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Rischio idrogeologico, in Sicilia 360 Comuni in pericolo su 390
di Roberto Pelos

Il quadro che emerge dal Rapporto 2016 di Legambiente è allarmante: 92,3% di aree esposte. Nell’ultimo anno la manutenzione ordinaria è stata effettuata solo in 18 territori

Tags: Rischio Idrogeologico, Regione Siciliana, Sicilia, Legambiente



ROMA – “Ecosistema Rischio 2016” è il Rapporto di Legambiente, riguardante il rischio idrogeologico nel nostro Paese, presentato durante un Convegno. Come riporta il dossier, “sette milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni. In ben 1.074 Comuni (il 77% del totale) sono presenti abitazioni in aree a rischio. Nel 31% sono presenti addirittura interi quartieri e nel 51% dei casi sorgono impianti industriali”.

Gli interventi atti a prevenire potenziali catastrofi sono stati finora molto carenti: basti pensare, ad esempio, che durante l’ultimo decennio si è continuato a costruire in zone a rischio, nonostante l’evidente fragilità del territorio, nel 10% dei Comuni (146 fra quelli interpellati). Nemmeno sul fronte della messa in sicurezza dei corsi d’acqua c’è molto da stare allegri sebbene nel 70% dei Comuni campione siano state realizzate opere a tal fine o per il consolidamento dei versanti franosi. È da rilevare come in 118 Comuni fra quelli coinvolti nel dossier (8% del campione) gli interventi di tombamento e copertura del corsi d’acqua, abbiano causato l’urbanizzazione delle aree sovrastanti. La situazione migliora nell’organizzazione del sistema locale di protezione civile: l’84% dei Comuni si è dotato di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione ma soltanto il 46% di quelli intervistati ha dichiarato di aver aggiornato il proprio piano d’emergenza negli ultimi due anni.

“È evidente l’urgenza di avviare una seria politica di mitigazione del rischio” ha affermato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente intervenuto alla riunione. Secondo i dati del Rapporto, riferiti al 2015, in Sicilia, su 390 Comuni, sono 360 quelli con aree esposte a pericolo, per una percentuale del 92,3%; su 25.832 kmq di superficie totale, 772,3 kmq (3,0%), sono a pericolosità da frana e idraulica. Su 60 Comuni, sempre nella nostra regione, 24 hanno attività produttive in aree a rischio, per una percentuale del 40%; in 49 realtà (82%) si trovano abitazioni nella stessa condizione; in 30 Comuni (50%) sono presenti interi quartieri in aree a rischio, situazione che troviamo anche in 14 Comuni (23%) con strutture sensibili.

Le strutture commerciali/ricettive in aree a rischio trovano posto purtroppo in 10 realtà (17%) mentre sono tre i Comuni (5%) dove sono state realizzate edificazioni nell’ultimo decennio. La manutenzione ordinaria nell’ultimo anno è stata effettuata in 18 Comuni della nostra Isola (30%), le opere di mitigazione del rischio in 36 Comuni (60%), il tombamento dei corsi d’acqua in cinque realtà (8%), la delocalizzazione di abitazioni in due Comuni (3%), in nessun Comune è stata effettuata la delocalizzazione dei fabbricati industriali, in 38 Comuni (63%) è stato recepito il Pai nel piano urbanistico. In 15 Comuni (25%) è stato approntato il sistema di monitoraggio e allerta, in 45 realtà (75%) il piano di emergenza, in 27 Comuni (45%) è stato aggiornato il piano di emergenza, in 32 realtà (53%) è stato recepito il sistema allertamento regionale, in 16 Comuni (27%) sono state effettuate attività di informazione, in nove realtà (15%) sono state effettuate esercitazioni.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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