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Innovazione, Sicilia ultima d'Italia
di Rosario Battiato

Negativo l’indice Assirm che misura la facoltà di un territorio di generare e promuovere il rinnovamento. I più positivi: numeri da record per la Basilicata e tendenza positiva registrata nel Nord-Ovest

Tags: Innovazione, Impresa, Pmi, Assirm



PALERMO – I pessimi dati in ricerca e sviluppo, associati alle dimensioni di carattere macro-economico del sistema e alla fiducia dei consumatori, bocciano il tessuto produttivo siciliano nell’innovazione. A confermare quanto il QdS continua a denunciare da diversi anni sulla base dei dati Istat, ci ha pensato la nuova release di dati regionali dell’Assirm Innovation Index (AII), l’indicatore che misura la facoltà di un territorio di generare e promuovere il rinnovamento, ideato da Assirm, l’Associazione delle aziende di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale. L’Isola perde la sfida non soltanto nel contesto nazionale, nel quale domina la macro area del Nord-ovest, ma anche nella graduatoria specifica del Mezzogiorno d’Italia che la vede piazzarsi all’ultimo posto della graduatoria con un una tendenza pesantemente negativa.

L’indice di innovazione, definito dal centro studi Assirm, si basa su tre dimensioni specifiche che prendono in considerazione: investimenti in ricerca/sviluppo e produzione di idee innovative (creation of ideas), le enabling conditions, cioè alcune dimensioni di carattere macro-economico del sistema, e la fiducia di consumatori ed imprese in un dato momento storico (economic trust).
I dati studiati per la definizione dell’indice fanno riferimento al periodo tra il 2005 e il 2013, secondo l’elaborazione degli ultimi disponibili rilasciati dall’Istat. Un periodo non casuale perché, riportiamo da una nota dell’associazione, evidenzia “da una parte la misura in cui gli avvenimenti e le trasformazioni dell’ultimo decennio – primo fra tutti la crisi finanziaria del 2008 – hanno accentuato il divario preesistente tra Nord e Sud, dall’altra mostrano anche come tale spaccatura si sia insinuata all’interno dello stesso Mezzogiorno”.

Tra la Basilicata, la regione meridionale che ha riportato il maggior potenziale di innovazione, e la Sicilia, l’ultima in graduatoria, c’è davvero il proverbiale abisso. La prima, infatti, registra una tendenza in grande slancio (+6,5), scavando un profondo solco nei confronti dell’Isola che, invece, si trova da tutt’altra parte (-9). In mezzo troviamo tutte le altre: seconda piazza per Molise e Campania (+ 0,9) che chiudono il capitolo delle regioni in positivo. Trend negativo per Calabria (-0,2), Abruzzo (-0,5) e Puglia (-4,2). Poco più in alto della Sicilia troviamo la Sardegna (-7,9).

A detenere uno dei risultati migliori, in termini di macroarea, è stato il Nord-ovest che ha superato il picco della crisi economico-finanziaria con un indice dal segno positivo e comunque superiore alla media italiana (1,7).

“Sembra che le Regioni del Mezzogiorno siano state maggiormente toccate dagli effetti della recente crisi economico-finanziaria – ha commentato Guendalina Graffigna, Direttore del Centro Studi di Assirm – almeno per quanto riguarda il loro potenziale d’innovazione. A differenza di alcune Regioni del Nord e del Centro Italia, sembra infatti che le conseguenze della crisi siano ancora in fase di acuzie, e ciò si riflette nel valore negativo che l’indice registra per il solo anno 2013 in tutte le Regioni sotto esame. Si tratta di un dato che deve certamente costituire un campanello d’allarme per gli addetti ai lavori”.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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