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Quotidiano di Sicilia

Messina - La gestione del Teatro Antico di Taormina tra incognite e costi
di Massimo Mobilia

La difficile collaborazione Comune-Regione rischia di complicare la stagione estiva taorminese. Dal Consiglio via libera ad altri 60 mila euro essenziali per l’avvio delle attività

Tags: Taormina, Teatro Antico



TAORMINA (ME) -  Oltre al danno la beffa. Perché il Comune di Taormina si trova quasi obbligato a versare soldi per salvare il salvabile di ciò che succede al Teatro Antico, il sito archeologico che fa più visitatori in Sicilia (almeno 600 mila l’anno), appartenente al Parco archeologico di Naxos, e su cui regna la gestione della Regione siciliana che riscuote gli incassi dei biglietti (aumentati da otto a dieci euro), si prende le concessioni dei privati per gli spettacoli, ma non contribuisce di riflesso alle spese della città. È storia nota che per Convenzione ormai decennale, il 30% debba restare nelle casse comunali, ma ci sono quasi 2 milioni di euro in ballo fino a tutto il 2014, più le somme ancora da contabilizzare dell’anno scorso - e presto si aggiungeranno quelle di quest’anno non inferiori al milione di euro - che Palazzo dei Giurati aspetta di ricevere, insieme ai 967 mila euro degli anni in cui gestiva la società Novamusa, con cui è in corso un giudizio finito in Cassazione.

“I servizi igienici sono da terzo mondo, troviamo escrementi tra le rovine archeologiche e non sappiamo più come nascondere il degrado ai turisti”, il commento delle guide turistiche del Teatro. Nonostante l’indifferenza regionale, e nonostante i 300 mila euro già stanziati dal Comune a TaorminaArte per la programmazione della stagione culturale, il sindaco di Taormina Eligio Giardina ha portato in Consiglio comunale la proposta - poi votata favorevolmente - di un ulteriore stanziamento di 60 mila euro a favore del Comitato come somme “indispensabili a garantire l’avvio delle attività”, ovvero l’utilizzo degli operai locali per allestire il montaggio del palcoscenico e di tutte le altre strutture essenziali entro il 10 giugno, quando si aprirà il sipario del 62° Festival del Cinema.

Ma la Perla dello Ionio non era stata messa fuori dalla nascente Fondazione TaorminaArte? Dopo il no del Consiglio comunale al conferimento di beni e al nuovo Statuto proposto dalla Regione, tecnicamente l’Ente Comune si è nettamente defilato rispetto agli altri componenti del Comitato. In realtà è l’unico ente che continua attivamente a investire somme per salvare la faccia dell’ennesima stagione culturale che parte sul filo del rasoio. Questi 60 mila euro, come del resto gli altri 300 mila, sono solo “prestati”, s’intende, con la condizionale della restituzione al mittente una volta ottenuti i contributi regionali. Il beneficio del dubbio è però ragionevole considerando che i circa 700 mila euro in bilancio a Palermo non sono sufficienti nemmeno a coprire le spese.

Nel frattempo, sono già in cartellone concerti con star del calibro di Eros Ramazzotti, Anastacia, Duran Duran, portati da organizzazioni private che verseranno al Dipartimento regionale del Turismo la quota stabilità dal nuovo regolamento voluto, disse Crocetta, “per garantire maggiore trasparenza”: 3 mila euro al giorno per i concerti, 2 mila per le rappresentazioni classiche, 2.600 per i congressi, più delle percentuali del 3,5% sui biglietti e del 10% sugli allestimenti. Quantomeno il sindaco di Taormina sta facendo risparmiare il Governatore sugli allestimenti esterni, facendo lavorare le maestranze di TaorminaArte, ma rimettendoci intanto di tasca propria. Anche la Città metropolitana di Messina - altro ente del Comitato e socio della nuova Fondazione - ha messo a disposizione propri uomini e mezzi, ma non risultano al momento impegni economici.

In sostanza, TaorminaArte non ha più una lira, e ci sono almeno 4 milioni di euro di debiti da risolvere per rimettersi in regola col Durc, il Documento unico di regolarità contributiva. Anche di questo se ne sta occupando il sindaco, insieme al responsabile di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, se non altro perché in qualità di presidente del Comitato (fino a quando non diventerà Fondazione) è il legale responsabile che dovrà rispondere per primo di fronte ai creditori.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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