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Carceri, in Sicilia capienza nuovamente a rischio
di Antonio Leo

Ministero Giustizia: nei penitenziari d’Italia oltre 4.000 detenuti in più. Negli ultimi mesi aumentate le presenze, 12 istituti sovraffollati

Tags: Carcere, Sovraffollamento



PALERMO – Le carceri italiane non riescono a uscire dall’emergenza sovraffollamento, un fenomeno radicato nel nostro sistema penitenziario che presenta un doppio problema, per i detenuti ai quali non vengono garantiti i diritti minimi sanciti dalla Costituzione e per il personale di polizia, costretto a lavorare spesso in condizioni estreme. L’ultimo bollettino del Ministero della Giustizia, aggiornato al 31 maggio, è impietoso: nei 193 istituti di pena sono dislocati 53.873 detenuti, circa quattromila in più della capienza regolamentare complessiva (49.697). Le donne sono 2.236, mentre gli stranieri oltre 18mila. I posti - precisa il Ministero - sono calcolati sulla base del criterio di 9 mq per singolo detenuto, “lo stesso per cui viene concessa l’abitabilità delle abitazioni”.

Il presidente della Repubblica in un messaggio a Santi Consolo, capo dell’Amministrazione penitenziaria, in occasione del 199° anniversario del Corpo, ha parlato della necessità di rispettare “l’art. 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena” e di “passi avanti realizzati sul nodo critico del sovraffollamento carcerario”. Rispetto al 2010, quando si arrivarono a contare quasi 70 mila detenuti, la situazione è certamente migliorata. Facendo, però, un confronto con il report del 31 gennaio scorso, risulta che negli ultimi mesi passi ne sono stati fatti, ma indietro. Allora i carcerati erano 52.475, oltre mille in meno di quelli che si contano al 31 maggio. L’emergenza è stata denunciata recentemente, tra gli altri, dall’Associazione Antigone che nel suo dodicesimo rapporto “Galere d’Italia” ha sottolineato proprio il rischio di un’inversione di tendenza rispetto a quanto di buon era stato fatto.

Proprio Antigone, analizzando i dati del Dipartimento penitenziario, ha rivelato che i posti letto a disposizione dei detenuti sarebbero “49.545, non sempre però tutti realmente disponibili”. Ciò significa che attualmente oltre 4.000 persone non hanno nemmeno uno spazio “assegnato” dove dormire.

E intanto, mentre la qualità della vita nelle carceri sprofonda, tre detenuti al mese decidono di togliersi la vita. È quanto emerge dal Dossier “Morire di carcere” di Ristretti Orizzonti, secondo cui da inizio 2016 ad oggi si sono suicidati 15 individui. L’ultimo di cui si ha notizia è un uomo di 39 anni, impiccatosi sabato scorso nel carcere di Massa.

Il quadro è nerissimo, insomma, e la Sicilia, che a un primo sguardo potrebbe sembrare al riparo da criticità, non può dirsi fuori pericolo. Nei 23 istituti dell’Isola risultano presenti 5.873 detenuti, appena 17 di meno della capienza regolamentare (5.890). Un margine risicato che si è assottigliato negli ultimi mesi: tra gennaio e maggio, il saldo dei detenuti (tra ingressi e uscite) è di +207 unità (erano 5.666 al 31 gennaio). Un trend che rischia di trascinare l’Isola nuovamente nell’emergenza.

Un pericolo che è già realtà per dodici istituti su ventitre: nel carcere di Agrigento i detenuti in sovrannumero sono 118, a Caltanissetta 78, a Gela 17; a Catania ce ne sono 79 in più a Bicocca e 58 nella Casa circondariale di Piazza Lanza. Ancora Giarre supera la capienza regolare di 10 unità, Piazza Armerina di 9, Termini Imerese di 25. Infine nel carcere palermitano dell’Ucciardone risultano 43 carcerati in più, ad Augusta 81, a Siracusa 134, mentre a Castelvetrano sono 12. Tanti posti, tanti detenuti a Favignana che addirittura pareggia i conti. Risultano, invece, 247 posti liberi a Barcellona Pozzo di Gotto, nell’ex Ospedale psichiatrico, svuotatosi con il trasferimento dei disabili psichici autori di reato nelle Rems. 

Articolo pubblicato il 08 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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