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Compensazione tra debiti e crediti, riscontri positivi tra gli imprenditori
di Michele Giuliano

Parte subito bene “Ripartimpresa”, la misura attivata da Riscossione Sicilia. L’anno scorso compensati solo 114 mila euro. In pochissimi giorni già 70 milioni di euro di richieste dalle imprese per le compensazioni

Tags: Ripartimpresa, M5s, Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo



PALERMO - Richieste di compensazione tra crediti e debiti per circa 70 milioni di euro in una sola settimana. Ha messo subito il turbo, come prevedibile, “Ripartimpresa”, l’operazione che consente alle imprese e ai liberi professionisti siciliani di compensare le cartelle esattoriali con i propri crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

L’iniziativa, messa in piedi da Riscossione Sicilia, non sta tradendo le promesse della vigilia. “I numeri – dice l’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo – sono più che lusinghieri. Specie se si raffrontano i 70 milioni di euro richiesti in compensazione in pochissimi giorni, con i miseri 114 mila euro compensati l’anno scorso”.

E non sono soli i volumi a fare bene sperare: infatti già ci sono state centinaia di telefonate in tutte le nove sedi provinciali di Riscossione Sicilia, con imprenditori a caccia di informazioni per capire come appianare le proprie pendenze con la pubblica amministrazione. A far fronte alle richieste che arrivano a Riscossione Sicilia sono una quarantina di dipendenti, suddivisi nelle nove sedi provinciali. Per facilitare il contatto con i cittadini l’ente riscossore ha chiesto l’attivazione di un numero verde dedicato, mentre presto organizzerà corsi per informare dettagliatamente commercialisti ed avvocati sulle procedure da seguire per chiedere la compensazione.

L’operazione di compensazione può essere avviata, oltre che tramite i nove sportelli provinciali di Riscossione, mediante il sito dell’ente. “Ripartimpresa” (che poggia sul robusto pilastro normativo dell’articolo 28 quater del Dpr 602/73 e successive modifiche ed integrazioni) nasce da una proposta del Movimento 5 Stelle lanciata in commissione Bilancio all’Ars, raccolta da Riscossione Sicilia: “è doveroso riconoscere – dice Fiumefreddo – che il M5S è stata l’unica forza politica a caldeggiare l’operazione di compensazione nel silenzio generale di maggioranza ed opposizione. Riscossione non poteva non prenderla in considerazione, visti gli enormi vantaggi che comporterà per le aziende e per l’economia isolana e anche in considerazione del fatto che con questa operazione si adempie ad un obbligo di legge”.

“La richiesta della compensazione debiti/crediti delle imprese – afferma il deputato M5S Giancarlo Cancelleri - era stata avanzata da noi anche in occasione delle ultime finanziarie, ma l’emendamento relativo è stato sempre bocciato. Era assurdo che non si attivasse in Sicilia. Questa può essere la risposta alla denuncia dell’Ance. Anche così riparte l’economia”.

Proprio in questi giorni un rapporto presentato dall’associazione costruttori edili denunciava l’enorme problema determinato dalla lentezza della pubblica amministrazione nel pagare le imprese in Sicilia, con ritardi di quasi sette mesi, a fronte di termini fissati per legge di 60 giorni. Cosa che avrebbe contribuito a determinare una contrazione degli investimenti in Sicilia. I requisiti per potere mandare in porto l’operazione di compensazione sono pochi ma ferrei: i crediti nei confronti di Stato, Regioni, Comuni e aziende sanitarie ed ospedaliere dovranno essere non prescritti, certi, liquidi, esigibili e, soprattutto, certificati.

12 miliardi di euro di debiti della Pa in Sicilia
Le pendenze nei confronti della Pa che possono essere azzerate dai crediti vantati sono molteplici: Iva, contributi previdenziali, Ici, Tari, Tasi, e perfino le multe automobilistiche. “La compensazione - ha detto il capogruppo M5S Angela Foti - dovrebbe essere una realtà in tutta Italia, grazie ad un emendamento del nostro deputato alla Camera, Mattia Fantinati, approvato nel contesto della legge di stabilità. Invece qui in Sicilia, fino a ieri, è rimasta praticamente lettera morta”.
D’altronde il successo dell’iniziativa era quasi annunciato se si considera che in base ai dati forniti da Banca d’Italia, ministero dell’Economia e Finanze e Unimpresa ci sarebbe un debito di circa 12 miliardi della pubblica amministrazione nei confronti di 46 mila aziende siciliane. Da questo dato, tra l’altro, sono fuori i professionisti (che potranno pure beneficiare della compensazione) che sono valutabili nell’ordine di 50 mila unità.
“Dodici miliardi – afferma Cancelleri - è una cifra spaventosa. Se solo si riuscisse a compensarne una parte, l’intera economia isolana ne trarrebbe un enorme beneficio”.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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