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Manutenzione di aerei anche per i Comuni
di Carlo Alberto Tregua

Il disastro prevedibile di Firenze

Tags: Firenze, Lungarno



A Firenze il lungarno Torregiani è sprofondato di tre metri, con una dimensione di sette metri per duecento. Con esso, sono sprofondate alcune decine di auto. Per fortuna non vi erano passanti; se vi fossero stati, si sarebbe verificato l’ennesimo disastro. Una seconda fortuna è stata che l’argine del fiume ha retto per suo conto. Se così non fosse stato l’Arno avrebbe invaso il cuore della città.
Era prevedibile questo disastro, nella città del presidente del Consiglio, che lo ha visto sindaco per lungo tempo? Sicuramente sì, se il Comune avesse adottato la manutenzione ordinaria e, soprattutto, il monitoraggio delle condotte d’acqua.
Dai primi accertamenti sembra proprio che esse abbiano ceduto o per consunzione, o per eccesso di pressione, o per altra causa da accertare.
L’evento che si è verificato costituisce uno della lunghissima serie di quelli che si verificano giornalmente negli ottomila comuni italiani.

In essi, infatti, non vi è un ordinario programma di manutenzione e di monitoraggio che metta in allarme, attraverso sistemi digitali e centraline concentrati in apposite stazioni di controllo, quando si presentano anomalie
Non solo. Ma non vi sono neanche programmi di rilevamento ordinario, relativi alle infrastrutture di ogni genere: dall’acquedotto alle fognature, dai sistemi digitali in rete al resto degli impianti.
I Comuni sono ancora organizzati come cent’anni fa. Non si sono innovati, non hanno semplificato i loro regolamenti e le relative procedure, non hanno il Piano aziendale per la programmazione dei servizi, non hanno istituito il Niai (Nucleo investigazione affari interni), organo indispensabile per scovare inefficienze, favoritismi, sprechi e corruzione.
La responsabilità della precedente diagnosi è, ovviamente, dei sindaci eletti dai cittadini a suffragio universale. Sindaci che si preoccupano del consenso e non di fare funzionare la macchina loro affidata dagli elettori. Sindaci che hanno consentito con la loro inerzia di deturpare il territorio, sia in centro storico che in periferia.
C’è un modo per monitorare le infrastrutture, le strutture e i loro componenti? C’è, sicuramente!
 
Tale modo è utilizzato per la manutenzione degli aerei che, ogni sei mesi, oppure ogni tot numero di ore di volo, vengono ricoverati nelle officine e controllati pezzo per pezzo, al cento per cento. Non solo, ma vi sono componenti che vengono sostituiti anche se ancora efficienti, perché hanno completato il loro ciclo, in base a un certo numero di ore prestabilito.
È per questo motivo che gli incidenti aerei per guasti sono rarissimi, tanto che imorti, quando essi capitano, sono in numero esiguo rispetto a quelli che si registrano complessivamente negli incidenti stradali.
Dunque, le tecniche e le procedure ci sono. Basta avere la capacità di copiarle e di utilizzarle per la manutenzione ordinaria delle città. Si obietterà cheper la manutenzione servono risorse finanziarie. Ovvio. Ma costa meno la manutenzione che riparare i danni quando si verificano i disastri.

Insomma, la capacità di amministrare con equilibrio, utilizzando al massimo le entrate, è alla portata di tutti i sindaci. Ovviamente non tutti sono bravi, non tutti sono onesti, non tutti sono capaci. Ma certamente lo è la gran parte di essi.
Certo, è difficile pensare a un Comune come quello di Carapelle Calvisio (Abruzzo), con appena 82 abitanti, di cui ben 62 (sette a sindaco e 55 al Consiglio) si sono candidati alle elezioni del prossimo 5 giugno. Il ddl per accorpare le amministrazioni dei Comuni fino a cinquemila abitanti continua a dormire sonni tranquilli in Parlamento, mentre doveva essere già approvato fra i primi atti del Governo Renzi. Qualunque iniziativa di qualunque sindaco s’infrange sugli scogli dell’inefficienza della burocrazia.
Dal che si deduce che un sindaco appena eletto dovrebbe lavorare i primi mesi esclusivamente per renderla efficiente. Una macchina organizzativa sciatta e piatta non produce gli indispensabili servizi ai cittadini e consuma molte più risorse, come un motore spompato eroga meno cavalli e brucia più carburante.
I sindaci sono la più importante risorsa della Comunità. Per questo alto incarico devono onorare il loro mandato con vero spirito di servizi

Articolo pubblicato il 27 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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