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Quotidiano di Sicilia

Elettrodotto Sorgente-Rizziconi, oggi l'inaugurazione con Renzi
di Rosario Battiato

A dieci anni dal via all’iter, è stata conclusa la linea elettrica che collega la Sicilia al resto del Paese. Numeri da capogiro: 600 mln di € di risparmi all’anno e oltre 700 di investimenti

Tags: Sorgente-rizziconi, Energia, Matteo Renzi



PALERMO – Un percorso a ostacoli che finalmente si chiude. Data la complessità dell’infrastruttura e le numerose difficoltà incontrate tra proteste locali e sequestri giudiziari, si può considerare un ottimo risultato che si sia arrivati all’inaugurazione appena un anno dopo rispetto la scadenza attesa per giugno scorso, a circa sei anni dall’autorizzazione del Mise e a poco meno di un decennio dall’avvio dell’iter complessivo. Oggi si inaugura ufficialmente a Favazzina in Calabria la linea elettrica Sorgente-Rizziconi, che collega la Sicilia al resto del Paese. Presenti all’evento il premier Renzi, i Presidenti delle due Regioni e il vertice di Terna.

I numeri spiegano le necessità dell’infrastruttura da 38 chilometri che, grazie a un sofisticato sistema di cavi sottomarini, potrà garantire un risparmio stimato di circa 600 milioni di euro all’anno sul costo dell’energia. Nell’Isola, infatti, le infrastrutture obsolete sono tra le responsabili dei cosiddetti picchi del costo dell’elettricità (a volte con valori anche raddoppiati). Un costo che ricade su tutti, perché il prezzo si ottiene con una media nazionale.

Ad anticipare la necessità dell’infrastruttura erano stati gli esperti del dipartimento Energia della Regione che l’avevano scritto nel report 2015: “il nuovo collegamento e gli interventi ad esso correlati (elettrodotto Sorgente-Rizziconi, ndr) garantiranno una maggiore sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana a quella peninsulare”.

Nel futuro non solo risparmi, ma anche nuove prospettive green. Un problema di lunga durata nell’Isola, legato alla “non programmabilità” della produzione verde che di fatto ha costretto la Sicilia, almeno negli ultimi anni, a essere definita un esportatore fittizio di energia verso la penisola. I picchi di richiesta – riprendiamo dal report regionale – non possono essere gestiti dalla produzione rinnovabile perché non programmabile e si gestiscono con “l’accensione delle centrali termoelettriche e quindi con costi molto superiori rispetto a quelli che si avrebbero in presenza di una rete magliata e dell’attivazione del raddoppio della linea di collegamento con la penisola ‘Sorgente- Rizziconi’”.

Un cammino faticoso. Alla consistente protesta di molte associazioni locali si sono affiancati anche diversi esponenti politici regionali che si sono schierati apertamente contro la costruzione dell’infrastruttura o che hanno tentato di cambiarne il percorso. A complicare ulteriormente le operazioni ci sono anche stati i ricorsi amministrativi dei comuni e delle associazioni contro l’autorizzazione unica concessa nel 2010 dal Mise e poi i sequestri dei piloni (l’ultimo avvenuto lo scorso gennaio).

L’iniziativa di oggi è stata intitolata da Terna come “L’energia che ci unisce”, un richiamo evidente al primo vero ponte in grado di unire Isola e Continente, almeno dal punto di vista energetico. “Il nuovo collegamento – si legge nel documento di Terna di presentazione dell’evento – è il più imponente e rilevante intervento per la trasmissione dell’energia elettrica nel Sud Italia degli ultimi 10 anni, un’opera fondamentale per tutto il sistema elettrico nazionale ed europeo”.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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