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Riforma costituzionale: ipotesi spacchettamento
di Redazione

La proposta avanzata dal radicale Riccardo Magi potrebbe far slittare il voto

Tags: Riforma Costituzionale, Riccardo Magi, Italicum



ROMA - Sarà una lunga e calda estate quella che accompagnerà il Governo Renzi verso l’atteso referendum costituzionale di ottobre, giro di boa dell’attuale esecutivo. Una delle tappe fondamentali di questa lunga cavalcata è rappresentata dalla giornata di oggi, giorno in cui il ricorso contro la legge elettorale, l’Italicum, approderà davanti al Tribunale di Roma. Il Comitato promotore del referendum contro l’Italicum ha infatti reso noto, attraverso un comunicato stampa, la data della prima udienza del riferimento: “la giudice, dott.ssa Bianchini, sarà chiamata a pronunciarsi - si spiega nel comunicato - sulla rilevanza e non manifesta infondatezza delle questioni d’incostituzionalità sollevate dagli avvocati Felice Besostri, Anna Falcone e Arturo Salerni. Alcune di queste, già oggetto di analoghi ricorsi in altri 19 Tribunali italiani, sono già state accolte dal Tribunale di Messina e, recentemente, dal Tribunale di Torino, e rimesse alla Corte Costituzionale”.

“Prosegue dunque l’iniziativa legale - conclude la nota - che mira ad ottenere più ordinanze di rimessione alla Consulta, anche se i promotori dei ricorsi hanno già denunciato inerzie e lentezze dei tribunali che invece dovrebbero pronunciarsi entro 30 giorni. Comunque, la Corte costituzionale ha già fissato per il 4 ottobre l’udienza per decidere sulle questioni di incostituzionalità e, a meno di rinnegare i principi della sentenza del 2014 contro il Porcellum, il destino dell’Italicum, così com’è, è segnato”.

A ciò si aggiunge la proposta di spacchettamento del referendum costituzionale avanzata dal radicale Riccardo Magi. L’idea di fondo è quella che con un solo quesito si accentuerebbe l’effetto-plebiscito, il pronunciamento pro o contro il premier e il suo governo, mentre suddividendo la riforma in 4-5 diversi capitoli si potrebbe ragionare “sul merito”. La vera conseguenza, però, potrebbe essere sui tempi del voto. Non a caso, proprio Renzi, una settimana fa, ha fatto intendere che i tempi del voto dipendono “dalla Corte di Cassazione e da eventuali ricorsi successivi”. Se ci fosse una richiesta di spacchettamento, infatti, sarebbero molto probabili successivi ricorsi degli sconfitti, qualunque dovesse essere la decisione di Cassazione e Consulta.

Secca la replica di Brunetta: “In merito alla discussione in atto sull’eventualità di uno spacchettamento del quesito referendario, Forza Italia ha già detto chiaramente che non è in alcun modo disponibile ad offrire il proprio assenso a questa modalità di procedere. Questo non solo perché non siamo disposti ad accettare quello che risulta essere solo l’ennesimo imbroglio messo in campo per confondere ancora di più i cittadini, ma anche perché si tratterebbe di una gravissima violazione del dettato costituzionale”; la ministra Boschi, da parte sua, ha ribadito la linea di azione del Governo sottolineando la distanza tra legge elettorale e riforma costituzionale: “il referendum non sarà sulla legge elettorale, ma è bene ricordare che l’Italicum contiene un “elemento di stabilità” fondamentale perché “democrazia è anche possibilità di decidere.

“Questo referendum non ci porterà a pronunciarci sulla legge elettorale ma solo sulle riforme costituzionali, ma anche nella legge elettorale c’è un elemento di maggiore stabilità nel consentire a cittadini di scegliere la maggioranza. Democrazia è anche avere la possibilità di decidere, altrimenti rimaniamo in un sistema bloccato”.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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