Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Palermo - Approvato dal Consiglio comunale il bilancio consuntivo del 2015
di Gaspare Ingargiola

Registrata una riduzione della pressione tributaria, riequilibrata da corrispondenti tagli alla spesa. Nonostante il via libera dell’Aula, non sono mancate le critiche delle opposizoni

Tags: Palermo, Bilancio, Leoluca Orlando



PALERMO - Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il bilancio consuntivo 2015. Il via libera dell’aula permetterà di “trasmettere a Roma le relative certificazioni necessarie a sbloccare i trasferimenti ministeriali”.

“Nel dettaglio - si legge in una nota dell’Amministrazione -, il documento approvato registra una riduzione significativa della pressione tributaria (passata da 718,6 euro a 686,6 euro pro capite), pur in presenza di un quadro di finanza pubblica regionale e nazionale caratterizzato da fortissime restrizioni per gli enti locali che si ripetono nel tempo; mentre i trasferimenti erariali continuano la loro inesorabile diminuzione (erano 446 mln nel 2012, contro i 170 mln nel 2015), per il primo anno le entrate tributarie registrano una netta contrazione (-5% rispetto al 2014) dovuta principalmente alla riduzione della Tari, misura confermata e rafforzata per il 2016. I saldi di competenza e di cassa si mantengono positivi, e ciò a dimostrazione che la riduzione della pressione tributaria è stata riequilibrata da corrispondenti tagli alla spesa. In particolare la spesa del personale (-3 mln, pari a -1,2%) e le spese di funzionamento (-0,8 mln, pari a -2,2%). Costante è la spesa d’investimento che si attesta a 62,6 mln. Guardando alle funzioni, la spesa complessiva per attività sociali, pubblica istruzione e cultura si attesta a 92 mln (con un +0,7 mln). Rimane costante il debito, il cui indice, 1,37%, è tra i più bassi d’Italia ed è da evidenziare come, anche per il 2015, l’amministrazione comunale non abbia mai fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria”.

L’assessore al Bilancio Luciano Abbonato ha espresso la propria “soddisfazione per la conferma del buon andamento della finanza comunale e la svolta impressa nella gestione delle aziende partecipate che hanno ormai interiorizzato la logica del bilancio consolidato e gli obiettivi di efficienza e produttività. Sembra passato un secolo, ma sono appena quattro anni, da quando il comparto delle partecipate produceva 50 mln di euro di perdite all’anno con un livello di servizi quantitativamente e qualitativamente oggettivamente inferiore a quello odierno”.

“Dopo il disastro finanziario e gestionale, il riequilibrio e adesso un ente sano con aziende partecipate che distribuiscono dividendi all’azionista Comune di Palermo - ha detto il sindaco Leoluca Orlando -. Non c’è azienda comunale che oggi non abbia ampliato significativamente la gamma dei propri servizi e che non abbia ritrovato la dovuta attenzione sulla qualità del servizio. Essere riusciti a raggiungere questo obiettivo riducendo al contempo le tasse comunali è la dimostrazione che il problema non stava nella quantità di risorse disponibili, quanto nell’enorme livello di sprechi e inefficienze che caratterizzava la loro gestione”. Non sono dello stesso avviso, e non potrebbe essere diversamente, le opposizioni. Il capogruppo del Pd (che ha votato “no”), Rosario Filoramo, ha rimarcato i rilievi sollevati di recente dal Collegio dei revisori: “Si segnalano –  ha dichiarato Filoramo -  ancora elementi di criticità che già erano presenti all’inizio di questa sindacatura e ancora non avviati a soluzione. Debiti fuori bilancio, e fuori controllo, per 35 milioni, residui attivi e passivi precedenti al 2010, disallineamenti verso le società partecipate e mancanza di consolidamento tra bilancio comunale e delle aziende partecipate, ma cosa più grave, nessun dato sulla qualità dei servizi resi - ha ricordato -. Magari i conti possono essere un po’ più in ordine rispetto al passato ma nessun dato è prodotto sulla qualità dei servizi resi in rapporto alle ingenti risorse impiegate. Ancora una volta nessun riscontro viene offerto ai palermitani, che pagano le tasse più alte d’Italia, sul modo in cui vengono spesi i loro soldi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la collega di partito Antonella Monastra, che nel suo intervento si è soffermata in particolare “sulla bassa capacità di spesa dell'area della Cittadinanza Sociale. Difatti rispetto alle somme disponibili nel bilancio di previsione per questo programma se ne spendono effettivamente solo la metà della metà. Di certo così si risparmia, ma a scapito dei servizi essenziali rivolti soprattutto alla cittadinanza più fragile”.

Per il capogruppo dei Comitati Civici Filippo Occhipinti questo bilancio “è una fotografia di un insuccesso e di come non si amministra una città. Tasse alte, servizi pessimi, meno autobus, più rifiuti e costi in aumento di 8 milioni delle partecipate; non viene valorizzato il patrimonio comunale e non si incamerano i proventi dei condoni, con mancati introiti per 40 milioni, mentre si sbandiera una riduzione del costo del personale che va imputata soltanto ai pensionamenti. Inoltre fra le entrate la Tari, a sorpresa, aumenta da 131 a 132 milioni. Bollette e affitti sono troppo alti, mentre gli sprechi restano tutti intatti. Questa Amministrazione ha fallito e lavorato male - ha concluso Occhipinti -, i palermitani se ne sono accorti e agiranno di conseguenza alle prossime elezioni. I Comitati Civici sono pronti a condividere un progetto per Palermo con le forze sane e competenti della città”.

Articolo pubblicato il 06 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus