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Quotidiano di Sicilia

Fruibilità dei musei: intervenga il Governo
di Raffaella Pessina

Interrogazione di Musumeci a Crocetta e all’assessore ai Beni culturali. “I turisti trovano una realtà assolutamente vergognosa”

Tags: Ars, Nello Musumeci, Turismo, Musei, Beni Culturali



PALERMO - Resteranno chiusi i battenti di Sala D’Ercole a Palazzo dei Normanni fino al 7 giugno. Così è stato deciso al termine dell’ultima seduta dello scorso 24 maggio. Si è concluso così un altro mese parlamentare siciliano, che ha visto ben poche presenze in Aula, soprattutto da parte del Governo di Crocetta. Una situazione che è stata stigmatizzata spesso dall’opposizione e dal Movimento Cinquestelle, proteste che comunque non hanno portato ad alcun risultato. Al punto che il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha auspicato la approvazione di una legge che faccia chiarezza in merito ai rapporti tra Governo e Parlamento protagonisti negli ultimi mesi di continue polemiche.

L’ultima di queste ha riguardato la mancata comunicazione da parte del Presidente della Regione al Parlamento dell’impugnativa operata dal Consiglio dei ministri sulla legge di riforma delle province approvata all’Ars, che alla fine risistemata è stata approvata ricalcando la legge Delrio. Ma c’è un’altra novità : la riforma Boschi, per le regioni “speciali” ha previsto una “finestra” entro la quale Stato e Regioni dovranno ridiscutere la distribuzione delle competenze tra enti locali e governo centrale. Potrebbero essere accentrate alcune funzioni fondamentali come quelle relative, ad esempio, all’energia (ovvero concessioni di impianti fotovoltaici o eolici oltre al sistema della gestione dei rifiuti) o del Turismo, che il governo Renzi immagina di gestire con una sorta di piattaforma a scala nazionale. Senza contare che la riforma Boschi, ha trasformato in “competenze esclusive” alcune funzioni che nell’Isola non vengono espressamente indicate dallo Statuto. È il caso ad esempio della Formazione professionale, il cui ordinamento generale potrebbero passare da Palermo a Roma.

Intanto, l’opposizione invita il Governo a darsi da fare per uno dei settori che potrebbe risollevare almeno in parte l’economia siciliana: quello del turismo. “Il Governo regionale adotti con urgenza tutte le iniziative necessarie per far riaprire i musei, le pinacoteche e i siti archeologici attualmente chiusi in Sicilia e farli tornare alla piena fruibilità”. Lo ha dichiarato l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci, che, insieme ai deputati del Gruppo Lista Musumeci, Formica e Ioppolo, ha presentato in proposito un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore ai Beni culturali. Nell’interrogazione si spiega come “la naturale vocazione culturale della Sicilia, con la sua millenaria storia particolarmente apprezzata dai turisti, dovrebbe essere, per il Governo regionale, il viatico per implementare e tutelare i siti museali e gli spazi storico-culturali presenti nell’Isola.
 
“Al contrario – conclude Musumeci – in questi ultimi anni, i turisti trovano una realtà assolutamente vergognosa, con decine di musei, siti archeologici e pinacoteche chiusi per vari motivi, ma tutti riconducibili ad una pessima, se non assente, politica di sviluppo e tutela dei beni culturali regionali. Alice Anselmo, presidente del gruppo PD all’Ars, ha presentato invece una interrogazione all’assessore regionale al Turismo e Spettacolo per chiedere se è stata avviata la procedura per la selezione del soggetto bancario che dovrà procedere all’erogazione dei prestiti agevolati, e quali tempi si prevedono per l’effettiva realizzazione degli interventi verso gli enti pubblici operanti nel settore della cultura e dello spettacolo.
 
“Nonostante il momento di crisi degli enti che operano nello spettacolo – ha detto la Anselmo -  le misure per l’erogazione dei benefici collegati al  Fondo di rotazione per interventi straordinari sembrano ancora ferme”. La norma che regola il Fondo (15 milioni di euro per l’erogazione di prestiti agevolati volti al risanamento finanziario, della durata massima di 15 anni, a valere sulle risorse del fondo unico costituito presso IRFIS-Finsicilia Spa) è infatti stata recentemente modificata estendendo il gruppo dei beneficiari anche agli enti riconosciuti ai sensi della Legge Regionale 13 luglio 1995, n.51. “Chiediamo inoltre di conoscere l’esito delle procedure di ricognizione delle necessità attuali degli enti  - continua il capogruppo PD - e quali interventi si pensa di attivare per garantire agli enti culturali e dello spettacolo la possibilità di avviare percorsi virtuosi di risanamento finanziario superando l’attuale stato di grave crisi in cui versano”.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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