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Palermo - Sgominata rete di criminali dedita al traffico di migranti
di Redazione

Le indagini della Procura hanno portato al fermo di 38 persone

Tags: Palermo, Migranti



PALERMO – Un’indagine della Procura di Palermo ha portato al fermo di 38 persone, ritenute appartenenti a un network criminale transnazionale dedito al traffico di migranti. Individuata a Roma la centrale delle transazioni finanziarie, in un esercizio commerciale dove sono stati sequestrati 526.000 euro e 25.000 dollari in contanti, oltre a un libro mastro riportante nominativi di cittadini stranieri e utenze di riferimento.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tutti aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso.

Nel corso delle indagini, svolte dalle squadre mobili di Palermo e Agrigento e dal Servizio centrale operativo, è stata ricostruita la struttura organizzativa di un pericoloso network criminale e sono stati individuati ingenti flussi di denaro, provento del traffico di migranti.
Le indagini hanno permesso di evidenziare diverse modalità utilizzate dal sodalizio per far arrivare i migranti sul territorio nazionale, non solo via mare ma anche tramite falsi ricongiungimenti familiari. È emerso, inoltre, che i principali indagati gestivano anche una fiorente attività di traffico internazionale di stupefacente del tipo catha, droga importata dall'Etiopia, inserita per la legislazione italiana tra le droghe pesanti.

Nell’ambito delle indagini, che sono una prosecuzione dell’inchiesta denominata Glauco che va avanti da tre anni, sono confluite le dichiarazioni del primo pentito di un network criminale del genere: Nuredin Atta Wehabrebi. Atta collabora con la Dda di Palermo da un anno e mezzo e ha parlato dei vertici dell’organizzazione criminale, ma soprattutto di come la rete gestiva la permanenza dei profughi, dall’arrivo in Sicilia al loro trasferimento nel nord Italia e nel nord Europa.

Articolo pubblicato il 05 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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