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Non soffia il vento anticorruzione
di Oriana Sipala

Nei Comuni siciliani ancora poche segnalazioni. Occorrono anche “anticorpi” perché la repressione non può bastare. Necessarie garanzie a tutela dei dipendenti coraggiosi che rompono l’omertà

Tags: Corruzione, Sicilia, Enti Locali, Legge Severino, Whistleblowing



PALERMO - In Sicilia lo strumento del whistleblowing (le “soffiate” previste dalla Legge Severino per combattere la corruzione con segnalazioni interne) non ha ancora dato i risultati sperati. La mancata adozione di sistemi informatizzati totalmente sicuri sembra essere alla base dell’inefficacia delle procedure finora adottate, a cui si aggiunge un fattore culturale forte, che determina atteggiamenti ancora troppo diffusi di grave indifferenza di fronte a fenomeni di illegalità.
La differenza è ampiamente percepibile rispetto alle città oltre lo Stretto, dove il whistleblowing funziona molto meglio. I Comuni siciliani dovrebbero prendere esempio da questi modelli virtuosi, per garantire ai cittadini la massima efficienza della Pubblica amministrazione e, di conseguenze, servizi efficienti e a costi minori per la collettività.
 
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Articolo pubblicato il 05 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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