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Quotidiano di Sicilia

La Regione siciliana "sotto controllo"
di Raffaella Pessina

Accordo con Palazzo Chigi: regole precise da Roma sui tagli alla spesa cattiva. Entrate subordinate al conseguimento di obiettivi

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Alessandro Baccei



PALERMO - “Questo Governo ha salvato la Sicilia”. Queste le parole del Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, alla conferenza stampa sull’intesa Stato – Regione, firmata lunedì scorso a Roma,  che riconosce alla Regione siciliana un modello di entrate allineato a quello utilizzato per le altre regioni a Statuto speciale.

Nel documento si legge che la “Regione Siciliana si impegna a conseguire i risultati finanziari di cui alla nota dell'assessorato regionale dell’Economia n. 2105/B04 del 10 maggio 2016 consistenti in una riduzione delle spese non inferiore a 379 milioni di euro per l’anno 2016”. Di conseguenza, il Governo nazionale si impegnerà a erogare entro il 30 giugno 2016, mediante decreto, la somma di 900 milioni di euro, ma “nelle more dell’adeguamento delle norme di attuazione dello statuto speciale”.
 
Nell'accordo tra lo Stato e la Regione siciliana in materia di finanza pubblica, all’articolo 1 la Regione siciliana si impegna a garantire per il 2016 un saldo positivo di 227 milioni 879 mila euro, per il 2017 di 577 milioni 512mila e a decorrere dal 2018 il pareggio di bilancio. “In caso di inadempienza si applicano le sanzioni di cui al comma 723 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015 n. 208”.
 
Inoltre, la Sicilia si impegna per favorire gli investimenti nel periodo dal 2017 al 2020 “a realizzare riduzioni strutturali della spesa corrente in misura non inferiore al 3% per ciascun anno rispetto all’anno precedente”. Nell’intesa viene specificato in che maniera deve avvenire la riduzione della spesa attraverso anche la riduzione dei costi del pubblico impiego regionale, la riorganizzazione della struttura amministrativa della Regione, la riduzione di spesa per gli uffici pubblici e la semplificazione delle procedure amministrative regionale e comunale, solo per citarne alcune.
 
“A regime - è scritto in  una nota del Governatore -  l’intesa riconosce nuove e maggiori entrate, senza trasferimento di ulteriori funzioni da parte dello Stato, consentendo, tra le prime regioni in Italia, la possibilità di realizzare un equilibrio tra entrate e uscite basato sul principio del pareggio di bilancio. “A partire dall’anno prossimo  - ha detto l’assessore all’Economia Baccei - dallo Stato arriverà un miliardo e 400 milioni come maggiori entrate Irpef, a partire dal 2018 un miliardo e 685 milioni. E questi soldi arriveranno senza trasferimento di ulteriori funzioni”.

Nell’accordo viene specificato che in caso di “sforamento dell’obiettivo annuale di riduzione degli impegni di parte corrente, il ministero dell’Economia è autorizzato a trattenere il corrispettivo importo dello sforamento sulle somme spettanti alla Regione”.

La Regione siciliana si impegna nell’accordo a far sì che gli enti locali si sottopongano alle rilevazioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard poste in essere dalla SOSE Spa (Soluzioni per il sistema economico). Sempre nell’accordo si specifica che il gettito dell’Irpef di spettanza della Sicilia sia calcolato sul “maturato” e non sul “riscosso”, con entrate pari a 5,61 decimi per il 2016, a 6,74 decimi per il 2017 e a 7,10 decimi a decorrere dal 2018.

Questo accordo verrà rivisto alla fine del 2018 “al fine di consentire la piena attuazione delle prerogative statutarie in materia finanziaria, nel rispetto dei vincoli generali di finanza pubblica. “Con la nuova fase che si apre – ha detto Crocetta– si dovranno intensificare le politiche di coesione sociale, attraverso il pieno avvio della programmazione comunitaria, con il sostegno alle piccole e medie imprese, attraverso politiche di solidarietà per le fasce più deboli: giovani e disoccupati. Risanati i conti  bisogna ripartire dagli ultimi. Grazie al presidente del Consiglio e al governo nazionale, grazie ai miei assessori che in questi anni – conclude Crocetta – hanno lavorato al mio fianco per risanare i conti della Sicilia”. è stata inoltre approvata l’intesa sottoscritta tra il presidente della Regione e il presidente del Consiglio relativa ai 500 milioni, in modo tale da consentire lo sblocco delle somme già subordinate in bilancio alla medesima intesa.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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