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"Fondo latte": agevolazioni per le imprese del settore lattiero-caseario
di Emiliano Zappalà

Entrato in vigore l’11 maggio scorso. I contributi possono arrivare fino a un importo massimo di 15.000 €. Tra le opportunità, l’attivazione della moratoria dei debiti bancari degli allevatori

Tags: Latte, Impersa, Agevolazioni



CATANIA - È entrato in vigore l’11 maggio scorso il “Fondo Latte” che riguarda le imprese che operano nel settore lattiero-caseario. L’iniziativa prevede diverse agevolazioni tra le quali: copertura totale o parziale degli interessi passivi dei finanziamenti erogati dalle banche per la ristrutturazione dei debiti correlati alla gestione delle aziende produttrici di latte bovino e della commissione sulla eventuale Garanzia Ismea acquisita dalla banca sul finanziamento; il finanziamento di investimenti, mediante l’istituzione di sezione specializzata destinata al finanziamento delle imprese del settore.

Potranno fare richiesta di finanziamenti tutti i produttori di latte bovino che risultino in regola con i pagamenti dei prelievi sulle eccedenze di produzione lattiera; tale circostanza verrà “certificata” attraverso una dichiarazione, rilasciata da Agea, attestante i suddetti requisiti.

I contributi previsti possono arrivare fino a un importo massimo pari a 15.000 euro previsto dal de minimis europeo, in relazione al costo degli interessi passivi sul finanziamento. Le domande saranno finanziate in base all’ordine di arrivo e potranno essere presentate attraverso il portale di Ismea.

Per il 2016 saranno a disposizione 6 milioni per la moratoria dei debiti e 5 milioni per la parte investimenti, mentre per il 2017 saranno rispettivamente di 17 e 15 milioni. Il contributo verrà riconosciuto fino ad esaurimento risorse, secondo una graduatoria stilata sulla base dell’ordine di arrivo, per questo motivo è importante la presentazione delle istanze nel più breve termine possibile.
Gli interventi previsti dal Fondo Latte sono principalmente orientati alla ripresa economica delle imprese del settore, attraverso operazioni finanziarie finalizzate agli investimenti, al consolidamento delle passività e dei debiti commerciali a breve termine rappresentati da fatture ricevute e non ancora quietanzate.

In aggiunta alle agevolazioni previste dal “Fondo latte”, l’Abi e il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali hanno sottoscritto il 16 marzo 2016 un protocollo d’intesa che definisce le linee guida sulla base delle quali le banche aderenti valutano la possibilità di cumulare le agevolazioni pubbliche per il comparto lattiero caseario contenute nello stesso “Fondo latte” e i benefici  previsti dall’accordo per il Credito 2015, sottoscritto dall’Abi con le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese il 31 marzo 2015.

Secondo quanto previsto dal Protocollo, le banche aderenti potranno: consolidare le rate in maturazione nei successivi 18 mesi in un nuovo finanziamento e quindi consolidare debiti commerciali a breve termine, rappresentati dalle fatture ricevute non ancora quietanzate; concedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate del mutuo per i successivi 12 mesi secondo quanto previsto dall’Accordo per il credito 2015; in alternativa la banca potrà anche valutare la possibilità di allungare il piano di ammortamento del finanziamento per un periodo massimo pari fino alla sua durata residua.

Per poter usufruire dell’Accordo credito 2015 è necessario presentare domanda alla banca finanziatrice; inoltre, le rate devono risultare “in bonis”, ovvero non possono accedere le imprese che eventualmente presentano sofferenze o posizioni scadute da più di 90 giorni.

Articolo pubblicato il 17 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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