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Pac: prorogato al 15 giugno il termine di presentazione delle domande
di Emiliano Zappalà

La decisione del commissario europeo per l’Agricoltura dà una boccata di ossigeno a un settore in crisi

Tags: Agricoltura, Impresa, Fondi Pac, Unione Europea



CATANIA - Prorogato di un mese il termine di presentazione di domande dei pagamenti diretti della Politica agricola comune 2016. A deciderlo è stato qualche giorno fa il Commissario europeo per l’Agricoltura Phil Hogan. Il termine di presentazione inizialmente sarebbe dovuto scadere il 15 maggio.

Dopo l’ufficialità delle proroga il ministro Martina ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti della decisione del Commissario Hogan perché viene incontro alle richieste fatte anche dall'Italia. I nostri imprenditori avranno così un mese di tempo in più per presentare le domande. Resta la necessità di lavorare concretamente per la semplificazione delle regole di una Pac che è ancora troppo burocratica. Su questo fronte siamo già al lavoro per cogliere le opportunità della revisione di medio termine del 2017”.

Visto l’enorme numero di soggetti interessati è arrivato, da parte delle associazioni a tutela degli agricoltori, l’invito a recarsi quanto prima presso gli uffici per evitare la congestione delle attività in prossimità della scadenza. La stima è di circa un milione circa di richieste. I tempi di arrivo effettivo dei fondi dipenderanno comunque dagli organismi pagatori sul territorio.

Il Regolamento prevede l’obbligo di presentazione della domanda grafica solo per un numero ristretto di beneficiari, ovvero quello necessario a coprire almeno il 25 per cento della superficie totale stabilita dal regime di pagamento di base. Per il 2017 tale percentuale sarà aumentata al 75 per cento, fino ad arrivare nel 2018 alla presentazione della domanda grafica da parte di tutti i beneficiari. Per poter presentare la domanda poi è necessario che l’agricoltore sia attivo con una soglia minima che, per il 2016, è pari a 250 euro. Ciò significa che gli agricoltori che hanno un ammontare di pagamenti diretti inferiore a 250 euro non riceveranno il finanziamento.

Qualora un agricoltore sia stato, nel 2015, al di sotto della soglia minima e lo sia anche per il 2016, i suoi diritti cadranno e le quote che a lui erano riservate verranno assorbite dalla riserva nazionale. Solo a partire dal 2017 sarà previsto l’aumento della soglia minima a 300 euro. Per quanto riguarda infine le regole di condizionalità, queste rimangono invariate e corrispondenti a quanto stabilito a livello nazionale dal Dm 180 del 23 gennaio 2015 e dai provvedimenti ad esso collegati delle Regioni e degli Organismi pagatori di riferimento.

La decisione comunitaria di proroga rappresenta una boccata d’ossigeno per le imprese, soprattutto se si tengono in conto gli effetti terribili legati al crollo dei prezzi dei prodotti agricoli dell’ultimo periodo. Il programma europeo è ormai diventato indispensabile per gli operatori in un settore che, con il passare degli anni, si trova sempre più afflitto da difficoltà e problematiche.

È ormai sempre più chiaro che senza il sostegno pubblico, gli agricoltori europei farebbero fatica a sopravvivere a lungo termine nel contesto della mondializzazione. Per questo il programma costa a ogni cittadino dell'Ue circa 30 centesimi di euro al giorno e le risorse messe a disposizione ogni anno si aggirano intorno ai 60 di euro – si tratta del 43 per cento del bilancio annuale dell'Ue. L’obiettivo primario è sempre stato quello di assistere gli agricoltori affinché possano confrontarsi con le sfide odierne e le priorità sono una produzione alimentare efficiente, una gestione sostenibile delle risorse naturali, uno sviluppo equilibrato delle zone rurali nell'insieme dell'Ue.

Articolo pubblicato il 26 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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