Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Formazione, si cambia: arriva il Repertorio delle qualificazioni
di Michele Giuliano

Sulla base del modello piemontese in Sicilia si dovranno realizzare corsi con sbocchi lavorativi utili. Regione adotta decreto che stabilisce gli standard a cui devono attenersi gli enti

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - Dalla prossima annualità chi vorrà avere finanziato un corso di formazione dalla Regione in Sicilia dovrà attenersi a rigorosi standard. In particolare a dei precisi parametri che garantiscano l’efficacia dell’attività posta in essere: in poche parole il corso dovrà garantire sbocchi occupazionali verso quei mestieri veramente ricercati sul mondo del lavoro.

Tutto ciò è sancito dall’ultimo provvedimento del governo regionale che con decreto assessoriale numero 2.570 del 26 maggio scorso ha adottato il “Repertorio delle qualificazioni della Regione Siciliana” che disciplina le qualificazioni regionali in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni disciplinati dal decreto legislativo 13/2013 e sue successive modificazioni e integrazioni e alle susseguenti norme secondarie di attuazione, nonché alle disposizioni di cui alla Legge regionale numero 8 del 17 maggio 2016 “Disposizioni per favorire l’economia. Norme in materia di personale, Disposizioni varie”, al comma 3 dell’articolo 30 “Repertorio delle qualificazioni della Regione”.

La Regione Siciliana, attraverso un “Protocollo d’intesa bilaterale per il trasferimento del sistema regionale di standard ai fini del riconoscimento e della certificazione delle competenze” con la Regione Piemonte, firmato nel mese di maggio scorso, ha mutuato da questa Regione l’impianto metodologico e il primo set di standard di riferimento, tra cui il repertorio, per l’attuazione del “Sistema Regionale di Certificazione delle Competenze”.

Il Repertorio delle qualificazioni si configura come uno strumento dinamico e costantemente aggiornabile sulla base dei fabbisogni professionali e formativi del contesto produttivo regionale, al fine di facilitare la progettazione dell’offerta formativa in coerenza con tali fabbisogni, permettere l’erogazione dei servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze comunque acquisite e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il “Repertorio delle qualificazioni” della Regione Siciliana è costituito
dalle seguenti tipologie di standard: figure nazionali di riferimento per le qualificazioni Iefp, Ifts, Its come articolate nella rispettiva normativa nazionale di riferimento; profili professionalizzanti: insieme di elementi (competenze/processi di lavoro) riconducibili ad una specifica professionalità; obiettivi: insieme di competenze che possono essere trasversali a diversi profili, figure o aree professionali o intese come aggiornamento di profili già definiti.

Le figure nazionali, i profili professionalizzanti e gli obiettivi possono essere declinati in uno o più indirizzi. Gli indirizzi sono definiti da una o più competenze che caratterizzano la specificità e peculiarità delle modalità e del campo di esercizio e che si aggiungono alle competenze della Figura/Profilo/Obiettivo.

Il Repertorio delle qualificazioni della Regione Siciliana è costituito invece dai seguenti ambiti formativi: standard di riferimento nazionali suddivisi in figure di riferimento per i percorsi triennali di qualifica professionale Iefp, percorsi quadriennali di diploma professionale Iefp, standard di riferimento per i percorsi Ifts, figure di riferimento per i percorsi Its. A sua volta i ‘Profili professionalizzanti’ e gli ‘Obiettivi’ sono classificati in due aree: formazione normata e formazione non normata.

La prima regolamenta attività professionali regolamentate, il cui esercizio viene stabilito da una normativa nazionale e regionale rispetto a cui sono definiti, attraverso specifica normativa, gli standard formativi; la seconda invece stabilisce gli standard che guardano a professioni e ad attività professionali il cui esercizio non è subordinato al possesso di uno specifico titolo di studio o alla frequenza di specifici percorsi di formazione.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐