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Quotidiano di Sicilia

In dirittura d'arrivo i tanto attesi 500 milioni di euro
di Raffaella Pessina

Alessandro Baccei conferma: questa settimana da Roma i fondi per far quadrare il bilancio. Risanamento dei conti della Regione, però, ancora lontano

Tags: Alessandro Baccei, Davide Faraone, Ars, Regioone Siciliana



L’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, conferma quanto annunciato in precedenza dal sottosegretario Davide Faraone e dichiara che questa settimana si chiude una prima fase importante di risanamento dei conti della Regione: infatti, arriveranno da Roma i fondi che servono a far quadrare il bilancio 2016.

“Quest’anno avremo dallo Stato un miliardo e ottocento milioni di euro (Faraone aveva parlato di un miliardo e 400), di cui 300 milioni sono di Iva che ritorna in Sicilia, attraverso la revisione delle norme dello Statuto. Un risultato atteso da 70 anni – sostiene Baccei – e che noi abbiamo fatto in sette mesi”.

Faraone però aveva avvertito che l’arrivo di questi trasferimenti era condizionato alla applicazione delle riforme in Sicilia in particolare di quella sulla Pubblica amministrazione la ‘Riforma Madia’. “Come Sicilia – ha detto Faraone – non dobbiamo stare sempre indietro e fare le cose solo perché c’è il governo Renzi che le impone, ma agire finalmente in autonomia. Siamo indietro di due riforme sulla pubblica amministrazione, la Brunetta e la Madia, sarebbe il caso di adeguarci alla Madia che è ottima riforma e di farlo in fretta. Ci aspettiamo che anche sulla riforma Madia la Sicilia faccia passi avanti, non possiamo vivere con il terrore che ogni volta che il governo Renzi fa una riforma venga poi bloccata in Sicilia in attesa di recepimento”.

“La Regione – ha concluso – deve fare da sola attività di riforma perché serve a se stessa, con consapevolezza, non come fatto finora, solo sotto la spinta del ricatto da parte dello Stato. Vorrei che noi riuscissimo a essere più avanti rispetto a quello che si mette in campo a livello nazionale”.

Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars è intervenuto sulla esclusione della Regione dal Piano Juncker , un piano di investimenti per rilanciare l’economia. “Ancora una volta - dice in una nota - la Sicilia viene colpevolmente dimenticata dai governi nazionale e regionale. L’ennesima occasione mancata si chiama Piano Juncker, dal quale la nostra Isola e il Mezzogiorno tutto sono rimasti esclusi, per volere e incapacità degli esecutivi, il primo impegnato a guardare sempre più verso Nord, favorendo ancora una volta l’area del Paese che meglio funziona, il secondo incapace da sempre di fare valere le proprie ragioni. La stessa vicepresidente della Regione, Lo Bello, seduta al tavolo delle trattative, non è riuscita a inserire uno straccio di progetto nell’interesse della Sicilia. Soltanto questo per dimostrare, se ve ne fosse ancora bisogno, il deprecabile disinteresse e la mancanza di autorevolezza e di forza contrattuale, che i nostri governi riservano alla nostra Regione”.

Intanto la Regione siciliana non si costituisce parte civile contro l'ex medico personale del presidente della Regione Crocetta e altre sei persone. Falso, peculato e truffa i reati contestati a Matteo Tutino che è stato primario del reparto di Chirurgia plastica di Villa Sofia.

Tutto pronto intanto per i ballottaggi che si terranno in Sicilia questo fine settimana, e per l’occasione l’Assemblea regionale siciliana questa settimana non si riunisce ma riprenderà i lavori il prossimo 22 giugno.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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