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Ogm, l'Italia ne fa ampiamente a meno
di Adriano Agatino Zuccaro

In Sicilia su 53 campioni prelevati nessuno è risultato positivo.

Tags: Ogm



ROMA - L’attività di controllo ufficiale per la ricerca di Ogm (Organismi geneticamente modificati) nel settore degli alimenti in Italia, nel 2015, ha coinvolto 688 campioni prelevati ed analizzati, la percentuale di quelli positivi è stata del 2%.

“La valutazione generale dei risultati è positiva” si legge nella relazione pubblicata sul sito del ministero della Salute. Si tratta del primo anno di programmazione del quadriennio 2015-2018, un periodo in cui è “costante e specifica” l’attenzione di tutte le Regioni e Province Autonome e i soggetti coinvolti.

La bassa percentuale di campioni positivi “conferma sempre di più sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera, dall’approvvigionamento delle  materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto”.

Relativamente alla numerosità campionaria si osserva un lieve incremento, 688 campioni, rispetto alla programmazione minima nazionale di 628 campioni 9 regioni hanno effettuato il 100% dei campioni stabiliti, 9  si sono discostate dalla pianificazione minima nazionale con un incremento che va dal 7 % al 100% e solo tre Regioni hanno campionato meno del 95%.

Nel corso dell’attività di controllo sul territorio sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime principalmente a base di mais, di soia e di riso.

Relativamente alle matrici analizzate, 569 campioni nel circuito convenzionale e 119 nel circuito biologico. Sicilia e Veneto hanno effettuato un maggior numero di campioni nel circuito biologico rispetto alle altre Regioni, seguite da Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.

Si osserva che circa il 39% (269  campioni) ha interessato granelle, creme e farine di mais, di riso e miste; il 16% (108 campioni) latte vegetale e prodotti a base di latte vegetale; il 14% (98 campioni) prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria; il 7% (47 campioni) snacks, dessert e altri alimenti; circa 6% (43 campioni) pasta e noodles; il 4% (28  campioni) legumi e semi oleaginosi; fino ad arrivare a diverse matrici quali prodotti per lattanti e bambini, preparazioni gastronomiche e integratori alimentari, con percentuali al disotto del 3,5 %.

Per ciò che attiene alle percentuali per matrice di campioni positivi rispetto al totale dei campioni analizzati, nel circuito convenzionale si evidenzia un 2,6 % di campioni positivi 15, su un totale di 569 campioni. Relativamente al circuito biologico in un solo campione su 119 sono state rilevate positività.

Le positività accertate nel circuito convenzionale sono 19, di queste la quasi totalità risulta ascrivibile ad eventi di soia GM ed in particolare, il  maggior numero di positività, 11, è  dovuto alla soia GM MON 40-3-2 (Roundup Ready), 4 positività hanno riguardato la soia MON89788, altre 2 la soia A2704-12. Solo 2 positività sono legate alla presenza di mais MON 810. Infine la sola positività riguardante il circuito biologico è riconducibile alla soia GM  MON 40-3-2 (Roundup Ready).

I dati relativi alle positività riscontrate per Regione/P.A fanno emergere un quadro edificante per la nostra Isola: su 53 campioni prelevati, nessuno è risultato positivo (analoga situazione in altre 12 regioni/province autonome).
Criticità da sottolineare, invece, in Emilia Romagna con 4 campioni positivi su 58 prelevati (7%), in Puglia con 2 campioni positivi su 43 prelevati (5%) e in Molise con 2 campioni positivi su appena 10 prelevati (20%).

Tutte le positività, sempre inferiori alla soglia di tolleranza dello  0,9%, per la maggior parte dei campioni hanno mostrato percentuali di Ogm autorizzati molto basse, al di sotto del limite di quantificazione.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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