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Quotidiano di Sicilia

Il Ddl elezioni comunali il dibattito infiamma l'Ars
di Raffaella Pessina

Le perplessità del deputato Nello Musumeci sul testo che modifica le norme: “Si va in direzione opposta all’interesse generale”

Tags: Ars, Nello Musumeci, Elezioni



PALERMO - Ripresa ieri pomeriggio a Palazzo dei Normanni la discussione sul disegno di legge che riguarda le elezioni di sindaci e consigli comunali.

Davanti ad un’Aula semivuota, ha parlato il leader di centrodestra Nello Musumeci, che ha fortemente contestato la legge, che sta tornando in Parlamento dopo essere passata per due volte dalla commissione di merito.
 “Si opera in maniera assolutamente opposta rispetto alla volontà e all’interesse degli elettori – ha detto Musumeci – abbiamo il dovere di chiederci che cosa non funziona nei comuni”.

Musumeci non ha condiviso nulla di questo disegno di legge, compreso l’articolo che prevede le condizioni per sfiduciare il sindaco. Secondo Musumeci “un sindaco eletto dal popolo può essere mandato a casa solo dal popolo, quindi con un referendum e non dai consiglieri con la sfiducia”.

Favorevole però al seggio del secondo arrivato dopo l’eletto a sindaco. Certamente sono state giudicate da Musumeci corrette le affermazioni fatte da alcuni deputati martedì scorso in Aula sulla non opportunità di discutere un disegno di legge su questa materia, considerando che ci si trova in mezzo ad una tornata elettorale che si concluderà il prossimo 19 giugno con i ballottaggi per eleggere i sindaci dei comuni interessati in Sicilia. Per questo Musumeci ha chiesto la sospensione della trattazione di questo disegno di legge. Tanto più che l’ordine del giorno dei documenti che devono essere esaminati dall’Aula è piuttosto lungo. Purtroppo i lavori assembleari sono cadenzati dalla presenza o meno degli assessori che sono interessati agli argomenti oggetto dell’ordine del giorno, e l’assenza del governo spesso è stata stigmatizzata dal Presidente dell’Ars e dall’opposizione.

Dopo Musumeci ha preso la parola Filippo Panarello che ha detto di essere rimasto perplesso perchè non ha visto unità tra i banchi della maggioranza su questo disegno di legge ed ha auspicato un confronto per trovare un punto di incontro. Insomma tutti interventi volti a chiedere di soprassedere su una legge che obiettivamente è fuori tempo e necessità di una discussione in tempi distanti dalle elezioni. E a proposito di elezioni, quelle che si sono appena svolte, il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra Giuseppe Castiglione, si è dichiarato comunque soddisfatto, anche se i voti hanno premiato Pd e Movimento Cinquestelle nella maggioranza dei casi.

“Seppure nella frammentarietà ciò che risalta è la grande diffusione e centralità di Area popolare in tutta l’isola. Da questi risultati emerge forte e chiara l’esigenza, da parte delle forze moderate, di aggregarsi sempre più e sempre meglio, compatte nell’impegno onesto per il bene della collettività”.

Ncd andrà al ballottaggio a Favara e Canicattì. “La sperimentazione di un progetto popolare come base aggregativa delle forze moderate si è rivelata - sottolinea il coordinatore regionale - una scelta vincente perchè, oltre a collocarci a livello nazionale idealmente oltre la soglia di sbarramento della nuova legge elettorale per l’accesso al Parlamento, manifesta il grande bisogno di territorialità che si respira nei nostri Comuni”.

Articolo pubblicato il 09 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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