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Trapani - Troppi i settori che annaspano e con essi lÂ’economia trapanese
di Vincenza Grimaudo

Le istituzioni danno vita a un’apposita task force che possa trovare soluzioni rapide ed efficaci. Molte aziende hanno già avviato - o stanno per farlo - la cassa integrazione

Tags: Trapani, Pippo Poma, Imprese



TRAPANI – Duecentocinquanta aziende in crisi che hanno già avviato, o lo stanno per fare, la cassa integrazione; credito delle banche che si restringe; disoccupazione cresciuta in maniera spaventosa. Scatta con maggiore decisione l’emergenza lavoro in tutta la provincia di Trapani.

A far suonare il campanello d’allarme sono i sindacati che hanno raccolto i problemi del territorio: “Siamo di fronte - hanno sottolineato gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Cisal – a una vera e propria bomba ad orologeria che può essere disinnescata soltanto se ci impegneremo tutti assieme, con estremo impegno e unità di intenti, non solo per risolvere il risolvibile ma anche per prevenire ulteriori situazioni di crisi”.

Non è mancata la critica nei confronti della classe politica e istituzionale, accusata di non avere fatto molto per il territorio. Intanto però si è arrivati ad una svolta: è stata infatti costituita una task force provinciale per il lavoro e per un nuovo patto sociale. Questa la definizione scelta, a conclusione dell’incontro che si è svolto presso la sala attigua a quella del Consiglio Provinciale di Trapani, per sintetizzare più efficacemente oggetto e obiettivi del tavolo tecnico costituitosi per cercare di individuare un possibile percorso che porti, se non a risolvere completamente, almeno a mitigare gli effetti della pesantissima situazione di emergenza in cui si dibatte il mondo del lavoro trapanese. Oltre infatti alle aziende di piccola grandezza, ci sono anche le imprese edili e della pesca che non riescono più a tirare avanti.

“Mi sono messo in moto - afferma il presidente del Consiglio provinciale, Peppe Poma - in raccordo con gli stessi sindacati per stilare anzitutto un calendario per fissare le date di una serie di riunioni di tavoli tecnici specifici, dedicati cioè, di volta in volta, ad una singola situazione di crisi lavorativa, cominciando dal settore ritenuto in assoluto il più urgente: quello dell’edilizia”.
Proprio l’edilizia infatti resta uno dei problemi fondamentali per via di un crollo degli appalti pubblici e privati. Senza dimenticare la pesca, con molte marinerie in disarmo, e persino il settore lapideo che ancora aspetto un Piano cave che dovrebbe essere varato entro la fine dell’anno. Problemi su problemi che hanno finito per far crollare verticalmente l’indotto occupazionale.
 


Previsioni. Il prossimo anno sarà anch’esso molto difficile
 
TRAPANI – Il 2010 sarà anche peggiore di quest’anno, che sta per andare in archivio come uno dei più neri per l’economia della provincia. Questo quanto sostenuto dai sindacati: “Sono tutti i settori del lavoro e dell’economia, nessuno escluso - hanno sottolineato i rappresentanti sindacali - ad andare male, con 250 aziende che hanno già fatto o preannunciato il ricorso alla cassa integrazione, in presenza anche di un drastico ridimensionamento del credito concesso dalle banche, mentre per il 2010 le previsioni sono ancora più drammatiche”. Nel calderone finisce anche la formazione professionale: “In questo settore in apparenza tutto sembra risolto – rilevano Cgil, Cisl, Uil e Cisal -, i soldi stanziati dalla Regione basteranno soltanto per un anno ed è prevedibile la messa in mobilità di qualche centinaio di dipendenti”. Un plauso è andato comunque all’intero consiglio provinciale, alla Conferenza dei capigruppo e al Prefetto, “unici interlocutori istituzionali disponibili”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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