocati internazionali e informatici.
Molti sono gli elementi che contribuiscono a rendere attrattiva Malta, un sistema fiscale particolarmente vantaggioso di cui l’isola gode grazie a una serie di concessioni della stessa Ue. E in cambio Malta ha dato vita ad una imponente serie di riforme economiche e ad una massiccia privatizzazione di moltissime aziende statali. Tutto ciò ha contribuito a diversificare un’economia che, fino a non molto tempo fa, era quasi esclusivamente basata sul turismo. Oggi non è più così e sempre più imprese guardano a Malta come ad un luogo ideale per fare affari. Aiutata in questa sua veste anche da un ruolo di cerniera tra mondi e culture anche economiche molto diverse, come quella mediterranea, araba e anglosassone. È un luogo di incontro di culture e lingue nel cuore del Mediterraneo: il luogo ideale e cosmopolita per efficaci contatti professionali e il commercio internazionale”.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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