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Quotidiano di Sicilia

Accordo Stato-Regione, dibattito infuocato all'Ars
di Raffaella Pessina

Ira di Forza Italia ma il Presidente Crocetta grande assente in Aula. Falcone: “Palese violazione dello Statuto dell’Autonomia”

Tags: Ars, Statuto Siciliano, Marco Falcone, Gianluca Miccichè, Alessandro Baccei



PALERMO - Sono ripresi ieri pomeriggio i lavori parlamentari a Sala d’Ercole. Al primo punto all’ordine del giorno vi era la discussione sull’accordo Stato-Regione firmato dal Presidente della Regione, che non era presente in Aula, c’era invece l’assessore all’economia Alessandro Baccei. Forza Italia e Movimento Cinquestelle hanno richiesto la presenza dell’interessato per discutere la questione.
In mattinata, Forza Italia aveva tenuto una conferenza stampa proprio per sottolineare il proprio dissenso per questo accordo tra Roma e Crocetta. 
 
Presente il leader di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Micciché, che ha detto come l’accordo “butta via 5 miliardi, regalati a Roma, dopo che la Corte Costituzionale aveva deliberato che questi soldi spettavano alla Sicilia, accontentandosi di soli 500 milioni. Lo avesse fatto il dirigente di qualsiasi azienda, sarebbe stato licenziato in tronco e citato per danni”. E su Crocetta ha detto: “è incapace di intendere e di volere, non capisce i documenti che gli si presentano”. “Ogni giorno – ha accusato Micciché - ci tocca sentire Crocetta che grida alla mafia se ci sono incendi, se erutta l’Etna, ma la vera colpa della mafia è di averci dato il peggior presidente della Regione che abbiamo mai avuto”.

Forza Italia ha annunciato una mozione di censura nei confronti dell’assessore all’economia Baccei definito da Micciché “il nemico principale della Sicilia. Baccei è l’uomo di Renzi e fa l’assessore in Sicilia, è come se Renzi prendesse come ministro dell’Economia un uomo scelto dalla Merkel, la presenza di Baccei nel governo siciliano è un paradosso, se ne vada, non perché sia scarso, ma perché appunto è bravissimo nel fare il suo lavoro, sta fregando noi siciliani, non possiamo tenerci in casa il nemico principale”.

“Le parole di Gianfranco Micciché si commentano da sole: sono imbarazzanti e pericolose”, ha risposto Alice Anselmo, presidente del gruppo parlamentare del Partito democratico all’Ars, che ribadisce il sostegno del Pd al Presidente della regione e all’assessore Baccei. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Gaetano Armao, leader di Sicilia Nazione ed ex assessore regionale all’economia. Armao ha detto che l’accordo di Crocetta avrà “effetti finanziari pesantissimi e  cerca di ridurre il parlamento siciliano e la commissione paritetica a semplici passacarte”. “L’accordo di Crocetta-Baccei, infatti - prosegue - individua tutto quello che il Parlamento dovrà fare e cosi anche la commissione paritetica che è un organo di rilevanza costituzionale. Trasformati entrambi in passacarte con un accordino fatto da due signori nelle segrete stanze del ministero dell’economia. Tutto questo mentre una sentenza della corte costituzionale determina per la Sicilia una perdita di 800 milioni di euro di investimenti per l’incapacità di Crocetta di gestire la programmazione”.

Il capogruppo all’Ars di Forza Italia Marco Falcone ha detto che l’accordo “è una palese violazione dello Statuto” e che si farà  portavoce di iniziative forti nel territorio, per riaffermare la centralità dell’autonomia siciliana”. Sempre ieri la commissione Bilancio dell’Ars ha approvato la manovra di assestamento del bilancio per il 2016. Il disegno di legge riguarda comprende anche la programmazione per la spesa di 480 milioni di fondi europei per lo sviluppo e la coesione, inserisce in bilancio 3 milioni e 700 mila euro per il raggiungimento del tetto destinato al fondo sanitario e destina 160 milioni di euro alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Il ddl verrà incardinato oggi anche se tecnicamente verrà discusso la prossima settimana, giusto il tempo di presentare gli emendamenti. La commissione ha anche dato il via libera alla norma tecnica che modifica la voce in entrata dei 500 milioni che arriveranno da Roma: non più a titolo di contributo, ma di maggiori entrate tributarie.

"Pronto a ricandidatura? Perché non dovremmo dal momento che abbiamo ottenuto un successo incredibile? Finalmente adesso che la Sicilia riparte dovremmo ritornare indietro? Assolutamente no". Lo ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta rispondendo alla domanda di un giornalista che a Catania, a margine dell'inaugurazione della nuova area partenze dell'aeroporto, gli ha chiesto se sia pronto a ricandidarsi.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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