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Palermo - Acqua, gestione servizi ex Aps. Intesa tra Amap e sindacati
di Gaspare Ingargiola

Accordo dopo anni di tribolazioni: 199 dipendenti transitati nella nuova azienda a tempo indeterminato. Per gli operai riduzione dell’orario lavorativo e taglio del 10% degli stipendi

Tags: Palermo, Amap, Acqua, Aps, Leoluca Orlando



PALERMO - La vicenda Aps è finalmente chiusa. Dopo anni di tribolazioni, e quando ormai sembrava prossimo il licenziamento di 81 operai, tutti i 199 dipendenti dell’ex azienda dell’Ato idrico di Palermo sono transitati a tempo indeterminato in Amap, il nuovo soggetto gestore della neonata Città Metropolitana.

All’intesa tra la società di via Volturno e le organizzazioni sindacali si è arrivati grazie ai sacrifici accettati per due anni dai lavoratori: “L’accordo prevede - fanno sapere da piazza Pretoria -  una riduzione dell’orario di lavoro e dei livelli rispetto al precedente inquadramento in Aps, riduzioni che hanno consentito di mantenere il costo del lavoro all'interno di quanto previsto dal piano industriale dell’Amap (4,7 milioni di euro per il 2016, nda) e in tal modo consentendo l’intero assorbimento della forza lavoro”.

Gli operai subiranno una riduzione del 10% sullo stipendio, i tecnici del 35% e gli amministrativi del 40%. Stop all’indennità mensa e, almeno per il momento, all’estensione della contrattazione di secondo livello, un mese di ferie l’anno e incentivi ai pensionamenti, grazie ai quali risparmiare e far tornare le retribuzioni ai livelli precedenti.

I sacrifici si sono resi necessari perché non tutti i comuni del palermitano (esattamente 34 sui 52 iniziali) hanno deciso di entrare nel capitale di Amap. E questo nonostante le leggi nazionali siano ben chiare in proposito e impongano in teoria che per ogni ambito territoriale ci sia un unico soggetto gestore. In Sicilia la situazione legislativa è molto più confusa e variegata e diversi comuni sono riusciti a riottenere le reti dopo il fallimento di Aps.

Per fortuna dei lavoratori è diventato socio Amap un numero sufficiente di amministrazioni. “Si è chiusa un’intesa sindacale - ha commentato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - che, nella garanzia dell'occupazione e della sostenibilità economica, consente all’Amap, in piena sicurezza finanziaria, di poter esercitare il ruolo di ente gestore pubblico del servizio idrico integrato in 34 comuni della provincia di Palermo. Può nascere operativamente da subito, a seguito della sottoscrizione dei contratti da parte dei lavoratori (che dovrebbe iniziare già questa settimana, nda), il più grande gestore interamente pubblico di acqua del nostro paese, subito dopo l'acquedotto pugliese che serve un’intera regione. La gestione pubblica dell'acqua - ha aggiunto il primo cittadino - la sostenibilità finanziaria dell'azienda pubblica e la salvaguardia dei livelli occupazionali è stata possibile grazie all’impegno di 34 sindaci e 34 consigli comunali che, in piena aderenza alla normativa europea, nazionale e regionale, hanno rotto ogni continuità con una vergognosa gestione fallimentare. L’area palermitana è adesso un esempio di gestione pubblica dell’acqua senza appalti privati - ha concluso - in una Sicilia dove l’acqua con rifiuti e energia è fonte di speculazioni, disservizi per i cittadini e interessi malavitosi, anche mafiosi”.

Orlando, già sindaco del capoluogo e presidente dell’Anci Sicilia, ha assunto questa settimana un’altra carica con l’insediamento ufficiale a Palazzo Comitini quale sindaco della Città Metropolitana (pur se in coabitazione fino a settembre con il commissario Manlio Munafò, finchè non sarà eletto il consiglio metropolitano) proponendosi come uno degli uomini politici più influenti dell’isola. Da sindaco metropolitano controllerà i ruoli e le funzioni che un tempo appartenevano al presidente della Provincia (si pensi alla Gesap o al comitato dell’Autorità Portuale) e sarà libero di consolidare l’espansione dell’Amap al di fuori dei confini di Palermo, essendo stato nominato di recente anche presidente dell’assemblea idrica territoriale con la quasi unanimità dei voti.

“Con la firma di questo accordo - commentano Maurizio Terrani e Vittorio Sermini della Uiltec - la vertenza Aps si conclude dopo sei anni. Adesso Amap potrà puntare all’estensione del servizio in tutta la provincia. L’azienda dovrà puntare sull’organizzazione e sull’efficienza, a partire dalle mansioni del personale. È una scommessa da vincere, i problemi non mancano. Un grazie alle istituzioni che in questi anni hanno accompagnato questo difficile percorso”. “Soddisfatti” anche Francesco Grassadonia, Francesco Lupo, Francesco Cappellano e Raffaele Loddo della Cisal Federenergia, che si dicono sicuri che l’Amap “diventerà un’azienda leader nel settore idrico integrato della Sicilia. Speriamo che altri comuni aderiscano a questo progetto”.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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