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Acque di balneazione, portale monitora la salute del mare
di Adriano Agatino Zuccaro

Il nuovo sistema informativo del ministero della Salute offre agli internauti la possibilità di visualizzare tutte le aree destinate ai bagnanti, con i dati relativi al monitoraggio della stagione in corso, lo stato di salute delle acque in tempo reale e le informazioni ambientali riguardanti il profilo di costa di ogni singola area

Tags: Balneazione, Mare, Inquinamento



PALERMO - Ad Acireale (Ct) il tratto di mare che insiste nell’area di Capo Mulini (sbocco via Gurne, 25 m Nord) è temporaneamente vietato per inquinamento; stessa problematica a Palermo (50 mt. Ovest Nolo Vergine Maria) e Messina (m 50 Nord Torrente Annunziata e m 300 Ovest foce Torrente Marmora). Si tratta solo di una piccolissima parte dei dati reperibili online attraverso il Portale delle acque di balneazione del ministero della Salute in cui è possibile visualizzare tutte le aree di balneazione, con i dati relativi al monitoraggio della stagione balneare in corso, lo stato di balneabilità in tempo reale e le informazioni ambientali riguardanti il profilo di costa di ogni singola area.

La consultazione delle mappe e dei dati è possibile anche per smartphone e tablet. Attraverso una grafica di semplice comprensione, che utilizza le ortofoto di Google Maps, l’utente potrà anche consultare tutte le ulteriori informazioni ambientali riferite all’area, ad esempio classificazione, profili di costa, criticità specifiche.

Tra le aree classificate come “Balneabili”, infatti, il portale distingue tra qualità dell’acqua “Eccellente” e “Scarsa”. A quest’ultima categoria appartengono, ad esempio, le acque messinesi a m 50 Sud Ospedale in cui i prelievi della stagione corrente (21 aprile) hanno evidenziato 84 cfu di enterococchi/100ml e 136 cfu di escherichia coli/100ml. 200 cfu di enterococchi/100 ml e 500 cfu di escherichia coli/100ml rappresentano i valori limite dei parametri microbiologici. Il superamento di tali limiti determina il divieto di balneazione.

Cfu sta per unità formanti colonie, cioè le colonie batteriche. Situazione radicalmente diversa, invece, a San Giovanni Li Cuti (Catania) con una qualità delle acque eccellente e prelievi per la stagione corrente (29 aprile) che certificano l’assenza di enterococchi nelle analisi e i1 cfu di escherichia coli/100 ml. In alcune aree nel 2016 è ancora assente il campionamento previsto ma è possibile accedere ai dati della stagione precedente.

A livello nazionale la percentuale di acque marine di balneazione di classe eccellente nel nostro Paese passa dall’86,3% nel 2012 ad una dell’88,5% nel 2013, con un incremento del + 2,2% rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda invece le acque di balneazione di qualità scarsa, pur essendo aumentate nel 2013, rappresentano una percentuale del 2,5% sul totale nazionale (più bassa di altri Stati europei come la Francia 3% e la Spagna 3,3%). Per le acque interne si passa da una percentuale di acque di balneazione di classe eccellente del 75,5% nel 2012 ad una del 77,2% nel 2013, con un incremento del + 1,7% rispetto all’anno precedente.

I dati contenuti nel Rapporto europeo 2014 sulla qualità delle acque di balneazione, pubblicati dalla Commissione europea il 27 maggio scorso, segnalano anche che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione: 5.511 totali (circa un quarto del totale di quelle europee), di cui 4.867 marine e 644 interne. Segue la Francia con 3.331 e la Germania con 2.296 (soprattutto acque interne).

Articolo pubblicato il 31 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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