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Quotidiano di Sicilia

Lavoro, governo Crocetta dia subito risposte
di Raffaella Pessina

Il Presidente, intanto, canta vittoria per l’avanzo di bilancio 2015. Sindacati sul piede di guerra minacciano sciopero generale

Tags: Ars, Lavoro, Rosario Crocetta



PALERMO - Il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha annunciato di avere un avanzo di bilancio nel rendiconto 2015.
Sembra incredibile in una situazione economica disastrata come quella dei conti della Regione, che per i primi due mesi del 2016 ha lavorato con l’esercizio provvisorio per mettere a punto un bilancio difficile che tra l’altro conta su quei famosi 500 milioni di euro che devono arrivare da Roma.

Crocetta ha spiegato di essere partito dai due miliardi in meno nel 2012 per arrivare con il consuntivo 2015 a un avanzo di 637 milioni di euro. Un risultato, ha detto, “frutto del lavoro costante, di controlli e tagli di sprechi e di attacchi alla manciugghia, quella corruzione che in passato ha distrutto la Regione, tagliando tre miliardi in tre anni”.

Il bilancio di previsione per il 2017, si farà con la regola del pareggio di bilancio: “Siamo la prima regione ad introdurre questa regola” - ha commentato - Al 31 dicembre del 2012, dopo cinque anni, la Regione aveva certificato il 12,5% dei fondi europei. In tre anni abbiamo chiuso la rendicontazione spendendo tutto e siamo già partiti con la nuova programmazione. Avevamo una sanità che ci collocava tra gli ultimi posti in Italia, adesso siamo al nono posto, prima di tutte le regioni meridionali e produciamo utili”.

E ancora: “Abbiamo cacciato imprese mafiose che facevano affari con la Regione, ci stiamo riprendendo i terreni rubati alla Regione e ai siciliani, abbiamo fermato gli affidamenti e le vendite disinvolte di beni demaniali. Abbiamo cambiato registro. Se all'inizio del mio mandato avessi detto che in tre anni avremmo portato il bilancio della Regione in attivo, la valanga di critiche sarebbe stata incredibile. C’era chi diceva che non saremmo riusciti a pagare neppure gli stipendi dei dipendenti. Se nella giunta di qualche giorno fa avessimo deliberato un disavanzo di 637 milioni di euro, immagino i titoli dei giornali in prima pagina: “Regione in default”, con i soliti quartierini pronti ad attaccare un governo “incapace”. Abbiamo tagliato tre miliardi in questi tre anni, con la politica delle formiche, giorno dopo giorno, convinti di poter salvare la Regione. Ce l’abbiamo fatta. Innanzitutto, chiedendo a noi stessi rigore, iniziando un rapporto travagliato con lo Stato che ha portato chiarezza. Abbiamo gestito l’emergenza rifiuti senza che venissero invase le strade, con la nostra caparvia, con l'impegno costante, nonostante i problemi giudiziari legati alle scelte dei governi passati. Come sarebbe bello se oggi la politica siciliana riuscisse a fare un atto leale di riconoscimento, dicendo “bravo presidente, bravi assessori, avete salvato la Sicilia”. Ma la politica, in buona parte, pensa ad altro: alle elezioni permanenti, alle conflittualità continue, al “levati tu che mi metto io”. “Io resisto”, ha concluso Crocetta.

Non ha fatto in tempo a cantare vittoria Crocetta che i sindacati, di nuovo sul piede di guerra, già nella giornata di ieri sono tornati alla carica chiedendo al governo regionale risposte concrete in materia di occupazione.

“Se il governo Crocetta continuerà a non dare risposte al mondo del lavoro, sarà sciopero generale”. Lo hanno annunciato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone, lanciando "un appello a tutti coloro che vogliono il cambiamento vero sul prosieguo delle due grandi mobilitazioni siciliane del 31 ottobre 2015 e dello scorso 7 maggio”.
“La politica siciliana - hanno spiegato Pagliaro, Milazzo e Barone - deve smetterla di occuparsi solo di giochini politici in vista della prossima campagna elettorale. Così, prendendo atto che la giunta regionale è ormai liquefatta e continua a sottovalutare il grave disagio sociale, abbiamo chiesto ai singoli assessori di incontrare le organizzazioni sindacali per affrontare le vertenze di loro competenza. Senza risposte proclameremo lo sciopero generale”.

“Troppa gente ha perso il posto di lavoro - hanno sottolineato i leader sindacali siciliani - centomila solo nell'edilizia, troppi continuano a vivere in una condizione di inaccettabile precarietà: da quelli della sanità con i concorsi sempre annunciati ma mai partiti, ai lavoratori delle ex Province. I sindacati hanno ricordato i drammatici numeri della crisi: 368mila sono i disoccupati. Il tasso di disoccupazione è del 21,4%, il doppio di quello nazionale, e del 55,9% è quello che riguarda i giovani”.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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