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Palermo - Movida estiva ancora una volta al centro del dibattito pubblico
di Gaspare Ingargiola

La nuova ordinanza del Cga vieta l’attività musicale all’esterno dei locali dopo la mezzanotte. Fondamentale trovare un punto d’incontro tra esigenze delle imprese e residenti

Tags: Palermo, Movida



PALERMO – La movida torna al centro del dibattito pubblico a Palermo dopo l’ordinanza del Cga che ha sospeso i commi 3 e 5 dell’articolo 6 del regolamento. Il comma 3 impone che dopo la mezzanotte l’attività musicale avvenga solo all’interno del pubblico esercizio o del locale, senza emissioni esterne e quindi a porte e finestre chiuse. Il comma 5 vieta la proiezione acustica all’esterno di qualunque attività musicale svolta all’interno del locale con impianti di amplificazione o di diffusione. Non è stato invece toccato il comma 4 che vieta la musica all’esterno “con impianti elettroacustici di amplificazione e diffusione sonora, comunque intesi”.

Ad accendere la battaglia legale sono stati i locali dell’associazione Vivo Civile che, difesi dall’avvocato Giovanni Puntarello, lo scorso autunno avevano presentato ricorso al Tar contro il regolamento approvato a novembre dal Consiglio comunale del capoluogo. Il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva, ma in appello il Cga ha accolto parzialmente il ricorso dei locali. Si tratta di “Al Siciliano”, “Jackass”, “Qvivi”, “Cavu” e “L’OmbeIico del Mondo”. Scrivono i giudici Claudio Zucchelli (presidente), Nicola Gaviano (estensore), Vincenzo Neri (consigliere), Alessandro Corbino (consigliere), Giuseppe Barone (consigliere), che la tesi dei ricorrenti è sorretta dalla “mancata previsione di una soglia oggettiva (espressa in decibel) atta a fornire un significato univoco alle regole di divieto dettate dal regolamento per le ‘proiezioni acustiche all’esterno o emissioni esterne’ delle attività musicali svolte all'interno degli esercizi e locali interessati”. Insomma, il Comune dovrebbe essere più preciso sui decibel. Il che riporta alla mancata approvazione della zonizzazione acustica: a questo punto è difficile pensare che Sala delle Lapidi si pronuncerà prima della decisione definitiva delle toghe.

Quanto al resto del regolamento, invece, per i giudici di appello “le disposizioni dettate dall'amministrazione in tema di orario si presentano a un sommario esame sufficientemente equilibrate” e “le critiche mosse dai ricorrenti sul piano delle reazioni sanzionatorie non risultano sorrette dalla prospettazione di un concreto e attuale pericolo di danno”. Per questo, la domanda dei ricorrenti è accolta “parzialmente” fino al giudizio di merito.

Com’è facile immaginare, mentre gli uffici comunali sono al lavoro per capire quali spazi di manovra consente la sentenza (anche per evitare che le multe dei vigili siano invalidate), l’interpretazione da parte di Comune e Vivo Civile è diametralmente opposta. “La pronuncia del Cga – hanno commentato a caldo Marcello Robotti, presidente di Vivo Civile, e Antonio Ferrante, presidente onorario - sconfessa una linea unilaterale che coinvolge non più soltanto l'amministrazione ma, con l’approvazione in Consiglio, anche la maggioranza che la sostiene e che, nonostante i ripetuti appelli delle associazioni e di parte delle opposizioni, ha ostinatamente proseguito per la propria strada con il rischio di trovarsi davanti, qualora venisse confermata la nullità delle sanzioni, decine di cause di risarcimento danni. Dopo anni di auspici vani e puntualmente risolti nelle aule di tribunale – hanno aggiunto Robotti e Ferrante - crediamo sia arrivato il momento di chiedere con fermezza che l'amministrazione apra un vero dibattito con chi ha dimostrato responsabilità dentro e fuori le istituzioni perché non è più possibile vivere in una città in cui pagano sempre quei cittadini che chiedono regole chiare per poter riposare e lavorare e invece si trovano, paradossalmente, a essere i primi a essere vessati nonostante le ripetute richieste di dialogo e collaborazione”.

Al contrario, per l’assessore alle Attività Produttive Giovanna Marano “l’ordinanza del Cga lascia pressoché integra l'impostazione del regolamento comunale sull'intrattenimento serale nei locali. Il provvedimento dei giudici amministrativi salvaguarda infatti le disposizioni sugli orari e sull'assetto sanzionatorio previsti, che giudica sufficientemente equilibrati, e si limita ad accogliere il rincorso per due commi dell'articolo 6 relativi alle emissioni acustiche esterne che restano comunque vietate con amplificazione. In tal senso si continuerà a operare, nei controlli, tenendo conto delle sole limitazioni indicate”.

“Questa amministrazione non ne fa una giusta – ha commentato Filippo Occhipinti, capogruppo dei Comitati Civici -, l’ordinanza del Cga sulla movida è una nuova bocciatura. L'avere di fatto bloccato i commi 3 e 5 dell'articolo che riguarda il controllo e quindi le penali sanzionatorie rende il regolamento praticamente inutile. Ora è impellente e necessario discutere il Piano di zonizzazione, che ad una prima analisi sembra un po’ datato, e adeguare il regolamento. Bisogna assecondare le esigenze di chi fa impresa e tenere in considerazione il giusto riposo dei residenti”.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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