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Casa Viola contro la violenza sulle donne
di Redazione

A Marsala un centro di prima accoglienza per chi è in difficoltà all’interno di un immobile sottratto alla criminalità. La gestione è stata affidata a un raggruppamento d’imprese che operano nel settore sociale

Tags: Casa Viola, Marsala, Donne, Violenza



MARSALA (TP) - Alla presenza del prefetto Leopoldo Falco e del giudice Piero Grillo, il sindaco Alberto Di Girolamo ha consegnato le chiavi di Casa Viola a Maria De Vita, presidente della cooperativa Pega, capofila di un raggruppamento di imprese che operano nel sociale e che gestirà l’immobile destinato alle donne vittime di violenza. Si tratta di un appartamento arredato con sei posti letto, che costituisce il centro di prima accoglienza per donne che subiscono maltrattamenti. Segnalata la violenza da parte delle Forze dell’Ordine o dai Servizi sociali, le donne avranno adeguata accoglienza nella struttura, con adeguato supporto psicologico e professionale.

“Ci siamo adoperati – ha affermato il primo cittadino - per il suo utilizzo a fini sociali. Lo scopo cui è destinato rientra in quel programma di tutela delle categorie più indifese che per questa Amministrazione è una priorità. Stiamo facendo tanto anche per incidere sulla cultura della non violenza in genere, partendo dalle scuole e finanziando diversi progetti sociali”.

L’assessore alle Politiche sociali, Clara Ruggieri, ha evidenziato come finora siano 19 “gli immobili passati dalle mani mafiose a quelle dei cittadini”, mentre Anna Maria Angileri, titolare della delega alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità ha sottolineato il buon lavoro di squadra condotto dall’amministrazione, con un “dibattito vivace e costruttivo che ha messo in campo sinergie positive”.
Parole importanti sono arrivate anche da parte del prefetto Leopoldo Falco: “Il fatto che un bene continui a vivere nel solco della legalità – ha detto - è una vittoria di tutti. Ne sono stati tolti tanti alla criminalità organizzata, il problema è amministrarli, renderli produttivi. Resta tanto da fare, ma i risultati sono straordinari”.

Sull’evoluzione legislativa dell’uso sociale dei beni confiscati alla mafia si è in particolare soffermato Piero Grillo, magistrato responsabile delle Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani. “La legge Rognoni-La Torre – ha spiegato - è stata la svolta in questo delicato settore, facendo capire chiaramente che non si può essere ripagati da un atto criminale, anzi, chi possiede beni di provenienza illecita li deve restituire”. Restano però delle criticità, che lo stesso Grillo ha principalmente individuato nei tempi lunghi per la confisca e nelle difficoltà che presentano taluni beni confiscati.

Come detto, le chiavi della struttura sono state affidate a Maria De Vita, che ha parlato dell’importante collaborazione messa in atto per recuperare questo bene sequestrato alla criminalità. “Non mi sento sola – ha detto - così come sole non saranno le donne che ci chiederanno aiuto. Ringrazio il sindaco per la consegna delle chiavi di ‘Casa Viola’, una struttura che chiede alla comunità di appoggiarla nell’affermare la cultura della non violenza”.

Articolo pubblicato il 25 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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