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Rosario Crocetta si difende: "Rispettare le istituzioni"
di Raffaella Pessina

Cresce intanto l’attesa per il giudizio di parificazione della Corte dei Conti. Ars, i lavori in Aula riprenderanno martedì prossimo

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Corte Dei Conti



PALERMO - Nuovo round per il disegno di legge che modifica il sistema elettorale per i consigli comunali e i sindaci. Il documento è stato rinviato in commissione Affari istituzionali su proposta del deputato Mimmo Turano, capogruppo Udc, che è stata messa ai voti in Aula mercoledì pomeriggio e approvata per alzata e seduta dai pochissimi deputati presenti in Aula. Si tratta del secondo rinvio in commissione per il disegno di legge già all’esame dell’Aula da più di un mese e che sta incontrando diverse battute d’arresto, in particolare dopo l’ultimo emendamento contro il voto di genere, presentato da Gaetano Cani, che ha suscitato molte polemiche anche a livello nazionale. I lavori parlamentari intanto riprenderanno il prossimo 5 luglio.

Nell’ultima seduta è scoppiata una feroce discussione sulle variazioni di bilancio e sull’accordo Stato-Regione. Era presente anche il presidente. Le tensioni hanno costretto il presidente di turno Antonio Venturino a sospendere la seduta. Le opposizioni hanno chiesto lo stop al seguito dell’esame del provvedimento perché a copertura della manovra mancano 50 milioni che dovrebbero essere incassati a saldo del rapporto tra tributi Irap che spettano alla Sicilia e quanto invece la Regione deve a titolo di compartecipazione al fondo sanitario nazionale. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia, ha protestato chiedendo il rinvio del disegno di legge alle commissioni di merito.

Al ritorno in commissione si era opposto il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo,che si è scontrato verbalmente con Vincenzo Figuccia (Fi).

Il ritorno comunque è stato votato e respinto (26 voti favorevoli, 26 voti contrari e un astenuto). Su tutti è intervenuto il presidente Crocetta che ha parlato in difesa del suo operato e contro l’opposizione (che si è allontanata per protesta). “Se in questi anni avessero governato il vecchio centrodestra e il Movimento 5 stelle questa regione sarebbe in una situazione di totale fallimento, senza i soldi nelle casse e senza una prospettiva di rilancio. Chiedano scusa e perdono al popolo siciliano per avere distrutto questa Sicilia.
 
Nelle prossime settimane faremo un’operazione di verità sul disastro che ci hanno lasciato e su come siamo usciti dal tunnel di morte in cui eravamo”. Crocetta, che ha ribadito la sua intenzione di ricandidarsi alle prossime regionali, ha parlato di atteggiamenti scorretti e si è riferito non solo all’opposizione, ma anche al Movimento cinquestelle. Sulle dichiarazioni fatte dal commissario regionale di Fi Gianfranco Miccichè nei suoi confronti ha risposto che “Semmai sarà interrotta anticipatamente questa legislatura sarà solo perché i ciechi, i potenti e i privilegiati della Sicilia vogliono interrompere il processo di cambiamento che interrompe privilegi e sprechi”. Ed ha avvertito Micciché: “Si rispetti l’istituzione del presidente della Regione. La prossima volta penseremo a provvedimenti giudiziari...”.

Dal canto suo l’assessore all’Economia Alessandro Baccei ha ribadito all’opposizione che denunciava un ammanco di 50 milioni nella manovra, che: “Non ci sono tagli e non ce ne saranno, abbiamo solo scongelato, con questa manovra i 500 milioni, perché abbiamo urgenza di fare i pagamenti. I 50 milioni al momento mancano – ha detto Baccei - ma solo perché saranno ricalcolati nel saldo tra le entrate tributarie Irpef che spettano alla Sicilia e la quota di compartecipazione al fondo sanitario nazionale. Arriveranno però in via amministrativa - ha aggiunto Baccei che ha poi precisato - ci sarà comunque una manovra di assestamento a meta luglio, dopo che la Corte dei Conti avrà parificato il bilancio”.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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