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Catania - Case popolari, affitti mai riscossi e una proposta finanziaria pronta
di Antonio Borz├Č

Un incontro tra Riva e la Toscana Finanza. L’ipotesi di una cessione di crediti o affidamento di servizi. Il Comune vanta crediti per 9 mln €. Potrebbe ottenerne 6 in tempi rapidi

Tags: Catania, Case Popolari, Iacp, Andrea Testuzza, Gaetano Riva



CATANIA - C’è un problema che il Comune è costretto ad affrontare da tempo. Dal 1985 la maggior parte degli inquilini delle case popolari non pagano gli affitti delle abitazioni ad essi destinate. Per non parlare ovviamente di coloro i quali le hanno occupate abusivamente. Le cifre, maturate in un arco complessivo di più di 20 anni, sono diventate ingenti: 9 milioni di euro circa di crediti non riscossi e 2000 posizioni da rivedere. Ci eravamo già occupati della questione l’anno scorso perché una società, la “Toscana finanza spa”, aveva offerto la propria disponibilità al Comune ad acquistare il credito dando alle casse catanesi 400.000 euro immediati e una cifra del 70% sul riscosso. Facendo due rapidi calcoli si giunge ad una somma massima di 6 milioni di euro. Intervistato, l’assessore al bilancio Riva si era dichiarato disponibile, ma da quel momento nulla di nuovo. Allora abbiamo deciso di ricontattare il rappresentante della Toscana finanza, l’avvocato Andrea Testuzza, per sapere come si stava evolvendo la situazione. E semplicemente la situazione non si è mossa di un centimetro.

“Ho anche preparato un bando di gara pubblica- afferma Testuzza - che ho girato al Comune anche via mail per evitargli la fatica di formularlo ex novo. Questo per dimostrare che la società che rappresento non vuole un rapporto esclusivo con il Comune e non teme di avere un competitor. Ma nessuno si è fatto sentire e, oltre alla lettera di risposta del ragioniere Castorina del 2006, non ho ricevuto comunicazioni ufficiali da parte del Comune”.

Per chiarire meglio l’ipotesi, abbiamo organizzato un incontro fra l’assessore al bilancio Gaetano Riva e l’avvocato Testuzza. Un incontro disteso, dove l’assessore si è mostrato disponibile e pronto a recepire la proposta della Toscana finanza spa. Ma la materia, oltre che delicata per le evidenti ripercussioni sociali, è tecnicamente complicata. Lo stesso assessore dunque ha contattato l’assessorato al Patrimonio, organizzando un incontro.

Sono state così toccate specifiche tecniche e sono sorti i primi problemi. Problemi non indifferenti di forma: cessione di crediti praticabile? Non sarebbe meglio pensare ad un accordo formulato come  servizio affidato ad esterni? Come sbloccare una situazione da tempo ancorata a fronte di una scarsità di risorse umane che colpisce un assessorato come quello al Patrimonio che deve espletare un numero elevato di funzioni?

Tutti problemi reali che, come affermato dal direttore al patrimonio Pitino, sono in fase di analisi. Problemi che, per essere affrontati, richiedono un impegno di diversi organi comunali come l’Avvocatura che, se coinvolta, si dovrà protrarre in un sforzo non indifferente. 
Quando si potrà trovare una soluzione? Pitino stima in gennaio il periodo in cui la situazione potrà apparire più chiara con lo studio del problema ormai giunto in una fase approfondita. Calcolando che tutto va avanti dal 1985,  manca poco. Sicuramente ci saremo.
 

 
L’assessore. “Lacci e lacciuoli così il credito diventa inesibigile”
 
Durante il suo assessorato Gaetano Riva ha cercato tutte le soluzioni possibili per risollevare le finanze di un Comune in grave crisi.
Effettivamente i risultati sono stati positivi con uno spettro del dissesto che si fa più lontano anche se dei noti 140 mln € è in arrivo solo una prima quota.
Gli chiediamo come mai non riesca ancora a riportare la legalità, con il conseguente beneficio economico, in materia di riscossione di affitti nelle case popolari. La situazione non è edificante e lo stesso Riva ce lo conferma:
“Il Comune vanta un credito - dichiara l’assessore - che diventa quasi inesigibile a volte visti i lacci e lacciuoli  che hanno questi tipi di rapporti. Dobbiamo cercare una soluzione affinchè questo credito venga smobilizzato. Se smobilizzarlo - risponde Riva - significa per esempio trovare soluzioni come dare servizi ad esterni che in qualche modo acquisissero questo credito nel rispetto della legge, allora questa sarebbe una soluzione ideale”.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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