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Palermo - Leoluca Orlando è sindaco metropolitano
di Gaspare Ingargiola

L’insediamento è avvenuto nel rispetto della Legge regionale varata dall’Ars dopo mille difficoltà. “Un momento di svolta per i cittadini, che attendevano un riferimento istituzionale”

Tags: Palermo, Leoluca Orlando, Città Metropolitana



PALERMO - Con una cerimonia in grande stile Palazzo Comitini ha riaperto i battenti alla politica ospitando l’insediamento di Leoluca Orlando quale primo sindaco metropolitano di Palermo, risultato di una norma approvata all’Ars che ha recepito nell’isola la legge Delrio dopo anni di caos amministrativo e battaglie politiche. Il passaggio di consegne tra la defunta Provincia e la Città Metropolitana si è consumato in Sala Martorana, che un tempo ospitava il Consiglio dell’Ente. Oltre a Orlando, che adesso sommerà la carica di sindaco metropolitano a quelle di primo cittadino del capoluogo e presidente di AnciSicilia, erano presenti il governatore Rosario Crocetta, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone (che ha spinto per la norma che ha chiuso finalmente la partita delle ex Provincie), il prefetto Antonella De Miro e il commissario Manliò Munafò, che finora ha tirato la carretta da solo e che resterà a fare le veci del Consiglio metropolitano fino alla sua elezione, prevista entro settembre.

Il governatore ha provato subito a scacciare i fantasmi di una legge che ne ha passate di tutti i colori, tenendo col fiato sospeso anche i dipendenti: “Abbiamo tentato di avviare la riforma delle Province fin dal primo giorno e alla fine ci siamo riusciti. Entro la fine dell’anno i Liberi Consorzi e le Città Metropolitane decolleranno per davvero. Con questa riforma razionalizziamo i servizi riducendo i costi perché i sindaci saranno protagonisti sul territorio senza enti intermedi. I dipendenti delle ex Province devono stare tranquilli, nessuno ha intenzione di licenziarli”.

E su questo tema, per una volta, Crocetta ha teso la mano al suo avversario Orlando: “Dobbiamo condurre insieme una battaglia – ha affermato il sindaco metropolitano - perché lo Stato non può tagliare 120 milioni di euro alle ex Province senza aspettarsi conseguenze sulla governance”.

I problemi del resto non mancano: Palazzo Comitini avrebbe bisogno di 40 milioni l’anno per svolgere appieno tutte le sue mansioni e le casse sono decisamente a secco: dall’edilizia scolastica alla viabilità, dalla partecipata Palermo Energia alla Fondazione Sant’Elia, dalle riserve naturali ai posti di governo nel comitato portuale e nella Gesap. E mentre Ardizzone ha lanciato un avvertimento a Orlando (“Non è il presidente della Provincia, fare il sindaco metropolitano non è la stessa cosa, non lo dimentichi”), il Professore si è detto pronto per il difficile compito che lo attende: “La priorità – ha spiegato - sono le scuole, con la razionalizzazione dell’edilizia scolastica, magari accorpando gli istituti, e la drammatica situazione delle strade provinciali”.

L’idea del sindaco metropolitano è di “affidare quelle strategiche all’Anas, lasciando alla Città Metropolitana le ex consortili. E non dimentichiamo i doveri nei confronti dei portatori di handicap. La comunità metropolitana non nasce oggi, c’è già ed è nella testa dei cittadini che vivono nell’area metropolitana. Mancava solo un riferimento istituzionale che nasce oggi. Ancora una volta noi istituzione siamo rimasti più indietro rispetto ai cittadini. Ecco perché quello di oggi è un momento di svolta”.

“Il nostro compito – ha concluso Orlando - sarà quello di costruire e sviluppare la comunità metropolitana attraverso una più razionale distribuzione dei servizi e nei settori dell’acqua, dei rifiuti, dei trasporti e del turismo”.

La Conferenza metropolitana è convocata per fine giugno. I consiglieri saranno 18, scelti tra i sindaci e i consiglieri comunali in carica senza alcuna indennità aggiuntiva, cui possono essere trasmesse anche delle deleghe di governo: cosa che costringerà Orlando a venire in qualche modo a patti con i partiti. Una nuova sfida per colui che è diventato a tutti gli effetti il mattatore dell’intero territorio palermitano.

“Finalmente - ha commentato il segretario provinciale di Idv, Paolo Caracausi - si chiude questa ennesima, brutta pagina di storia della nostra Regione, che a causa dell’incapacità di un presidente e di un Parlamento non all’altezza del ruolo, rischiava di ritrovarsi con un papocchio, con leggi e leggine varie, salvo poi recepire per fortuna la legge nazionale Delrio”.
“Adesso – ha concluso - aspettiamo che si completi l’iter burocratico che porterà all’insediamento di tutti gli organi previsti per cominciare a rispondere ai bisogni dei cittadini superando questi anni bui”.

Articolo pubblicato il 09 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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