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Variazioni al bilancio, ritorna la tabella H
di Raffaella Pessina

Puntuali arrivano i finanziamenti a pioggia destinati ad enti ed associazioni. Rosario Crocetta: “Non temo nulla. Riforme sotto gli occhi di tutti”

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Bilancio, Tabella H



PALERMO - Arrivano i soldi da Roma alla Sicilia (i famosi 500 milioni di euro) e riemerge la tabella H, quella dei finanziamenti a pioggia per enti ed associazioni che più volte si era cercata di cancellare. Il ddl n. 1213 consta di sei articoli e porta con sé un allegato A nel quale si reperiscono i finanziamenti suddetti. Il documento “Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie” ha già ottenuto il via libera in commissione Bilancio ed è stato incardinato ieri pomeriggio in Aula. Si tratta in pratica di un ddl di sei articoli la cui discussione generale comincerà martedì della prossima settimana. Secondo il ddl, i cinquecento milioni verranno così ripartiti: 154 milioni 545 mila euro sono per la  compartecipazione al gettito regionale Irpef di spettanza dei comuni, 85 milioni e 544 mila euro vanno al fondo straordinario per le autonomie locali, come annunciato già dal governo. Per il resto vi è una maggiorazione della spesa per molte voci che vi sono già in bilancio.

Nella tabella A vengono elencate le variazioni alle entrate, nella tabella B le variazioni alla spesa relative agli anni 2016, 2017 e 2018. Nell’allegato vengono promosse nuove voci di spesa per enti e associazioni come 126 mila euro in favore del Cinsedo (con sede a Roma) oppure oltre 6 milioni di euro destinati, con una voce generica, a soggetti beneficiari di sostegno economico.

“Questo accordo fallimentare e scellerato non è una medicina che cura la malattia, è il termometro della malattia”. Lo ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, commentando l’accordo siglato recentemente tra la Regione Sicilia e l’esecutivo nazionale in materia di finanza pubblica. “Questo accordo - ha proseguito - conferma che la Regione è malata e che il Governo nazionale tratta sostanzialmente quello regionale considerandolo privo di ogni credibilità”.
 
Secondo il capogruppo di Ncd all’Ars Nino D’Asero questo accordo è da rinegoziare: “Il riconoscimento di alcune delle nostre spettanze è purtroppo stato legato alle emergenze di bilancio, quindi ha portato a non pochi vincoli nonché al mancato riconoscimento di altre risorse a noi, comunque, spettanti”. E prosegue: “Il fatto stesso che queste risorse siano vincolate alle leggi nazionali di stabilità ha di fatto impedito la loro giusta forma strutturale. Diventa, a questo punto necessario – prosegue il presidente della commissione Statuto – dar seguito a quanto fin qui definito ma, nello stesso tempo, non possiamo accontentarci e, quindi, mobilitare tutte le forze politiche e le realtà istituzionali al fine di ottenere, finalmente, quanto alla Sicilia spetta di diritto, sancito dallo Statuto”. “Una scelta vincolante per i prossimi anni, quale è l’accordo Regione-Stato, deve essere ricca di prospettive per la nostra Isola – conclude D’Asero – Dobbiamo necessariamente intervenire con un trasversale e serio convincimento politico e amministrativo”.

Chi si mostra tranquillo è il presidente: “Non temo il giudizio di parifica della Corte dei Conti - ha detto -  nel 2012 avevamo un disavanzo di due miliardi e la parifica è stata positiva, adesso possiamo vantare un avanzo di 637 milioni”. E conclude “La magistratura farà le sue valutazioni, ma non temo nulla - ha aggiunto Crocetta - la battaglia che abbiamo fatto con la lotta agli sprechi e le riforme è sotto gli occhi di tutti”.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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