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Arrestato francese con 125 chili di tritolo
di Redazione

Venticinque anni, incensurato, progettava attentati a Euro 2016

Tags: Francia, Terrorismo



PARIGI - Lanciarazzi, kalashnikov, detonatori, almeno 125 chili di tritolo. Preparava una strage Grégoire M., 25enne cittadino francese arrestato il 21 maggio scorso al confine tra l’Ucraina e la Polonia. è stato fermato in tempo dai servizi segreti di Kiev, che hanno svelato ieri intenzioni e obiettivi dell’aspirante attentatore: colpire (ancora una volta) la Francia, nel suo momento di massima esposizione mediatica, ovvero durante gli europei di calcio che vedranno la sua gara inaugurale venerdì 10 giugno.
Sconosciuto ai servizi di intelligence e senza precedenti, il giovane francese era seguito da alcuni giorni dagli 007 ucraini, che avevano notato suoi movimenti sospetti.

Le guardie di frontiera lo hanno fermato al confine, durante un’ispezione alla sua auto: era in possesso di un arsenale, nascosto - neppure troppo bene - nel cofano dell’auto. Originario della Lorena, avrebbe voluto raggiungere il suo Paese per portare a compimento il suo progetto omicida, almeno 15 attentati prima e durante la competizione sportiva europea. A questo serviva il materiale bellico che era riuscito ad accumulare, per un valore totale di circa 250mila euro: “cinque kalashnikov, più di 5.000 munizioni, due lanciarazzi anticarro, 125 chili di tritolo e 100 detonatori”.

Trovato con le mani nel sacco, è stato arrestato dagli agenti della Sbu, i servizi di Kiev. Secondo il direttore dell’agenzia di intelligence Sbu, Vassil Grytsak, il servizio “è riuscito a impedire 15 atti terroristici in Francia”. Le armi e il tritolo sarebbero servivi a colpire luoghi di culto ed edifici pubblici francesi. L’uomo, secondo quanto si è appreso, avrebbe ammesso che tra i suoi obiettivi figuravano “sinagoghe e moschee” e avrebbe manifestato la sua opposizione “alla politica del suo governo sull’afflusso di stranieri in Francia, la diffusione dell’Islam e la globalizzazione”. Appena l’altro ieri, il presidente francese François Hollande aveva ammesso l’esistenza del rischio di nuovi attentati in Francia. “Esiste la minaccia. E questa minaccia, purtroppo, ci sarà per molto tempo. è necessario prendere tutte le misure perché Euro 2016 abbia successo”, aveva detto.

Ora gli inquirenti stanno cercando di appurare se i sospetto sia un fanatico, un appartenente a qualche gruppo criminale internazionale o a un’organizzazione terroristica. Gli agenti ucraini sono inoltre alla ricerca di un eventuale complice, una persona vista circolare a bordo di un’altra auto. L’ambasciata di Francia aveva confermato l’arresto a le Figaro, spiegando che il sospetto può contare sulla protezione consolare.

Intanto, un’inchiesta preliminare è stata aperta dalla Corte interregionale specializzata di Nancy per traffico di armi.
In particolare, gli inquirenti stanno cercando di capire come il giovane francese sia entrato in possesso dei fondi per l’acquisto dell’arsenale. A questo scopo, gli agenti dell’unità criminale della Srpj di Nancy hanno proceduto a una perquisizione del suo domicilio, a Nant-le-Petit dans la Meuse: nell’appartamento sono stati trovati componenti di esplosivi e una t-shirt con la sigla di un’organizzazione di estrema destra. Alcuni dei residenti locali lo hanno descritto come un uomo discreto, che viveva in un appartamento di proprietà del nonno, si vedeva in giro “raramente” e lavorava per una cooperativa agricola. “è un dipendente esemplare”, hanno commentato fonti interne alla sua azienda.

Intanto, però, tra scioperi, maltempo e terrorismo, a pochi giorni dall’inizio del torneo, la Francia appare in grande affanno. L’agenda di emergenze che il Paese sta suo malgrado dovendo fronteggiare, appare quanto mai “impegnativa”.

Articolo pubblicato il 07 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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