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Quotidiano di Sicilia

Amianto, sempre e soltanto proroghe
di Rosario Battiato

Sulla Gurs di fine maggio ancora un duplice rinvio per salvare i Comuni inadempienti e avviare le autodenunce. La Legge regionale risale a oltre due anni fa: tante parole, pochissimi i passi in avanti compiuti

Tags: Ambiente, Amianto, Sicilia



PALERMO – La norma c’è dal 2014, gli effetti ancora si vedono. La lr 29 aprile 2014, n.10,  “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto” riportava termini specifici per la redazione dei Piani amianto ad opera dei Comuni e per le autodenunce da cittadini, imprese e Pubblica amministrazione. Lo scorso 8 aprile avevamo lanciato l’allarme in un servizio (“Tra ritardi e illegalità non decollano i Piani amianto”) e già all’inizio di maggio si è consumata una resa che ormai è nero su bianco: sulla Gurs di martedì 24 maggio, nell’ambito della legge 17 maggio 2016, n.8 recante “Disposizioni per favorire l’economia. Norme in materia di personale. Disposizione varie” sono state modificate le scadenze della legge amianto che riguardano i Comuni e i privati.

Sono due le modifiche riportate all’articolo 29 della lr 17 maggio 2016, n.8. Si tratta di aggiornamenti che riguardano il Piano comunale amianto e il monitoraggio del rischio amianto che vanno a incidere direttamente sull’articolo 4 e 5 della legge regionale 29 aprile 2014. Il comma 1 dell’articolo 4 della prima versione della legge prevedeva che i Comuni, a tre mesi dalla comunicazione delle linee guida, provvedessero ad adottare il proprio piano comunale amianto. La Regione ci ha messo più di un anno per redigere le “Le linee guida per la redazione del ‘Piano comunale amianto”, le quali sono state diffuse soltanto lo scorso luglio. Tempo comunque non sufficiente per i comuni dell’Isola che adesso avranno a disposizione altri 90 giorni dall’adozione del “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”. Quest’ultimo avrà valore quinquennale e sarà emanato con decreto dal presidente della Regione previo parere delle competenti commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana.

Il secondo passaggio riguarda gli aspetti dell’autodenuncia, cioè di quei cittadini e quei privati che devono segnalare autonomamente la presenza di materiale contaminato. La forma originaria prevedeva che “tutti i soggetti pubblici e privati proprietari di siti, edifici, impianti, mezzi di trasporto, manufatti e materiali con presenza di amianto sono obbligati, entro 120 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, a darne comunicazione alla Arpa territorialmente competente, indicando tutti i dati relativi alla presenza di amianto”. Anche in questo caso siamo al rinvio a 120 giorni dall’adozione del Piano di protezione regionale.

Proroghe che non fanno certo bene al sistema siciliano, che resta tra i pochi a livello nazionale a non aver ancora avviato la mappatura. Senza questi rinvii, tuttavia, al danno si sarebbe aggiunta anche la beffa, perché con le scadenze originarie i cittadini e le imprese avrebbero rischiato sanzioni pecuniarie per la mancata autodenuncia, mentre i comuni avrebbero dovuto rinunciare ai trasferimenti regionali per la bonifica del territorio.

La Regione trova così l’ennesimo palliativo nei confronti di una emergenza che esiste dall’inizio degli anni Novanta, quando cioè l’amianto è stato dichiarato fuorilegge, mentre sono ancora pochissimi i Comuni ad aver avviato il piano e appena qualche migliaio i casi di cittadini e imprese che hanno denunciato la presenza del pericoloso minerale.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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