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Messina - Periferie degradate, 40 mln di euro per invertire la rotta
di Lina Bruno

I progetti dovranno essere presentati entro il 30/8, ma intanto occorre scegliere gli interventi prioritari. Risorse rese disponibili con bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri

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MESSINA - Saranno dei progetti integrati che dovranno fare convivere riqualificazione e promozione sociale.
I 40 milioni di euro di cui la città dello stretto potrà disporre, dei 500 messi a disposizione dal bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le periferie degradate e la marginalità, sono una grande opportunità che il Comune non vuole sprecare.
Di quelle risorse 18 milioni sono destinati ai progetti presentati dalla città capoluogo, ma anche gli altri comuni dell’area metropolitana potranno concorrere con propri elaborati anche se non in modo autonomo. Entro il 30 agosto si dovranno presentare i progetti ma intanto si deve decidere a quali interventi dare la priorità e ovviamente non c’è che l’imbarazzo della scelta. “Saranno scelte condivise con le circoscrizioni- dice Sebastiano Pino, assessore alle Politiche della casa, sport, manutenzione immobili,- con gli ordini professionali, le associazioni di categoria ”.

Il percorso va accelerato, ma è opportuno definire prima una strategia alla luce delle finalità che emergono dalla lettura del bando nel suo complesso ma anche dei criteri di valutazione dei progetti.

Gli incontri sono stati già avviati e i rappresentanti della Giunta puntano su quegli interventi che integrano diverse esigenze di una stessa area come ad esempio fa il progetto presentato dalla sesta circoscrizione riguardante il villaggio collinare di Salice.
Qui c’è solo una strada di collegamento che potrebbe essere resa più agevole nella fruizione e allo stesso tempo si potrebbe prevedere il recupero di un bene vincolato dalla Sovrintendenza, un vecchio sistema per l’approvvigionamento idrico, e recuperare un immobile per farne un centro di aggregazione sociale. “E’ un progetto già pronto che l’Amministrazione, -dice Pino- prenderà in considerazione perché ritengo sia un modello di riferimento”.

Più interventi integrati che innescano, ove possibile, una ripresa economica, potrebbero essere utili anche per riqualificare quartieri come Camaro, Giostra o Villaggio Aldisio dove il tasso di disoccupazione e di devianza sociale è piuttosto alto.
A Villa Lina a Giostra si pensa di intervenire su un plesso scolastico che ospita circa 250 bambini. Qui le attività svolte sono molteplici e funzionano per gli alunni ma anche per l’impatto sul territorio e andrebbero  quindi rafforzate con la ristrutturazione  delle parti non utilizzate, come la palestra e il teatro che si potrebbero aprire alla fruizione dei residenti della zona. Nella valutazione dei progetti si terrà conto tra l’altro della tempestiva esecutività degli interventi (fino a 25 punti) e della capacità di attivare sinergie tra finanziamenti pubblici e privati, laddove il contributo finanziario di questi ultimi sia pari almeno al 25% dell’importo complessivo necessario alla realizzazione del progetto proposto (fino a 25 punti) oltre alla qualità e innovatività  sotto il profilo organizzativo, gestionale, ecologico ambientale e architettonico (fino a 20 punti). Sarà ben accolto quindi il coinvolgimento dei privati in una partnership coerente con gli orientamenti che il bando indica.

Troppo settoriale è ritenuta da Pino la visione espressa dal consigliere della terza circoscrizione Santi Interdonato. “Bisogna individuare obiettivi progettuali che vanno verso lo sviluppo di attività economiche, -dice l’esponente Pd,- altrimenti non si riuscirà a creare sinergia con i privati. I progetti dovrebbero, dunque, riguardare beni che si prestano a gestioni da parte del privato, regolate da apposite convenzioni pluriennali. Si potrebbe cogliere l’occasione per la ristrutturazione e adeguamento di impianti sportivi comunali che versano in pessimo stato, -dice Interdonato- per i quali sono da tempo necessari interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione, ma anche interventi sulle palestre e gli spazi esterni di pertinenza delle scuole, non adeguati per il miglior svolgimento delle ore di educazione fisica.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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