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Quotidiano di Sicilia
Catania - Raccolta porta a porta, tanti i dubbi sul Piano Rifiuti
di Melania Tanteri

Per redigere lo strumento l’amministrazione comunale si è rivolta al Conai. Attese modifiche. Adiconsum: “Modello di gestione calato dall’alto senza coinvolgere i cittadini”

Tags: Catania, Rifiuti, Raccolta Differenziata, Adiconsum



CATANIA - Sono tante, e condivise da molti, le perplessità sul nuovo Piano rifiuti del Comune. La delibera, su cui l’amministrazione comunale ha messo l’urgenza, è stata infatti rinviata dall’aula più di una volta, proprio perché i consiglieri comunali hanno manifestato il bisogno di approfondire, confrontarsi ancora qualche giorno, per poter così poi emendare l’atto. Propedeutico al nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti che impegnerà il Comune e la città per i prossimi sette anni.

Lo hanno spiegato chiaramente Sebastiano Arcidiacono e Niccolò Notarbartolo in occasione del Consiglio comunale straordinario della scorsa settimana, durante il quale sono state le associazioni impegnate nel sostegno dell’ambiente e della corretta raccolta dei rifiuti, che hanno evidenziato alcune criticità legate al piano dell’amministrazione. Tra queste Adiconsum, rappresentata dal responsabile provinciale Emanuele Bonomo secondo il quale il Piano d’intervento “Rischia di essere un piano subito dai cittadini quello confezionato dal Comune di Catania, in collaborazione con il Conai, in cui il modello di gestione viene calato dall’alto senza il reale coinvolgimento della popolazione”.

Ma sono anche altre le perplessità manifestate. Come quelle evidenziate da Sebastiano Spina, di Zero Waste Sicilia. “Serve tracciare i rifiuti e i mezzi che li trasportano – afferma Spina. Se ne parla nella gara ma il controllore e il controllato devono essere separati e non lo stesso soggetto. Se la raccolta non viene effettuata al meglio – continua – si rischia il danno erariale”. Per Spina dovrebbero essere anche previsti impianti di selezione e pulitura dei rifiuti, per rendere la raccolta differenziata di migliore qualità – ed evitare che quanto conferito nelle piattaforme, venga restituito perché sporco, numerosi centri comunali di raccolta, ai quali dovrebbero essere affiancati quelli per la riparazione e l’uso.

Ma è Salvatore Cocina, ex dirigente dell’Ecologia al Comune a sottolineare alcuni aspetti da modificare nella delibera comunale. “Per quello che ho visto io, a questo documento manca ancora una parte di analisi adeguata, di supporto, di elaborazione tecnica, necessari affinché non si rischi il fallimento – spiega. È  uno strumento difficile e complesso, ed è importante che sia giunto a questo punto – aggiunge – ma occorre intervenire su alcuni aspetti, per evitare che quanto inserito non corrisponda con l’effettiva realtà. In ogni caso – conclude - c’è ancora la possibilità di migliorarlo.

L’amministrazione comunale, per redigerlo, si è rivolta al Conai, il consorzio che si occupa del riciclo a livello nazionale. Toccherà all’aula, attraverso gli emendamenti, modificare la delibera la cui approvazione deve avvenire a breve, dal momento che la proroga alla ditta che attualmente svolge il servizio, l’Rti Ipi – Oikos, scadrà a giugno.

Articolo pubblicato il 26 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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