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Quotidiano di Sicilia

Timidi segnali di ripresa per l'economia, crescono i consumi delle famiglie
di Raffaella Pessina

Bankitalia ha presentato l’ultimo rapporto su “L’economia della Sicilia” per il 2015. Sotto la lente: agricoltura, industria e servizi.

Tags: Economia, Crisi, Consumi, Sicilia, Occupazione, Bankitalia



PALERMO - L’economia siciliana ha mostrato alcuni segnali di miglioramento, l’occupazione è tornata ad aumentare, si è arrestato il calo del credito al settore privato non finanziario e infine la rischiosità del credito si è ridotta.

Questo, in sintesi, il quadro disegnato dalla Banca d’Italia in merito alla situazione economica della Sicilia relativa all’anno 2015 e al primo trimestre del 2016. Il resoconto è stato presentato ieri pomeriggio nella sede della Banca d’Italia del capoluogo. Sono stati presi in considerazione i tradizionali settori economici come agricoltura, industria e servizi.

Nella nota economica, come ha spiegato il direttore Antonio Cinque, ogni anno vengono effettuati degli approfondimenti su argomenti che vengono considerati di grande interesse. Il primo riguarda il comparto agroalimentare dove si evidenzia che gli effetti della recessione sul comparto sono stati in parte attenuati dal buon andamento delle vendite all’estero.

Nel 2015 è diminuito il valore delle esportazioni del 12,4%, con un modesto recupero nel secondo trimestre. Ma se si esaminano le vendite con l’estero al netto dei prodotti petroliferi, le vendite sono aumentate dell’11,4%, rispetto al 4,3% della media italiana. 
Il secondo è un approfondimento dei prezzi del mercato immobiliare: nel 2015 in Sicilia il prezzo delle case era inferiore di oltre il 40% rispetto al dato nazionale. Inoltre secondo le stime di Prometeia, nel 2015 il calo del valore aggiunto del settore delle costruzioni ha rallentato al 2,7% (dal 5,5 del 2014).
 
In base ai dati dell’Agenzia delle entrate nel 2015 si è rafforzata la ripresa delle compravendite residenziali con un aumento del 4,8%. Alla ripresa della domanda in parte legata al miglioramento delle condizioni creditizie si è accompagnato un rallentamento del calo dei prezzi(-0,8% nel 2015), prezzi che si mantengono peraltro inferiori alla media nazionale.
Nel settore dei servizi, si sono rafforzati i consumi delle famiglie siciliane cresciuti del 7,9 %, molto vicino alla media nazionale e spinti soprattutto dall’acquisto di auto nuove. 

È proseguito il trend positivo del comparto turistico, che si è riflesso anche nel numero delle aziende attive nei servizi di alloggio e ristorazione (3,4% nel 2015).

Anche per le imprese del commercio che hanno partecipato all’indagine della Banca d’Italia è aumentato il fatturato dopo cinque anni di cali e il saldo tra aziende in utile e in perdita è migliorato di quasi 10 punti percentuali rispetto al 2014 portandosi al 39%.
Nel 2015 è proseguita la crescita dei flussi turistici stranieri con un numero di pernottamenti aumentato dell’8,4% (media nazionale 2,2% e del mezzogiorno: 7,1%). Gli andamenti migliori hanno riguardato le province della Sicilia orientale, con particolare riferimento a Catania, Siracusa e Ragusa.

In Sicilia il numero degli occupati è cresciuto del 2,3% rispetto al 2014 (pari a 31.000 unità), soprattutto nei settori agricolo (12,6%), del commercio (6,5%), e delle costruzioni. In questo settore in particolare, dopo una perdita di 64.000 unità, dal 2008 al 2014, l’occupazione è tornata a cresce del 2,4%, corrispondente a circa 4 mila addetti.
Il tasso dei disoccupati di lunga durata è sceso di 1,3 punti, attestandosi al 14%.

Sul fronte del mercato del credito al settore privato, dopo un triennio di contrazione i finanziamenti sono lievemente cresciuti e vi è stato un aumento della domanda di credito soprattutto da parte delle famiglie. Si sono ridotti invece i prestiti al settore produttivo sebbene ad un ritmo meno intenso rispetto all’anno precedente (-0,9% rispetto all’1,9% nel 2014).

Articolo pubblicato il 21 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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