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Quotidiano di Sicilia

Catania - Aeroporto, gestazione difficile prima di partorire la privatizzazione
di Melania Tanteri

Da Crocetta stop allo sbarco di Sac in Borsa: prima il commissario per accorpare le Camcom orientali. Il presidente: “Operazione moralizzatrice”. Scoppia la polemica con Lo Bello

Tags: Sac, Catania, Aeroporto



CATANIA - “Per essere elevato a rango di aeroporto strategico, lo scalo Fontanarossa di Catania dovrà essere sottoposto ad importanti ed onerosi lavori, non rimandabili, un piano di investimento da 165 milioni di euro in quattro anni, che l’assemblea dei soci della Sac (la società che gestisce l’aeroporto etneo Vincenzo Bellini n.d.r.) aveva deciso di affrontare anche grazie alla quotazione in borsa. Decisione fermata a gran voce dalla Regione siciliana, che ad oggi non è stata in grado di spiegare come intenda raggiungere ugualmente l’obiettivo”.
 
Il senatore Vincenzo Gibiino, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e capogruppo per Forza Italia in commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, lancia l’allarme sul futuro dell’aeroporto internazionale di Catania, dopo la presa di posizione del presidente della Regione, Rosario Crocetta che, la scorsa settimana, intervenendo nella bagarre interna alla Camera di Commercio – di cui, dal 2015, si attende l’accorpamento con le Camere di Siracusa e Ragusa, sembra ormai imminente – tra i soci della Sac, ha prima annunciato l’intenzione di nominare un commissario per sostituire quelli nominati dal Mise, per procedere all’accorpamento delle Camere siciliane. Sullo sfondo, proprio la quotazione in borsa della Sac che, sempre la scorsa settimana, il presidente ha bloccato.

“I rappresentanti della Regione Asi – Irsap, Camere di Commercio, i commissari dei comuni, hanno bocciato il tentativo di vendere le azioni dell’aeroporto di Catania ai privati, senza procedere come è più giusto e trasparente, ad una asta pubblica per la gestione dello scalo – spiega Crocetta in una nota ufficiale. Qualcuno aveva voluto ipotizzare che la Regione non procedesse addirittura all’insediamento degli organi di rappresentanza delle Camere di Commercio e all’accorpamento delle stesse, per favorire un’Opa (Offerta pubblica di acquisto) sull’aeroporto. I fatti – aggiunge il presidente - smentiscono coloro che non capiscono che l’azione di moralizzazione e trasparenza avviata da questo governo, ha pochi precedenti in Sicilia e forse anche nel Paese”.

Quotazione bloccata, dunque. La vendita dell’aeroporto dovrebbe così procedere ugualmente, seppur con differenti modalità.
Ma Gibiino resta preoccupato. “La Regione chiede trasparenza sull’operazione, e noi chiediamo contestualmente trasparenza alla Regione e in secondo luogo al Ministero – afferma Gibiino. Lo sviluppo dello scalo catanese non deve essere rallentato dalle solite beghe istituzionali o da scelte caotiche. Ai siciliani venga spiegato il perché del repentino cambiamento di strategia e come si intenda, in alternativa, reperire le risorse finanziarie necessarie per affrontate il piano di investimenti”.

Soddisfatta Confcommercio che, da mesi aveva lanciato l’allarme sulla questione aeroporto. “Prendiamo atto della sensibilità dimostrata dal Governatore Crocetta e dall’assessore Mariella Lo Bello nel recepire l’allarme che da anni lanciamo sulla gestione dell’Aeroporto di Catania che rischiava, alla lunga,  di essere svenduto in barba al reale valore dello scalo – affermano i rappresentanti dell’associazione di categoria contrapposta, almeno nella vicenda Camera di Commercio, a Confindustria. Ribadiamo, ancora una volta, di essere favorevoli alla privatizzazione e che questa, comunque, deve rappresentare un valore aggiunto nell’economia della Sicilia orientale e non un mero mezzo per assecondare appetiti estranei e tornacontistici. Plaudiamo allo sblocco dell’accorpamento delle Camere di Commercio Siciliane che rappresenta il punto di partenza per gettare le basi di progettualità territoriali”.

A margine della vicenda Sac si inserisce la polemica tra Ivan Lo Bello e il presidente Crocetta. Il secondo avrebbe parlato di particolari interessi, in relazione all’aeroporto, dell’esponente di Confindustria che ha annunciato querela. “Non ho sostenuto che Lo Bello avesse interessi personali sulla vendita delle azioni dell’aeroporto di Catania – replica Crocetta. Mi sono limitato a replicare a coloro, fra i quali esponenti istituzionali di primo piano, che nei giorni scorsi, hanno pubblicamente affermato dell’esistenza di tali interessi”.

Articolo pubblicato il 04 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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