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Fondazione E&V Marilù Tregua e UniCT unite per recuperare l'arte in Sicilia
di Eloisa Bucolo

Il progetto della durata di un anno ha un costo complessivo di 23.335 euro, cofinanziato pariteticamente dai due enti. Al via ricerca per valorizzare il patrimonio monumentale d’età medievale della Sicilia orientale

Tags: Unict, Sicilia, Fondazione Marilù Tregua



CATANIA –  Si è concluso l’iter per la designazione del vincitore del bando per un assegno di ricerca scientifica di Storia dell’Arte Medievale, attivato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche (DISUM) dell’Università di Catania.

Il finanziamento della ricerca rientra nella Convenzione sottoscritta a dicembre 2015 dalla Fondazione Marilù Tregua e dall’Ateneo catanese. A siglare l’atto il Magnifico Rettore, Giacomo Pignataro, e il Presidente della Fondazione, Carlo Alberto Tregua, presenti il Vice Presidente, Raffaella Tregua ed il Direttore del DISUM, Giancarlo Magnano San Lio.

L’attività di ricerca, oggetto della Convenzione, riguarderà la “Progettazione finalizzata alla conoscenza ed alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso linee di intervento, pubbliche e private, europee, nazionali e locali”.

Il progetto, che ha come responsabile scientifico Claudia Guastella, associato di Storia dell’Arte Medievale nel DISUM, ha la durata di un anno, rinnovabile, ed ha un costo complessivo di 23.335 euro, cofinanziato, insieme e pariteticamente, dall’UniCT e dalla Fondazione M. Tregua.

A seguito della selezione, è risultato vincitore del progetto di ricerca il Tancredi Maria Bella, attualmente docente di Storia dell’architettura medievale e moderna presso il DISUM, che era già stato titolare di assegno di ricerca per la medesima disciplina dal 2011 al 2015. Bella da anni studia alcune fra le emergenze artistiche e monumentali nella Sicilia orientale in età medievale, specie connesse agli insediamenti di Terra Santa, tema al quale ha dedicato la prima monografia pubblicata nel 2012.

La ricerca, condotta da Bella avrà lo scopo di contribuire all’incremento della conoscenza, della comunicazione e della fruizione del patrimonio monumentale d’età medievale nella Sicilia orientale che si vuole mettere in correlazione con il più noto itinerario normanno della Sicilia occidentale, ormai di risonanza mondiale e incluso nel patrimonio Unesco.

Durante il colloquio orale della selezione Bella ha proposto alla commissione giudicatrice la possibilità di prendere in esame uno o più monumenti dell’originario comprensorio della diocesi di Catania, interessato in età normanna e sveva dall’insediamento di chiese, conventi e priorati anche appartenuti ad ordini di Palestina. Si tratta di beni storico-artistici in parte ricostruiti e inglobati in edifici posteriori al terremoto del 1693, oggi spesso poco fruibili da parte del pubblico perché per lungo tempo in stato di semi-abbandono o di chiusura.

In particolare saranno individuati interventi di salvaguardia e restauro, e allestimento di apparati didattici e servizi aggiuntivi - quali supporti informatici, multimediali e ricostruzioni 3D dei beni architettonici. Attraverso ricognizioni territoriali con campagne fotografiche e rilievi planimetrici, l’attività di ricerca permetterà altresì di individuare le prioritarie linee di intervento e di invogliare azioni strategiche di joint venture e di co-marketing fra realtà imprenditoriali, istituzioni locali, provinciali e regionali.
 

 
I monumenti
 
Il progetto mirerà a valorizzare beni costieri e dell’entroterra siciliano ed in particolar modo, verterà sullo studio delle seguenti chiese:
- Cattedrale di Catania, fondata alla fine del secolo XI per volere del Gran Conte Ruggero d’Altavilla;
- Sant’Andrea a Piazza Armerina, fondata verso i primi decenni del XII secolo, affidata ai Canonici di Sant’Agostino e arricchita di ampia dotazione, fu donata nel 1148 da Simone Aleramico al Santo Sepolcro di Gerusalemme;
- Chiesa del Carmine a Piazza Armerina, costruita nel XVII secolo su preesistenze medievali probabilmente connesse all’insediamento dell’Ordine Teutonico o dell’Ordine Templare;
- Santa Maria di Valle di Josafat a Paternò, fondata alla fine del secolo XI e collegata alla chiesa di Santa Maria di Valle di Josafat a Gerusalemme, fra i più significativi insediamenti dell’ordine benedettino in  Palestina;
- Santa Maria Latina ad Agira, fondata nel XII secolo e legata alla chiesa di Santa Maria Latina di Gerusalemme e riedificata nel XVIII secolo.
 

 
Tancredi Bella, docente di Storia dell’architettura medievale. Ecco chi guiderà l’attività scientifica
 
Tancredi Bella, laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Catania nel luglio 2005 con una tesi in Storia dell’arte medievale, ha conseguito il dottorato di ricerca PhD presso la Facoltà di Architettura del medesimo Ateneo nel 2009.
Attualmente è docente di Storia dell’architettura medievale e moderna presso il DISUM, dov’è già stato titolare di assegno di ricerca per la medesima disciplina dal 2011 al 2015.
Nel 2007-2008 ha approfondito gli studi a Parigi  presso l’École Pratique des Hautes Études ed École nationale des chartes. è membro associato alle attività di ricerca del Centre d’Études Supérieures de Civilisation Médiévale dell’Università di Poitiers in Francia, dove è stato borsista post-dottorato.
Ha pubblicato saggi ed articoli in riviste italiane e straniere e in atti di convegni, nonché due monografie: S. Andrea a Piazza Armerina, priorato dell’Ordine del Santo Sepolcro.
Vicende costruttive, cicli pittorici e spazio liturgico (2012) e La basilica di Sant'Ambrogio a Milano: l'opera inedita di Fernand De Dartein, edito nel 2013.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: Giancarlo Magnano San Lio, Giacomo Pignataro, Carlo Alberto Tregua, Raffaella Tregua
Da sinistra: Giancarlo Magnano San Lio, Giacomo Pignataro, Carlo Alberto Tregua, Raffaella Tregua