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Quotidiano di Sicilia

Riforma Statuto autonomo, Aula quasi deserta
di Raffaella Pessina

Nino D’Asero: “Autonomia non trova applicazione, ostacolo a nostre aspettative”. Banchi vuoti ad apertura di seduta ieri pomeriggio

Tags: Ars, Autonomia, Statuto Siciliano, Giovanni Ardizzone, Giuseppe Lupo, Nino D'asero



PALERMO - Banchi quasi vuoti ad apertura di seduta ieri pomeriggio all’Assemblea regionale siciliana. Il Presidente di turno Giuseppe Lupo ha dato la parola al presidente della commissione Statuto Nino D’Asero, per trattare il primo punto all’ordine del giorno sulla riforma dello Statuto.  D’Asero ha voluto spiegare l’importanza dell’Autonomia siciliana, il cui senso all’inizio era quello di dare la possibilità alla Sicilia di recuperare rispetto al resto d’Italia una situazione di depressione economica e strutturale. Ma D’Asero ha specificato che tale autonomia è nata con due peccati originali. Il primo è l’Alta Corte che di fatto, invece di renderla operativa è stata di fatto cancellata e il secondo è la commissione paritetica, necessaria per realizzare quel rapporto Stato-regione di natura pattizia, ma che in realtà non è mai stato uno strumento efficace.

“Con queste premesse, l’Autonomia non trova reale applicazione ma è di fatto un continuo ostacolo alle nostre aspettative - ha detto D’Asero in aula - e questo Parlamento deve avere un momento di grande sussulto, al di là delle appartenenze politiche, per dire al governo nazionale, che vogliamo rivendicare ciò che ci spetta. I torti subiti gridano vendetta, giustizia e impegno comune per superare questa fase”.

È allarme per la spesa comunitaria in Sicilia. Le lancia il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone,  che spiega come vi sia una “Disoccupazione alle stelle, sogni e speranze di decine di migliaia di ragazzi svaniti quasi nel nulla”. “Di fronte al drammatico scenario evidenziato dall’Istat - prosegue Falcone - Forza Italia denuncia come in Sicilia, a distanza a cinque mesi dall’inizio dell’anno, la programmazione dei fondi europei 2014-2020 sia ancora al palo. Se con il 31 dicembre – prosegue Falcone - si è chiusa la programmazione 2007-2013, con la fallimentare restituzione a Bruxelles di oltre un miliardo di euro, in questi mesi la Regione è rimasta con le mani in mano”. E avverte: “Le cattive prassi del periodo 2007-2013 non vengano a ripetersi. I siciliani hanno diritto di utilizzare appieno i fondi che l’Unione mette loro a disposizione”.

Un altro allarme, questa volta viene dal Partito democratico viene lanciato sul possibile default dei comuni siciliani. Il vicepresidente del gruppo Pd Giovanni Panepinto e la parlamentare regionale Antonella Milazzo, hanno annunciato una interrogazione parlamentare per chiedere che “Il governo regionale ed in particolare il presidente Crocetta e gli assessori Baccei e Lantieri, intervengano immediatamente e blocchino le recenti circolari dell’assessorato alle Autonomie locali che, di fatto, spianano la strada al default la maggior parte dei comuni siciliani”.

“Le recenti circolari alle quali facciamo riferimento – dicono Panepinto e Milazzo – prevedono infatti la riduzione di oltre il 60% delle somme per gli enti locali stanziate dalla finanziaria regionale, dal momento che dei 345 milioni previsti ve ne sono attualmente in cassa circa 100 ed è a quelli che si deve far riferimento. C’è poi un’altra disposizione che riguarda il pagamento dei contrattisti: non basta avere iscritto specifiche somme al bilancio, gli stipendi possono essere erogati solo di fronte all’effettiva disponibilità delle risorse”.
“Come se non bastasse – proseguono Panepinto e Milazzo – nelle circolari, emanate a maggio, si sottolinea che l’approvazione dei bilanci comunali doveva avvenire entro il 30 aprile. Insomma – concludono i due esponenti del Pd – siamo di fronte a disposizioni che rischiano di gettare nel caos centinaia di amministrazioni locali: abbiamo già esposto le nostre fortissime preoccupazioni all’assessore Lantieri in commissione, adesso il governo agiscano immediatamente”.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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